ROMA - C'è chi ha il mal di pancia, chi il dente avvelenato, chi si limita a qualche crisetta isterica. Non siamo nella sala d'aspetto di un qualche medico della mutua: sono gli spogliatoi della serie A, scrigno inviolabile dei segreti di ogni squadra, ma anche coacervo di stati d'animo differenti, di delusioni e di insicurezze. Qualcuno già pensa al mercato, come a un'occasione per cambiare aria, altri semplicemente attendono tempi migliori e magari che l'allenatore si decida a dargli fiducia.
DA KONDOGBIA A CANDREVA, LE SPINE DI PIOLI - Di propositi simili ne hanno tutti: dalla Juve fino all'Inter, che dei propri nervosismi non riesce davvero a far mistero. Icona dei cattivi pensieri nerazzurri è Kondogbia: ve lo ricordate quando sventolava felice la maglia dell'Inter dal balcone dell'hotel ME? Ora smania in panchina e non gioca dal 23 ottobre, quando fu sostituito dopo 28' da De Boer. Umiliazione seguita all'esclusione dalla lista Uefa (per il play finanziario), e che oggi lo rende furioso: "Stiamo pensando di lasciare l'Inter", ammette il suo agente, che vuole portarlo al Liverpool. Quello di Brozovic non l'ha detto ai quattro venti, ma pure lui pensa di scappare a gennaio: è stato il caso della prima parte di stagione, l'uomo nero contro cui puntare l'indice. Da tre gare è tornato un punto fermo, ma forse è troppo tardi. In attesa di capire se esploderà pure la bolla Candreva - che Pioli alla Lazio aveva individuato nel nemico pubblico numero uno - Suning proverà a liberarsi a gennaio della spina Jovetic. Potrebbe tornare a Firenze, magari in cambio dello "scontento" dei viola, Milan Badelj. A proposito di Milan, Montella non fa in tempo a risolvere il caso Lapadula che si ritrova a dover gestire le insofferenze di Bacca: non segna da 5 gare, fa panchina in nazionale e se potesse andarsene lo farebbe volentieri.
GABBIADINI TRISTE, SARRI FURIOSO CON DELA - Se Milano piange, non è che a Napoli abbiano tanta voglia di sorridere. I 5 punti persi nelle ultime 2 settimane pesano sull'umore, il caso più eclatante è quello di Gabbiadini: l'assenza di Milik doveva garantirgli quattro mesi da titolare indiscusso, e invece Sarri ha finito per preferirgli il "falso nueve" Mertens. Le voci di mercato (Zaza, Pavoletti) e quelle dei compagni ("Ci manca Milik", dicono più o meno tutti) non aiutano certo a migliorare le sue giornate. L'agente a gennaio cercherà una nuova destinazione: Samp, Fiorentina o magari l'Inghilterra. Il più nervoso A Castel Volturno però non è il centravanti, ma il suo allenatore. Lo sfogo di Sarri contro De Laurentiis dopo Napoli-Lazio è il termometro di un rapporto ormai ridotto ai minimi termini.
JUVE E ROMA, PENSIERI BRASILIANI - Anche alla Juve, nonostante il primo posto, qualche broncio capita di vederlo. Per tutto l'autunno erano quelli di Mandzukic e Cuadrado (che aveva persino lasciato furioso lo spogliatoio dello Stadium dopo un'esclusione), ma ritrovare stabilmente una maglia da titolari ha restituito il sorriso a entrambi. Ora bisogna domare le esuberanze di Dani Alves, che fa un po' di fatica a 33 anni a adattarsi ai ritmi di lavoro imposti da Allegri. Alla Roma invece i musoni si chiamano Alisson e Gerson: il ragazzo a 19 anni fatica un po' a entrare nelle turnazioni di Spalletti (14' in campionato) ma ha detto "no" all'ipotesi di andare via in prestito a gennaio. L'altro deve accontentarsi di fare il portiere di coppa: non il massimo per il titolare del Brasile: "Vorrei giocare tutte le partite - dice - ma ora le statistiche con il club non importano, sono più importanti gli impegni col Brasile".
INZAGHI CON I "CASI" HOEDT E FELIPE - Se un anno fa lo spogliatoio della Lazio pareva un polveriera, oggi le cose sono decisamente diverse. L'unica vera spina è Keita, che pur senza fiatare resta un caso apertissimo: non rinnova il contratto e non è che nello spogliatoio abbia più molti amici. In campo, però, è ancora decisivo. Chi il campo lo ha visto poco è invece Luis Alberto, per cui si parla già di mal di pancia (non solo in senso figurato, vista la gastroeneterite della settimana scorsa). Ma pure Hoedt è furioso, dopo il sorpasso di Wallace nelle preferenze di Inzaghi. E un altro stranito, ma dal ruolo che è costretto a ricoprire, è Felipe Anderson, "retrocesso" a esterno tutta fascia di centrocampo, a volte quasi terzino. Nessuno di loro però punterà i piedi per fare le valigie.
