BOLOGNA - Preferirebbe parlare di calcio giocato e di una Nazionale che sta attuando un percorso di crescita, invece Cesare Prandelli è chiamato ancora una volta a difendere Mario Balotelli, suo malgrado ritrovatosi di nuovo sotto le luci dei riflettori per fatti che poco hanno a che vedere con il pallone. Così, il giorno dopo le accuse del pentito di camorra secondo il quale l'attaccante azzurro per scherzo avrebbe provato in passato l'ebbrezza di spacciare dosi di eroina e cocaina, improvvisandosi pusher quasi per gioco nel corso di una sua visita a Scampia, scende in campo il commissario tecnico.
PRANDELLI: "INSOPPORTABILE RINCORSA A TIRAR DENTRO BALOTELLI" - "Certe volte diventa anche insopportabile questa rincorsa di tirare sempre per la giacca in tutte le situazioni Balotelli - sottolinea il ct, intervistato da Rai Sport a poche ore dall'amichevole con San Marino a Bologna -. Mario ha le spalle larghe, però penso sia stufo, è il suo stato d'animo a parlare per lui. Deve saper valutare tutte le situazioni, saper anche scegliere con attenzione chi frequentare, dove andare, è un personaggio così popolare che poi è costretto a rincorrere tutte queste cose. Lui è sincero e anche in questo caso l'ha dimostrato. Se me lo immagino a distribuire droga anche per scherzo? Assolutamente no, non ce lo vedo proprio, ha detto da subito che non è assolutamente vero. Ci sarà occasione per approfondire, ma la visita a Scampia era solo la curiosità da ragazzo, non pensava di aver fatto nulla di male. E ha già chiarito tutto col magistrato''.
"OGNI RITROVO NAZIONALE UN CASO, NON E' GIUSTO" - Una difesa accorata, quella dell'allenatore di Orzinuovi, che non è solo rivolto al singolo, ma anche a tutela della sua Nazionale, dove si sente sotto attacco. ''Stranamente, ogni volta che si avvicina una grande manifestazione azzurra c'è sempre qualcosa che disturba: evidentemente perché questa maglia crea l'opportunità di affrontare certi argomenti, di metterli sul palcoscenico - l'opinione di Prandelli - Ma non è assolutamente giusto. Questo dovrebbe essere motivo di riflessione per tutti. So che tutti i tecnici azzurri prima di me hanno avuto le loro patate bollenti, ma ogni volta che ricapita mi meraviglio: sei sempre qui a dover affrontare certi argomenti delicati, e devi cercare di dosare le parole per non creare danni. Noi vorremmo parlare solo di calcio giocato, parlare di questi argomenti è difficile per tutti, soprattutto per cose che non conosci. Ma non abbiamo bisogno di queste difficoltà per ritrovarci, per compattarci, come si diceva una volta: la nostra armonia l'abbiamo sempre avuta, e l'abbiamo trovata sul campo. La compattezza si trova con il lavoro quotidiano e la voglia di lavorare tutti insieme. Abbiamo un progetto e delle partite importantisisme, il 7 giugno avremo una gara indispensabile con la Repubblica Ceca e dobbiamo arrivare preparatissimi. Penseremo alla Confederations Cup solo dopo allora".
"EL SHAARAWY STANCO? I DATI DICONO IL CONTRARIO" - Dalle inchieste di Napoli al calcio, il timoniere azzurro pensa al cammino verso i Mondiali 2014. ''Platini ha detto che possiamo vincerli? Gli sono molto grato, ma io penso ancora alla qualificazione. Certo, abbiamo cinque-sei ragazzi molto interessanti, per valori tecnici e spirito col quale vestono la maglia della nazionale. E per questo sono abbastanza ottimista. El Shaarawy? Non è vero è stanco: i nostri dati dicono esattamente l'opposto, è uno dei più in forma. Evidentemente nel finale di stagione ha avuto un calo mentale - la conclusione di Prandelli -. Gli hanno detto tante di quelle volte che era stanco, che alla fine se ne è convinto anche lui''.
PRANDELLI: "INSOPPORTABILE RINCORSA A TIRAR DENTRO BALOTELLI" - "Certe volte diventa anche insopportabile questa rincorsa di tirare sempre per la giacca in tutte le situazioni Balotelli - sottolinea il ct, intervistato da Rai Sport a poche ore dall'amichevole con San Marino a Bologna -. Mario ha le spalle larghe, però penso sia stufo, è il suo stato d'animo a parlare per lui. Deve saper valutare tutte le situazioni, saper anche scegliere con attenzione chi frequentare, dove andare, è un personaggio così popolare che poi è costretto a rincorrere tutte queste cose. Lui è sincero e anche in questo caso l'ha dimostrato. Se me lo immagino a distribuire droga anche per scherzo? Assolutamente no, non ce lo vedo proprio, ha detto da subito che non è assolutamente vero. Ci sarà occasione per approfondire, ma la visita a Scampia era solo la curiosità da ragazzo, non pensava di aver fatto nulla di male. E ha già chiarito tutto col magistrato''.
"OGNI RITROVO NAZIONALE UN CASO, NON E' GIUSTO" - Una difesa accorata, quella dell'allenatore di Orzinuovi, che non è solo rivolto al singolo, ma anche a tutela della sua Nazionale, dove si sente sotto attacco. ''Stranamente, ogni volta che si avvicina una grande manifestazione azzurra c'è sempre qualcosa che disturba: evidentemente perché questa maglia crea l'opportunità di affrontare certi argomenti, di metterli sul palcoscenico - l'opinione di Prandelli - Ma non è assolutamente giusto. Questo dovrebbe essere motivo di riflessione per tutti. So che tutti i tecnici azzurri prima di me hanno avuto le loro patate bollenti, ma ogni volta che ricapita mi meraviglio: sei sempre qui a dover affrontare certi argomenti delicati, e devi cercare di dosare le parole per non creare danni. Noi vorremmo parlare solo di calcio giocato, parlare di questi argomenti è difficile per tutti, soprattutto per cose che non conosci. Ma non abbiamo bisogno di queste difficoltà per ritrovarci, per compattarci, come si diceva una volta: la nostra armonia l'abbiamo sempre avuta, e l'abbiamo trovata sul campo. La compattezza si trova con il lavoro quotidiano e la voglia di lavorare tutti insieme. Abbiamo un progetto e delle partite importantisisme, il 7 giugno avremo una gara indispensabile con la Repubblica Ceca e dobbiamo arrivare preparatissimi. Penseremo alla Confederations Cup solo dopo allora".
"EL SHAARAWY STANCO? I DATI DICONO IL CONTRARIO" - Dalle inchieste di Napoli al calcio, il timoniere azzurro pensa al cammino verso i Mondiali 2014. ''Platini ha detto che possiamo vincerli? Gli sono molto grato, ma io penso ancora alla qualificazione. Certo, abbiamo cinque-sei ragazzi molto interessanti, per valori tecnici e spirito col quale vestono la maglia della nazionale. E per questo sono abbastanza ottimista. El Shaarawy? Non è vero è stanco: i nostri dati dicono esattamente l'opposto, è uno dei più in forma. Evidentemente nel finale di stagione ha avuto un calo mentale - la conclusione di Prandelli -. Gli hanno detto tante di quelle volte che era stanco, che alla fine se ne è convinto anche lui''.