✕

Il mese che ha cambiato la Serie A presenta un conto da 200 milioni: Vlahovic colpo top, intere squadre rivoluzionate

Il serbo alla Juve è il terzo colpo di sempre a gennaio. Cagliari, Venezia e soprattutto Salernitana (11 acquisti) cambiano faccia. Ora parte un nuovo campionato. A giugno Mbappé andrà gratis al Real Madrid: contratto di 50 milioni per 6 anni
2 minuti di lettura

ROMA — Sarà una Serie A nuova, quella che tra poche ore tornerà in campo dopo una sosta utile, soprattutto, per spendere senza distrazioni. All'estero si guarda al futuro, il Real ha chiuso l'accordo monstre con Mbappé che da luglio guadagnerà 50 milioni a stagione per 6 anni. 

L'Italia dove cifre simili sono utopia, s'è rifatta il trucco subito: 87 acquisti a gennaio, e almeno una trentina sono calciatori destinati a occupare un ruolo da protagonisti. Titolari, si potrebbe dire. La Salernitana e il Genoa cambieranno almeno sei undicesimi della formazione base: a Salerno, dove nuova è pure la proprietà, il neo ds Sabatini ha acquistato 11 giocatori in 17 giorni, una squadra intera. La Samp inserirà almeno 4 novità, il Cagliari ha praticamente rinnovato l'intera difesa salutando i vecchi Godin e Caceres per far posto a Goldaniga e Lovato, il Venezia ha pescato un attaccante, Nsame, che i…

ROMA — Sarà una Serie A nuova, quella che tra poche ore tornerà in campo dopo una sosta utile, soprattutto, per spendere senza distrazioni. All'estero si guarda al futuro, il Real ha chiuso l'accordo monstre con Mbappé che da luglio guadagnerà 50 milioni a stagione per 6 anni. 

L'Italia dove cifre simili sono utopia, s'è rifatta il trucco subito: 87 acquisti a gennaio, e almeno una trentina sono calciatori destinati a occupare un ruolo da protagonisti. Titolari, si potrebbe dire. La Salernitana e il Genoa cambieranno almeno sei undicesimi della formazione base: a Salerno, dove nuova è pure la proprietà, il neo ds Sabatini ha acquistato 11 giocatori in 17 giorni, una squadra intera. La Samp inserirà almeno 4 novità, il Cagliari ha praticamente rinnovato l'intera difesa salutando i vecchi Godin e Caceres per far posto a Goldaniga e Lovato, il Venezia ha pescato un attaccante, Nsame, che in autunno giocava la Champions con lo Young Boys aggiungendolo all'ex campione d'Europa Nani, il Toro ha strappato il regista rivelazione Ricci all'Empoli.

Ma la vera novità è quella che ha portato alla Juventus Dusan Vlahovic. Il colpo più costoso della storia italiana dei trasferimenti invernali e il terzo nella storia europea della finestra intermedia dopo Coutinho e Van Dijk: un'operazione da 80 milioni di euro che con le commissioni agli agenti superano i 90. Per spostare il capocannoniere del campionato da una squadra in lotta per un posto in Europa a una che vuol provare ad assicurarsi la Champions, se non addirittura a lanciare la sfida per il titolo (che negli ultimi giorni, dopo il serbo, ha preso anche Zakaria e Gatti e ha ceduto Bentancur e Kulusevski al Tottenham e Ramsey ai Glasgow Rangers) . L'unico precedente che si ricordi a memoria è quello del passaggio del capocannoniere dell'inverno 2019 dal Genoa al Milan, quel Krzysztof Piatek che adesso proverà a sostituire Vlahovic a Firenze insieme ad Arthur Cabral, da non confondere con Jovane Cabral, l'ultimo affare del mercato d'inverno, attaccante esterno che la Lazio ha acquistato dallo Sporting Lisbona alle 19.56, ultimi minuti dell'ultimo giorno d'affari. 

Nomi nuovi, equilibri vecchi, se l'Inter ha risposto quasi in contemporanea a Vlahovic assicurandosi il miglior esterno del campionato: i 25 milioni all'Atalanta Robin Gosens andranno onorati al prossimo gol dell'Inter, anche se a segnarlo non sarà il terzino tedesco, che pure gira al ritmo di 21 reti negli ultimi 2 campionati e mezzo. Verrebbe facile, in condizioni simili, pensare che se con una mano il calcio chiede aiuti al governo, con l'altra continua a puntare cifre folli alla roulette russa del calciomercato.

Una narrazione che potrebbe essere confermata da una lettura superficiale dei numeri: è vero che la Serie A è seconda solo alla Premier per cifre investite per gli acquisti di questo gennaio, con 202 milioni, euro più euro meno, contro i 300 degli inglesi e a distanza siderale dai 70 scarsi spesi nella Liga spagnola. Di contro però il saldo tra entrate e uscite è tra i più vicini allo zero di tutta Europa: poco più di 15 milioni il rosso complessivo delle 20 società, contro il - 20 della Bundesliga tedesca, il - 50 della Liga spagnola e il - 183 della Premier.

Perché in Italia si è mosso soprattutto il mercato interno. Tantissime le cessioni: 143, anche se soltanto 8 affari hanno gonfiato il salvadanaio. La stragrande maggioranza, infatti, si sono concluse in prestito secco: 92 cessioni temporanee senza scambio di soldi, concluse solo per prendere tempo e provare ad alleggerire i costi. Di un calcio che non vedeva l'ora di farsi nuovo.