Cuadrado e Lukaku sono solo gli ultimi sgarbi di mercato tra Juventus e Inter: tutti i precedenti
di Furio ZaraJuan Cuadrado in un Juventus-Inter
(agf)Affari, intrighi, intrallazzi, pacchi dono con bidone compreso, blitz, flop, tradimenti, fregature, sgarbi, villanate e tutto il resto del corollario: sull’asse Inter-Juventus si sono consumate - da cinquant’anni a questa parte - decine e decine trattative di mercato. Il salto della quaglia non è mai indolore, mai esentasse, mai col silenziatore: Cuadrado nerazzurro (meme di queste ore: no, non sta simulando), Lukaku (forse) bianconero dopo aver messo in scena una giravolta che nemmeno Bolle.
In principio fu Boninsegna-Anastasi
La pietra dello scandalo del Derby d’Italia in prospettiva calciomercato ci riporta all’estate del 1976. L’Inter si libera di Boninsegna (dice: è vecchio, va per i 33 anni) e lo offre alla Juve in cambio di Anastasi. In platea ci si dà di gomito: Bonimba scaricato. L’affare l’ha fatto l’Inter, Anastasi ha 28 anni ed è nel pieno della sua maturità. Errore. Pietruzzu declina verso il tramonto, Boninsegna alla Juve vince due scudetti. Centravanti che portano gol i…
Affari, intrighi, intrallazzi, pacchi dono con bidone compreso, blitz, flop, tradimenti, fregature, sgarbi, villanate e tutto il resto del corollario: sull’asse Inter-Juventus si sono consumate - da cinquant’anni a questa parte - decine e decine trattative di mercato. Il salto della quaglia non è mai indolore, mai esentasse, mai col silenziatore: Cuadrado nerazzurro (meme di queste ore: no, non sta simulando), Lukaku (forse) bianconero dopo aver messo in scena una giravolta che nemmeno Bolle.
In principio fu Boninsegna-Anastasi
La pietra dello scandalo del Derby d’Italia in prospettiva calciomercato ci riporta all’estate del 1976. L’Inter si libera di Boninsegna (dice: è vecchio, va per i 33 anni) e lo offre alla Juve in cambio di Anastasi. In platea ci si dà di gomito: Bonimba scaricato. L’affare l’ha fatto l’Inter, Anastasi ha 28 anni ed è nel pieno della sua maturità. Errore. Pietruzzu declina verso il tramonto, Boninsegna alla Juve vince due scudetti. Centravanti che portano gol in dote, come Ibrahimovic. 2006, Calciopoli in atto, la Juve viene retrocessa a tavolino in Serie B. Ibra all’Inter per 26 milioni di euro. Ahi, che dolor. I tifosi juventini chiamano in causa la gratitudine, quelli interisti gongolano. Due anni e due scudetti prima, il giorno della presentazione a Torino, Ibra aveva detto: “Sognavo questa maglia fin da bambino”. Le sue parole il primo giorno a Milano. “Da bambino ero tifoso dell'Inter”. Il bello dei bambini è che hanno la memoria corta. Con Ibrahimovic quell’anno, va all’Inter - dopo una stagione in bianconero - anche Vieira. Bandiere che prendono la Milano-Torino (e viceversa).
Marotta e Conte da Torino a Milano
Tardelli, dopo dieci stagioni a far la storia della Juve, a 31 anni firma per l’Inter. Altobelli, 209 gol in nerazzurro, a 33 anni passa alla Juve. Causio, il Barone col baffo juventino da poster, a 35 anni ce lo troviamo con la maglia dell’Inter. A qualcuno va bene, ad altri meno. Prendete gli allenatori: nel 1999 Lippi lascia la Juventus carico di trofei, ma la panchina dell’Inter scotta assai. Dopo una sconfitta a Reggio Calabria Marcello fa il duro: “Se fossi il presidente io questi qua li prenderei a calci in c***”. Ahia. Moratti il benservito lo dà a lui. Meglio - molto meglio - va a Trapattoni (in uno scambio che nel 1986 porta a Torino Dino Baggio). Dieci anni, sei scudetti e tutte le coppe possibili con la Juventus, poi l’Inter dei record con il tricolore del 1989. Non di rado scorre il veleno. Cannavaro all’Inter non sembra nemmeno lui, è un corpo estraneo, chiede - su suggerimento di Moggi - di essere ceduto. Alla Juve rinasce, petto in fuori e spalle larghe. Le storie finiscono, poi ricominciano. Beppe Marotta, dopo otto anni di Juve passa (2018) all’Inter e la riporta (con Conte, altro ex Juve) a vincere lo scudetto.
Bremer l’ultimo giocatore conteso
Fiera la rivalità anche quando si tratta di giocatori di seconda fascia: nel 2014 a Milano scesero in piazza per bloccare lo scambio Guarin-Vucinic, con Thohir che aveva già dato l’ok per il colombiano alla Juve. Questione di preferenze: l’anno scorso Bremer va alla Juve e rifiuta l’Inter, nel gennaio 2004 Stankovic (via Lazio) arriva all’Inter accolto come un idolo. E che ha fatto di tanto clamoroso? Ha detto no alla Juve. Aveva detto sì invece Michel Platini, alla fine degli Anni 70, quando si era accordato con l’Inter. Ma le frontiere erano chiuse, gli stranieri tenuti a distanza, quindi l’accordo slittò, la leggenda si arricchì di aneddoti - “Suvvia, non vedete? Ha il sedere da sposa” - gli anni passarono, il vento fece un altro giro e il Platini che abbiamo visto in Italia ha avuto una sola maglia, quella della Juventus.