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Kean e gli altri, quando il calciomercato è pieno di ribelli

Moise Kean 

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Ogni estate ripropone il tormentone dei giocatori che, pur avendo un contratto, cercano in tutti i modi di cambiare squadra
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Capricci, mal di pancia a gettone, bizze da diva. E tutti i santi giorni - per dirla alla Guccini - ci tocca stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento. Sono gli avvelenati della Serie A. Quelli che hanno un piede qua e uno di là - è il famoso capriccio a piedi invertiti - la mano che stringe il trolley, il rinnovo più del sogno nel cassetto, un social manager che sforna reel e se la prende con un destino cinico e baro. Kean e Zaniolo, Seba Esposito e Rowe, hanno vissuto o vivono ancora l’estate con il broncio, inanellando monellerie come Masha di Masha e Orso, aspettando un’altra squadra e qualcuno che gli voglia bene.

Più che mal di pancia, spasmi addominali

Prendete Moise Kean. Da un mese ha trovato un accordo con il Como. Ma la Fiorenti…

Capricci, mal di pancia a gettone, bizze da diva. E tutti i santi giorni - per dirla alla Guccini - ci tocca stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento. Sono gli avvelenati della Serie A. Quelli che hanno un piede qua e uno di là - è il famoso capriccio a piedi invertiti - la mano che stringe il trolley, il rinnovo più del sogno nel cassetto, un social manager che sforna reel e se la prende con un destino cinico e baro. Kean e Zaniolo, Seba Esposito e Rowe, hanno vissuto o vivono ancora l’estate con il broncio, inanellando monellerie come Masha di Masha e Orso, aspettando un’altra squadra e qualcuno che gli voglia bene.

Più che mal di pancia, spasmi addominali

Prendete Moise Kean. Da un mese ha trovato un accordo con il Como. Ma la Fiorentina non lo molla. Soldi, questione di. Così l’attaccante, come si suol dire, ha forzato la mano. Ieri si è presentato al Viola Park in ritardo. Della serie: mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se sto a casa? Alla fine si è rifiutato di allenarsi, così è stato mandato in palestra, a misurarsi con i pesi, ma della coscienza. Si sa: i giocatori fanno così. Si sa: i contratti sono lì per essere strappati e disattesi. Si sa: è un gioco delle parti. Calciatori che puntano i piedi, si inalberano, vanno allo scontro con i club che li pagano - a loro dire: mai abbastanza - e come da definizione ci vanno a muso duro.

Spalletti e Kolo Muani

Di mal di pancia - definizione dozzinale ma dobbiamo tutti sforzarci di immaginare terribili spasmi addominali - sono stati accreditati anche Maignan e Rabiot del Milan, Koné della Roma, Calhanoglu dell’Inter, Anguissa del Napoli, all’estero il caso più celebre è quello di Julian Alvarez che dall’Atletico Madrid brama di andare al Barcellona e nel listone c'è persino un allenatore, quello della Juve: Luciano Spalletti prima ha avallato il mercato, poi si è scagliato contro chi, quelle scelte, le ha fatte, vedi alla voce Kolo Muanì. Ha gli spasmi pure lui.

La battaglia pianificata di Seba Esposito

Comunque: menzione d’onore per Seba Esposito - fratello di Pio e Salvatore - che ha giocato d’anticipo su tutti ed è stato il primo a guadagnare titoli di giornale per la sua presa di posizione. Lo scorso campionato era finito da un nanosecondo e il giovanotto ha cominciato la sua personale battaglia per andarsene da Cagliari. Spoiler: ce l’ha fatta, giocherà nel Sassuolo. Ci si è messo di impegno: prima ha rifiutato la proposta per il rinnovamento del contratto, poi ha lasciato senza autorizzazione il ritiro - il titolo del giorno dopo solitamente è «Il club ora valuta provvedimenti disciplinari», ma i provvedimenti evaporano in una nuvola di fuffa - quindi è finito sul mercato, non prima di una fitta corrispondenza di certificati nei quali il calciatore lamentava «una crisi di ansia e stress» Un ingenuo potrebbe avanzare qualche dubbio: ma Esposito non ha un contratto con il Cagliari fino al 2030? Ma chi l'ha firmato, se non lui? L'hanno costretto? Tutti dettagli ai margini della soap.

Il braccio di ferro di Zaniolo

Stessa solfa anche per Zaniolo, che ora - da infortunato - dovrà aspettare un mese per tornare in campo (con l’Udinese, la squadra che lui immaginava come piedistallo per un salto di qualità che non è arrivato). All’inizio dell’estate si è esibito in un braccio di ferro con il club. L’ha vinto, poiché è stato gratificato con un adeguamento di contratto. Fine della telenovela. Almeno fino alla prossima sessione di mercato. Manca poco, gli avvelenati stanno già prendendo la rincorsa. Sempre di soldi si tratta. La fine è (banco)nota.

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