DA KONDOGBIA A CANDREVA, LE SPINE DI PIOLI - Di propositi simili ne hanno tutti: dalla Juve fino all'Inter, che dei propri nervosismi non riesce davvero a far mistero. Icona dei cattivi pensieri nerazzurri è Kondogbia: ve lo ricordate quando sventolava felice la maglia dell'Inter dal balcone dell'hotel ME? Ora smania in panchina e non gioca dal 23 ottobre, quando fu sostituito dopo 28' da De Boer. Umiliazione seguita all'esclusione dalla lista Uefa (per il play finanziario), e che oggi lo rende furioso: "Stiamo pensando di lasciare l'Inter", ammette il suo agente, che vuole portarlo al Liverpool. Quello di Brozovic non l'ha detto ai quattro venti, ma pure lui pensa di scappare a gennaio: è stato il caso della prima parte di stagione, l'uomo nero contro cui puntare l'indice. Da tre gare è tornato un punto fermo, ma forse è troppo tardi. In attesa di capire se esploderà pure la bolla Candreva - che Pioli alla Lazio aveva individuato nel nemico pubblico numero uno - Suning proverà a liberarsi a gennaio della spina Jovetic. Potrebbe tornare a Firenze, magari in cambio dello "scontento" dei viola, Milan Badelj. A proposito di Milan, Montella non fa in tempo a risolvere il caso Lapadula che si ritrova a dover gestire le insofferenze di Bacca: non segna da 5 gare, fa panchina in nazionale e se potesse andarsene lo farebbe volentieri.
GABBIADINI TRISTE, SARRI FURIOSO CON DELA - Se Milano piange, non è che a Napoli abbiano tanta voglia di sorridere. I 5 punti persi nelle ultime 2 settimane pesano sull'umore, il caso più eclatante è quello di Gabbiadini: l'assenza di Milik doveva garantirgli quattro mesi da titolare indiscusso, e invece Sarri ha finito per preferirgli il "falso nueve" Mertens. Le voci di mercato (Zaza, Pavoletti) e quelle dei compagni ("Ci manca Milik", dicono più o meno tutti) non aiutano certo a migliorare le sue giornate. L'agente a gennaio cercherà una nuova destinazione: Samp, Fiorentina o magari l'Inghilterra. Il più nervoso A Castel Volturno però non è il centravanti, ma il suo allenatore. Lo sfogo di Sarri contro De Laurentiis dopo Napoli-Lazio è il termometro di un rapporto ormai ridotto ai minimi termini.
JUVE E ROMA, PENSIERI BRASILIANI - Anche alla Juve, nonostante il primo posto, qualche broncio capita di vederlo. Per tutto l'autunno erano quelli di Mandzukic e Cuadrado (che aveva persino lasciato furioso lo spogliatoio dello Stadium dopo un'esclusione), ma ritrovare stabilmente una maglia da titolari ha restituito il sorriso a entrambi. Ora bisogna domare le esuberanze di Dani Alves, che fa un po' di fatica a 33 anni a adattarsi ai ritmi di lavoro imposti da Allegri. Alla Roma invece i musoni si chiamano Alisson e Gerson: il ragazzo a 19 anni fatica un po' a entrare nelle turnazioni di Spalletti (14' in campionato) ma ha detto "no" all'ipotesi di andare via in prestito a gennaio. L'altro deve accontentarsi di fare il portiere di coppa: non il massimo per il titolare del Brasile: "Vorrei giocare tutte le partite - dice - ma ora le statistiche con il club non importano, sono più importanti gli impegni col Brasile".
INZAGHI CON I "CASI" HOEDT E FELIPE - Se un anno fa lo spogliatoio della Lazio pareva un polveriera, oggi le cose sono decisamente diverse. L'unica vera spina è Keita, che pur senza fiatare resta un caso apertissimo: non rinnova il contratto e non è che nello spogliatoio abbia più molti amici. In campo, però, è ancora decisivo. Chi il campo lo ha visto poco è invece Luis Alberto, per cui si parla già di mal di pancia (non solo in senso figurato, vista la gastroeneterite della settimana scorsa). Ma pure Hoedt è furioso, dopo il sorpasso di Wallace nelle preferenze di Inzaghi. E un altro stranito, ma dal ruolo che è costretto a ricoprire, è Felipe Anderson, "retrocesso" a esterno tutta fascia di centrocampo, a volte quasi terzino. Nessuno di loro però punterà i piedi per fare le valigie.