RIO DE JANEIRO – Per smaltire il fuso ci vorrà tempo, quello che l’Italia per ora non ha. Sbarcata all’alba a Rio de Janeiro, nel pomeriggio era già al lavoro all’Engenhão, lo stadio del Botafogo che ospiterà le gare di atletica ai Giochi del 2016 e che al momento è inagibile (la copertura della tribuna è a rischio crollo). Per gli azzurri, allenamento sul campetto di riscaldamento, dove la consegna delle pettorine arancioni ha svelato subito la formazione che affronterà Haiti domani (15.45 locali, 20.45 italiane). Bonucci unico confermato dell’undici di Praga.
Prandelli, cos’ha detto alla squadra?
“Abbiamo parlato della partita di Praga, del nostro arrivo in Brasile, delle aspettative legate a questo torneo, dell’entusiasmo che ci deve accompagnare e del gioco che dobbiamo migliorare”.
Cosa non ha funzionato in Repubblica Ceca?
“Programmare una gara singola può essere facile, ma diventa complicato se dopo qualche giorno hai un altro impegno importante. Quando stacchi per qualche settimana, dopo un campionato così lungo, alla prima gara in cui torni in campo il ritmo non ce l’hai. Al di là di questo, noi come spirito dobbiamo avere qualcosa in più rispetto a quello messo in campo venerdì”.
Quali sono le motivazioni azzurre per la Confederations Cup?
“Questo è un evento importante, una simulazione del campionato del mondo e come tale è impegnativa. Deve accompagnarci la voglia di sorprendere, di andare oltre le difficoltà, di diventare ancora più squadra. Sono tutte esperienze straordinariamente importanti. Siamo qui con la voglia di offrire prestazioni positive, perché solo attraverso quelle puoi crescere. C’è anche la voglia di vedere quei giocatori che possono avere prospettive. Insomma, ci sono tante cose a cui pensare. Attraverso il gioco e lo spirito di squadra queste partite ti possono dare la giusta carica per affrontare la prossima stagione”.
Domenica c’è il debutto col Messico.
“Una squadra che ha vinto le Olimpiadi, gioca un ottimo calcio, brillante, molto tecnico, con attaccanti molto pericolosi. Avremo tempo per pensarci, però, prima c’è Haiti. E per noi è un test importante, siamo appena arrivati, vogliamo subito integrarci con l’ambiente e abituarci al fuso. Faremo giocare tutti quelli che non hanno giocato venerdì e abbiamo di fronte, ve lo ricordo, una squadra che ha perso 2-1 con la Spagna”.
In porta chi andrà?
“Un tempo Sirigu e uno Marchetti”.
Lei ha detto a un quotidiano brasiliano che l’Italia non è ancora pronta per vincere il mondiale. Conferma?
“Tutte possono pensare di vincere, ma devi arrivarci preparato. Noi tramite la Confederations e le qualificazioni possiamo crescere. Bisogna preparare tutto nei minimi particolari, attraverso il lavoro, attraverso le sconfitte, attraverso certe analisi dettagliate”.
Cos’ha detto a Balotelli?
“Abbiamo parlato nello spogliatoio, quello che abbiamo detto dopo la gara di Praga possiamo ripeterlo. Non ci sono scusanti: anche se viene provocato, un giocatore deve avere dentro di sé la propria vera forza, deve mostrare un alto grado di sopportazione. Nessuno può pensare di risolvere i problemi da solo, i problemi li risolve la squadra”.
Pensa che le voci di mercato potranno distrarre i suoi giocatori?
“Le notizie che arrivano sono un motivo in più per responsabilizzarli. Chi è in mezzo a una trattativa lo sa, non si può fare finta di nulla. Ma quando si gioca per la maglia azzurra, bisogna pensare solo a quella”.
Prandelli, cos’ha detto alla squadra?
“Abbiamo parlato della partita di Praga, del nostro arrivo in Brasile, delle aspettative legate a questo torneo, dell’entusiasmo che ci deve accompagnare e del gioco che dobbiamo migliorare”.
Cosa non ha funzionato in Repubblica Ceca?
“Programmare una gara singola può essere facile, ma diventa complicato se dopo qualche giorno hai un altro impegno importante. Quando stacchi per qualche settimana, dopo un campionato così lungo, alla prima gara in cui torni in campo il ritmo non ce l’hai. Al di là di questo, noi come spirito dobbiamo avere qualcosa in più rispetto a quello messo in campo venerdì”.
Quali sono le motivazioni azzurre per la Confederations Cup?
“Questo è un evento importante, una simulazione del campionato del mondo e come tale è impegnativa. Deve accompagnarci la voglia di sorprendere, di andare oltre le difficoltà, di diventare ancora più squadra. Sono tutte esperienze straordinariamente importanti. Siamo qui con la voglia di offrire prestazioni positive, perché solo attraverso quelle puoi crescere. C’è anche la voglia di vedere quei giocatori che possono avere prospettive. Insomma, ci sono tante cose a cui pensare. Attraverso il gioco e lo spirito di squadra queste partite ti possono dare la giusta carica per affrontare la prossima stagione”.
Domenica c’è il debutto col Messico.
“Una squadra che ha vinto le Olimpiadi, gioca un ottimo calcio, brillante, molto tecnico, con attaccanti molto pericolosi. Avremo tempo per pensarci, però, prima c’è Haiti. E per noi è un test importante, siamo appena arrivati, vogliamo subito integrarci con l’ambiente e abituarci al fuso. Faremo giocare tutti quelli che non hanno giocato venerdì e abbiamo di fronte, ve lo ricordo, una squadra che ha perso 2-1 con la Spagna”.
In porta chi andrà?
“Un tempo Sirigu e uno Marchetti”.
Lei ha detto a un quotidiano brasiliano che l’Italia non è ancora pronta per vincere il mondiale. Conferma?
“Tutte possono pensare di vincere, ma devi arrivarci preparato. Noi tramite la Confederations e le qualificazioni possiamo crescere. Bisogna preparare tutto nei minimi particolari, attraverso il lavoro, attraverso le sconfitte, attraverso certe analisi dettagliate”.
Cos’ha detto a Balotelli?
“Abbiamo parlato nello spogliatoio, quello che abbiamo detto dopo la gara di Praga possiamo ripeterlo. Non ci sono scusanti: anche se viene provocato, un giocatore deve avere dentro di sé la propria vera forza, deve mostrare un alto grado di sopportazione. Nessuno può pensare di risolvere i problemi da solo, i problemi li risolve la squadra”.
Pensa che le voci di mercato potranno distrarre i suoi giocatori?
“Le notizie che arrivano sono un motivo in più per responsabilizzarli. Chi è in mezzo a una trattativa lo sa, non si può fare finta di nulla. Ma quando si gioca per la maglia azzurra, bisogna pensare solo a quella”.