Fifa, stretta sugli agenti: "Cambiamo un sistema opaco, tra conflitti di interessi e speculazioni"
di Matteo Pinci , di Matteo PinciROMA - Un business da oltre 4 miliardi di dollari in dieci anni. Anche a costo di sacrificare trasparenza ed etica. Nemmeno la pandemia ha rallentato la crescita degli incassi degli agenti del calcio, attori sempre più protagonisti di "un sistema diventato molto opaco", per la Fifa. Così è nata la riforma, secondo Emilio Garcia, direttore degli affari legali della Fifa. Più in sintesi: "Vogliamo garantire maggiore trasparenza amministrativa e finanziaria al sistema, impedire la pratica abusiva e speculativa del settore. E realizzare un sistema di provvigioni per gli agenti più equo". La questione riguarda da vicinissimo l'Italia, nessuno - in percentuale - paga quanto le nostre squadre il lavoro di rappresentanza: oltre 200 milioni nell'ultimo anno. E ora la Figc ha anche annunciato la chiusura di un'indagine sui rapporti dei procuratori con alcuni club (la Juventus potrebbe non restare l'unica società …
ROMA - Un business da oltre 4 miliardi di dollari in dieci anni. Anche a costo di sacrificare trasparenza ed etica. Nemmeno la pandemia ha rallentato la crescita degli incassi degli agenti del calcio, attori sempre più protagonisti di "un sistema diventato molto opaco", per la Fifa. Così è nata la riforma, secondo Emilio Garcia, direttore degli affari legali della Fifa. Più in sintesi: "Vogliamo garantire maggiore trasparenza amministrativa e finanziaria al sistema, impedire la pratica abusiva e speculativa del settore. E realizzare un sistema di provvigioni per gli agenti più equo". La questione riguarda da vicinissimo l'Italia, nessuno - in percentuale - paga quanto le nostre squadre il lavoro di rappresentanza: oltre 200 milioni nell'ultimo anno. E ora la Figc ha anche annunciato la chiusura di un'indagine sui rapporti dei procuratori con alcuni club (la Juventus potrebbe non restare l'unica società coinvolta). La Fifa ha messo nuove regole: perché "la deregulation del settore dal 2015 ha prodotto un mercato molto meno professionalizzato, con meno valori etici: il conflitto di interessi alla base di tutto, le commissioni agli agenti a moltiplicarsi anno dopo anno".
La Fifa sugli agenti: "Sistema opaco"
Quindi, la stretta: percentuali fisse, non oltre il 3% dello stipendio dei calciatori se questo supera i 200 mila euro, non più del 10% sull'intero valore del trasferimento per chi svolge la mediazione per il club. E un albo con iscrizione obbligatoria, per affrontare la pratica abusiva della professione - contro cui combattono, in molti casi, anche le associazioni degli agenti - e far sì che a pagare il lavoro dei procuratori siano i calciatori. In modo da poter controllare da dove vengono le somme ed evitare percorsi opachi. "A volte c'era un solo agente che rappresentava il club che vende, il giocatore e il club che lo compra. E alcuni procuratori ci dicevano pure che fosse normale". Le discussioni sono diventate poi esposti per illegittimità.
Il conflitto di interessi dei procuratori
Eppure la riforma regolamentare lascia ancora qualche angolo scoperto: casi in cui agenti esercitano un controllo effettivo sui club, determinandone strategie di mercato in forza di una foltissima rappresentanza di propri giocatori. Una questione "su cui potremo puntare presto: vogliamo adattare il regolamento alle necessità che può mostrare il mercato". Intanto, impedisce che gli agenti diventino a tutti gli effetti parti terze: "Non devono avere una partecipazione in un club. Né un club può partecipare al capitale di una agenzia di procuratori".
Le prossime riforme: più soldi ai piccoli club
E per chi sgarra? "C'è un organo che sanziona chi viola il regolamento, la Commissione disciplinare", ci ricorda Luis Villas-Boas, direttore dell'area agenti Fifa. Il direttore della regolamentazione del calcio invece, Jan Kleiner, annuncia le prossime mosse: "Dobbiamo garantire maggiori percentuali sui trasferimenti per le piccole squadre che formano i calciatori. Oggi il mercato è caratterizzato dalla speculazione. E gli agenti sono incentivati a fare più trasferimenti possibili perché non c'è alcun limite ai loro guadagni. Ma così il mercato non funziona". O peggio: esplode.