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Nazionale, Prandelli ammette: "Abbiamo fatto una brutta figura"

Il ct prende atto della prova modesta degli azzurri: "Appena arrivati in Brasile abbiamo accettato di giocare sapendo di rischiare qualcosa, ma l'abbiamo fatto con lo spirito giusto"
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RIO DE JANEIRO – L’unica buona notizia è che dall’altra parte del globo la Danimarca ha perso con l’Armenia, clamorosamente, in casa (0-4), e che la Nazionale ha automaticamente ha fatto un altro passo verso il mondiale. Per il resto, l’Italia-2, schierata in partenza con i giocatori non impiegati a Praga contro la Repubblica Ceca, è stata ancora una volta brutta e distratta e si è fatta infilare due volte da Haiti nel finale. Un déjà-vu della coppa del mondo del ’74, solo che stavolta non c’era in palio la coppa ma solo la beneficenza. Il 2-2 conclusivo è comunque un campanello d’allarme per Prandelli che ammette: “Sì, un po’ di preoccupazione c’è. Conto molto sulle motivazioni di un gruppo che spesso ha saputo reagire e ha dato tanto facendo leva sull’orgoglio”.

Al di là delle attenuanti è stata una brutta Italia. “E’ giusto r…
RIO DE JANEIRO – L’unica buona notizia è che dall’altra parte del globo la Danimarca ha perso con l’Armenia, clamorosamente, in casa (0-4), e che la Nazionale ha automaticamente ha fatto un altro passo verso il mondiale. Per il resto, l’Italia-2, schierata in partenza con i giocatori non impiegati a Praga contro la Repubblica Ceca, è stata ancora una volta brutta e distratta e si è fatta infilare due volte da Haiti nel finale. Un déjà-vu della coppa del mondo del ’74, solo che stavolta non c’era in palio la coppa ma solo la beneficenza. Il 2-2 conclusivo è comunque un campanello d’allarme per Prandelli che ammette: “Sì, un po’ di preoccupazione c’è. Conto molto sulle motivazioni di un gruppo che spesso ha saputo reagire e ha dato tanto facendo leva sull’orgoglio”.

Al di là delle attenuanti è stata una brutta Italia. “E’ giusto ricordare che quando ci avevano proposto questa partita, abbiamo spiegato che saremmo arrivati il giorno prima e che avremmo avuto delle difficoltà – prosegue Prandelli -. Ma Haiti voleva a tutti i costi giocare con noi. Detto questo, siamo tutti arrabbiati e dispiaciuti, abbiamo quattro giorni di tempo per ritrovare l’aspetto fisico e le motivazioni, altrimenti facciamo brutte figure e nessuno lo vuole”. Il rischio è che l’Italia non trovi entusiasmo per la competizione in cui debutta domenica contro il Messico: “Sappiamo benissimo cosa vuol dire arrivare da un campionato difficile come il nostro, non dobbiamo perdere autostima, entusiasmo, nulla. Sappiamo benissimo che in questi periodi ci sono risultati strani. Come la sconfitta della Danimarca, certo. O come il 2-1 di Haiti contro la Spagna: avrebbe meritato il pareggio anche lì. Quando uno come Cerci non salta l’uomo,  si vede in maniera clamorosa che gli avversari stanno meglio e corrono di più. Dobbiamo lavorare sul piano fisico per ritrovare brillantezza. Non voglio trovare giustificazioni, comunque: siamo delusi”.

Mentre Saurel, l’autore del primo gol haitiano, 28 anni, confessa di sognare la Juventus, il ct avversario, il cubano Blake, ammette che “mi aspettavo di meglio dall’Italia sul piano fisico”. Ci pensa Buffon a ricordare i motivi del viaggio in Brasile: “Siamo qui per giocare una buona Confederations Cup, se dovesse andar male non avremo scuse né alibi. E’ il momento di ritrovare la concentrazione”.