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Razzismo, Kyenge: "Il no di Balotelli responsabilizza tutti"

Il ministro per l'integrazione, presente allo stadio in adesione dell'iniziativa della Figc contro la discriminazione, condivide la parole di Super Mario (per lui ovazione al Dall'Ara), che aveva risposto a chi lo criticava per la volontà di abbandonare il campo in caso di cori razzisti: "L'Italia che applaude giocatori come lui e Ogbonna è un'Italia migliore". Nota stonata: dalla curva cori contro i napoletani
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BOLOGNA - Una gara che va ben oltre l'aspetto tecnico, quella della Nazionale italiana contro San Marino. E' infatti una giornata che la Figc ha dedicato alla lotta contro il razzismo. "Le parole di Balotelli sono un
segno di ragionevolezza: le istituzioni, lo sport, i cittadini, la società civile. Le sue parole responsabilizzano ciascuno di noiresponsabilizzano tutti noi", commenta il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge, in tribuna a Bologna. "L'Italia che applaude giocatori come Balotelli e Ogbonna è l'Italia migliore: e questa Italia esiste. E il governo sarà sempre al fianco dello sport pulito". Ieri Balotelli aveva rivendicato per sè la scelta di cosa è coro razzista e cosa no, rispondendo a chi lo aveva rimproverato per la volontà di abbandonare il campo. "Parole ragionevoli - replica Kyenge - Responsabilizza tutti".
 
Il ministro, arrivata allo stadio, si è diretta verso gli spogliatoi dove h…
BOLOGNA - Una gara che va ben oltre l'aspetto tecnico, quella della Nazionale italiana contro San Marino. E' infatti una giornata che la Figc ha dedicato alla lotta contro il razzismo. "Le parole di Balotelli sono un
segno di ragionevolezza: le istituzioni, lo sport, i cittadini, la società civile. Le sue parole responsabilizzano ciascuno di noiresponsabilizzano tutti noi", commenta il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge, in tribuna a Bologna. "L'Italia che applaude giocatori come Balotelli e Ogbonna è l'Italia migliore: e questa Italia esiste. E il governo sarà sempre al fianco dello sport pulito". Ieri Balotelli aveva rivendicato per sè la scelta di cosa è coro razzista e cosa no, rispondendo a chi lo aveva rimproverato per la volontà di abbandonare il campo. "Parole ragionevoli - replica Kyenge - Responsabilizza tutti".
 
Il ministro, arrivata allo stadio, si è diretta verso gli spogliatoi dove ha incontrato una delegazione della nazionale composta dal ct Cesare Prandelli, dal capitano Gigi Buffon e da Mario Balotelli. "Li ho salutati e ho portato loro un incoraggiamento, che vale per tutto lo sport. Era da parte anche del ministro Josefa Idem, con lei siamo al fianco dello sport pulito, per il rispetto delle persone e contro il razzismo". Quindi nell'intervello della gara: "Voglio ringraziare la Figc, l'Unar e le società sportive che stanno portando avanti questo messaggio molto forte, la mia presenza qui è per manifestare il nostro sostegno contro ogni forma di razzismo e dire no alla violenza nello sport e negli stadi".

"Dobbiamo intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione - ha proseguito - il razzismo nasce dalla non conoscenza della diversità. Bisogna lavorare sulla cultura non violenta, sin dai banchi della scuola, in tutti i settori sport compreso". Alcuni giorni fa, aveva avvertito: non tutti i cori sono razzisti. "La violenza - aggiunge ora - è violenza: il razzismo è una parte. Ma dobbiamo combatterli entrambi, dobbiamo educare a un linguaggio non violento, che vada contro il razzismo. La linea di distinzione tra provocazione e razzismo è molto sottile, dobbiamo lavorare sulla coscienza".

Al fianco del ministro Kyenge anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete. "E' una bella iniziativa contro il razzismo e anche in campo vedo che ci sono le condizioni per fare bene a Praga e nella Confederations Cup". Si gioca a Bologna, in Emilia, una terra colpita dal terremoto e che la Federazione sta aiutando. "Siamo presenti - conferma Abete - con le nostre iniziative per la ricostruzione anche grazie al ct e ai giocatori che hanno devoluto il premio degli Europei". "Anche nel caso delle zone terremotate in Emilia - ha aggiunto il ministro Kyenge - l'impegno delle società sportive serve a dare il messaggio che è anche quello del ministero e che è quello di rinascere tutti insieme. Balotelli in campo nel secondo tempo? Dobbiamo lottare tutti insieme contro il razzismo e la sua presenza è importante".

Prima della gara, e dopo gli inni nazionali i capitani delle due squadre, Gigi Buffon e Andy Selva, hanno letto un messaggio: "Usiamo il cartellino rosso che ci hanno dato, vogliamo i razzisti fuori dagli stadi", ha scandito il numero uno azzurro.

CORI CONTRO I NAPOLETANI, OVAZIONE PER BALOTELLI - "Noi non siamo napoletani". E' il coro che si è levato dalla curva dello stadio Dall'Ara di Bologna verso la metà del secondo tempo. In precedenza c'erano stati anche altri cori contro la Juventus, mentre un'ovazione aveva salutato l'ingresso in campo di Mario Balotelli al 3' st, al posto dell'idolo di casa, Alberto Gilardino.

Prandelli ha elogiato il calore del pubblico bolognese nei confronti di Balotelli e dell’Italia, “con Mario è così non da oggi, sono contento anche dell’accoglienza che abbiamo trovato, 25 mila persone, non era scontato. Complimenti a chi è venuto allo stadio e ha creato entusiasmo, la squadra ha sentito tutta questa partecipazione”. Sollecitato a commentare un coro (“Noi non siamo napoletani”) cantato nella ripresa, il ct però ha bacchettato: “Non l’ho sentito, però dico che sono finiti i tempi dei cori contro, sarebbe ora di smetterla. Iniziamo a fare solo cori a favore della propria squadra”.