HERZLIYA (Israele) - Davis Mangia aveva fatto un fioretto: in caso di vittoria contro l'Olanda avrebbe fatto il bagno di notte, appena rientrato in hotel. "Per la verità doveva farlo anche il resto dello staff, invece sono stato l'unico a tuffarmi. L'acqua era caldissima", racconta il ct il giorno dopo il passaggio alla finale. Era dal 2004 che l'Italia Under 21 non ne giocava una agli Europei. Troppo tempo. "Devo ringraziare tutti - dice ancora Mangia - questo risultato è il frutto del lavoro di due anni. Del lavoro mio e di quello che Ferrara ha fatto prima di me".
Giusto. La sua Italia piace e diverte. Il calcio nuovo ha l'aria spensierata di questi ragazzi che stanno diventando grandi piano piano. Senza fretta. "E' una squadra con grandi valori, altrimenti non sarebbe arrivata fino a qui", dice ancora Mangia. Il suo futuro dopo l'Europeo è ancora incerto. Potrebbe rimanere alla guida della Under, ma se arriva l'offerta giusta potrebbe lasciare il club Italia per andare altrove. Per il momento, però, non ne parla, nella sua testa c'è solo la Spagna. Partita difficile, contro i più forti. Contro un gruppo che ha grande esperienza e un bel po' di presenze nella Liga. Mangia, invece, si gioca l'Europeo con gente che ha fatto la B, e ha pure giocato poco. L'altra sera contro l'Olanda erano in sei. "E non giocano nemmeno con continuità".
Già, il problema è anche questo. Eppure Mangia va oltre, dribbla le difficoltà e nella sua logica semplice, spiega: "Comunque in finale saremo undici contro undici, un prato verde e un pallone in mezzo". Insomma, ci si può provare. E la testa può fare la differenza. La Spagna è più forte, nessuno lo nega (il tecnico olandese Pot alla Rai ha detto: "L'Italia non ha nessuna probabilità di battere la Spagna"), eppure questo gruppo può andare oltre le aspettative. "Il calcio è strano" commenta un cronista. E sacchi lo riprende: "No, il calcio non è strano. Anche Berlusconi mi diceva sempre questa cosa e io gli rispondevo sempre allo stesso modo: se ci mettiamo io e lei a tirare contro Gullit e Van Basten vedrà che vincono sempre loro...".
Ma l'Italia ci crede. "Sappiamo come si fa", si limita sa dire Mangia mentre guarda i suoi giocatori rientrare in camera dopo il pranzo. Fa caldo qui, molto caldo e la partita alle sei del pomeriggio (le 17 in Italia) di certo non aiuta. "La Spagna ha tanta qualità, per quello che ha fatto finora è giusto che sia la favorita, ma non dimenticate che ci siamo anche noi" è l'affondo di Mangia. Lui che ha creato questa squadra adesso spinge forte sull'orgoglio: "E' una grande emozione essere arrivati in finale, adesso giochiamocela".
Giusto. La sua Italia piace e diverte. Il calcio nuovo ha l'aria spensierata di questi ragazzi che stanno diventando grandi piano piano. Senza fretta. "E' una squadra con grandi valori, altrimenti non sarebbe arrivata fino a qui", dice ancora Mangia. Il suo futuro dopo l'Europeo è ancora incerto. Potrebbe rimanere alla guida della Under, ma se arriva l'offerta giusta potrebbe lasciare il club Italia per andare altrove. Per il momento, però, non ne parla, nella sua testa c'è solo la Spagna. Partita difficile, contro i più forti. Contro un gruppo che ha grande esperienza e un bel po' di presenze nella Liga. Mangia, invece, si gioca l'Europeo con gente che ha fatto la B, e ha pure giocato poco. L'altra sera contro l'Olanda erano in sei. "E non giocano nemmeno con continuità".
Già, il problema è anche questo. Eppure Mangia va oltre, dribbla le difficoltà e nella sua logica semplice, spiega: "Comunque in finale saremo undici contro undici, un prato verde e un pallone in mezzo". Insomma, ci si può provare. E la testa può fare la differenza. La Spagna è più forte, nessuno lo nega (il tecnico olandese Pot alla Rai ha detto: "L'Italia non ha nessuna probabilità di battere la Spagna"), eppure questo gruppo può andare oltre le aspettative. "Il calcio è strano" commenta un cronista. E sacchi lo riprende: "No, il calcio non è strano. Anche Berlusconi mi diceva sempre questa cosa e io gli rispondevo sempre allo stesso modo: se ci mettiamo io e lei a tirare contro Gullit e Van Basten vedrà che vincono sempre loro...".
Ma l'Italia ci crede. "Sappiamo come si fa", si limita sa dire Mangia mentre guarda i suoi giocatori rientrare in camera dopo il pranzo. Fa caldo qui, molto caldo e la partita alle sei del pomeriggio (le 17 in Italia) di certo non aiuta. "La Spagna ha tanta qualità, per quello che ha fatto finora è giusto che sia la favorita, ma non dimenticate che ci siamo anche noi" è l'affondo di Mangia. Lui che ha creato questa squadra adesso spinge forte sull'orgoglio: "E' una grande emozione essere arrivati in finale, adesso giochiamocela".