Kane al Bayern col brivido: è un mercato di liti e dispetti
di Giulio CardoneUn murale a Londra dedicato a Harry Kane, che ha appena lasciato il Tottenham per andare al Bayern
Harry Kane, il capitano dell’Inghilterra, per qualche ora ieri mattina si è trasformato in una versione sportiva di Tom Hanks: prigioniero in aeroporto mentre la sua squadra, il Tottenham, stracciava gli accordi già presi provando a spuntare più soldi al Bayern che ormai non aveva alternative. L’ultimo sgarbo di un’estate di colpi bassi, in cui non sono mancate nemmeno le carte bollate.
Kane al suo arrivo a Monaco
Telefoni staccati, giocatori che non rispondono nemmeno ai loro (ex) compagni: il re dell’estate dei tradimenti è probabilmente Romelu Lukaku, che ha dimenticato in una notte l’amore per l’Inter promettendosi ai rivali della Juventus. È capitato, anche, che il capitano della Nazionale Leonardo Bonucci sia stato costretto a scrivere una lettera di diffida alla stessa Juve per essere reintegrato, almeno per gli allenamenti: l’epilogo di una saga, tra il difensore e l’all…
Harry Kane, il capitano dell’Inghilterra, per qualche ora ieri mattina si è trasformato in una versione sportiva di Tom Hanks: prigioniero in aeroporto mentre la sua squadra, il Tottenham, stracciava gli accordi già presi provando a spuntare più soldi al Bayern che ormai non aveva alternative. L’ultimo sgarbo di un’estate di colpi bassi, in cui non sono mancate nemmeno le carte bollate.
Kane al suo arrivo a Monaco
Telefoni staccati, giocatori che non rispondono nemmeno ai loro (ex) compagni: il re dell’estate dei tradimenti è probabilmente Romelu Lukaku, che ha dimenticato in una notte l’amore per l’Inter promettendosi ai rivali della Juventus. È capitato, anche, che il capitano della Nazionale Leonardo Bonucci sia stato costretto a scrivere una lettera di diffida alla stessa Juve per essere reintegrato, almeno per gli allenamenti: l’epilogo di una saga, tra il difensore e l’allenatore Allegri, iniziata con il famoso sgabello di Oporto del 2017. Ma sbaglia chi pensa sia un caso, visto che persino il club più ricco del mondo si è trovato nella buca delle lettere una missiva inaspettata. E abbastanza fastidiosa.
Quella con cui Neymar chiedeva al Psg di lasciare la squadra in cui era arrivato sei anni prima accolto come un imperatore, sotto la Torre Eiffel, con un evento planetario. Doveva essere il manifesto di un’ambizione di dominio, è diventato un monumento al vorrei ma non posso. Ora Neymar pretende di essere liberato, magari gratis, per togliersi di dosso la pressione che gli aveva messo quella squadra incapace di essere all’altezza dei propri desideri.
Ne sa qualcosa il suo compagno di squadra Kylian Mbappé. Un anno fa rinnovò il contratto incassando bonus mostruosi — c’è chi dice anche 300 milioni alla firma — per due anni con opzione sul terzo. Solo che l’opzione ce l’ha lui e di esercitarla non ha alcuna intenzione. Anzi. Il presidente del Psg Nasser Al Khelaifi, per non far la figura di chi si è fatto prendere per il naso, ha prima avanzato una proposta di rinnovo delirante. Poi, consapevole di aver perso il giocatore, ha scelto le brutte, mettendolo fuori rosa. Una specie di giogo per costringerlo a firmare, «perché non permetteremo mai che se ne vada gratis». Mentre Kylian, quasi sfidando la società che lo aveva munificamente sostenuto, ha annunciato: «Resterò fino alla scadenza del contratto». Chissà, magari spera solo di abbassare il prezzo di una cessione immediata al Real. Intanto è fuori rosa, come Ney. E Dembelé, il francese del Barcellona che al Psg invece ha scelto di andarci a giocare, solo che non ha ancora firmato e nel frattempo tiene in scacco il mercato dei catalani. Se lui non se ne va, loro non possono tesserare i nuovi acquisti. E il presidente Laporta, che vorrebbe capire se dovrà trovare qualcun altro da vendere, inizia a perdere la pazienza.
A proposito di pazienza, che fine ha fatto Kane? Lo avevamo lasciato a Stansted, in attesa di capire se andare oppure no. Alla fine quel volo per Monaco l’ha preso, il centravanti inglese. Ma quanto ci è voluto: il Tottenham voleva strappare più soldi ancora dalla cessione della sua bandiera. Chissà cos’è passato nella sua testa, in quelle ore: con che spirito avrebbe giocato con la sua vecchia squadra? Di sicuro, in questa estate i soldi sono polarizzati nei due blocchi di Premier e Arabia Saudita, e chi resta fuori da quel circuito le prova tutte, anche ricorrendo a mezzi estremi. Come la Roma, che ha tentato un inserimento a tempo scaduto sul centravanti del River Plate Beltran, già promesso alla Fiorentina. È bastato a farlo tentennare qualche ora, non di più. Ma anche a mandare su tutte le furie il dg viola Barone, protagonista di una telefonata furente nei confronti di un dirigente di Trigoria. La Roma in fondo aveva fretta di reinvestire i soldi della cessione di Ibañez, un addio che ha commosso anche il profilo Twitter della Lazio, aiutata in almeno tre derby dagli errori del brasiliano. Tra gli sgarbi di quest’estate, certamente il più simpatico.