GERUSALEMME - Capelli biondi e idee chiare. E un po' di quel sano orgoglio che non guasta mai. Soprattutto alla vigilia di una finale degli Europei. Lorenzo Insigne ha la faccia tosta di chi sa quanto vale e non accetta confronti. "Tra me e Isco non c'è tanta differenza", dice il giocatore azzurro. E poi aggiunge: "Non gli invidio niente, lui è Isco e io sono Insigne". Tosto il ragazzino. Del resto pure lui qualche numero lo ha fatto.
Sfida tutta tecnica, comunque. "Ma conta di più la squadra, non i singoli - dice ancora Insigne - Per questo dovremo stare uniti, ordinati e cercare di aiutarci". La caviglia non è ancora a posto, ma ci sarà. Nessuno vuole perdersi una finale. Contro la Spagna, poi. Sembra una partita già scritta, ma l'esterno di Mangia non ci sta: "Faremo la nostra partita e valuteremo sul campo quale sarà l'atteggiamento migliore da tenere".
Lui a questi Europei ci tiene. Poteva andare alla Confederations invece è rimasto qui. "Ho sempre detto che volevo giocare questo torneo con i miei compagni. Insieme abbiamo aperto un ciclo, e per la mia crescita è giusto che io sia qui. Dopo la Spagna vi dirò se ho vinto la mia scommessa". Beh, già essere in finale non è male. Però Insigne non si accontenta. "Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto finora, ma per completare il nostro lavoro dobbiamo vincere". La Spagna, almeno per lui, non è mai stata un modello. "Non mi sono mai ispirato a nessun calciatore spagnolo, il mio idolo è Del Piero". Storia chiusa, dunque. E ora in campo. "E' una partita difficile, ma possiamo batterli". Parola di Insigne.
Sfida tutta tecnica, comunque. "Ma conta di più la squadra, non i singoli - dice ancora Insigne - Per questo dovremo stare uniti, ordinati e cercare di aiutarci". La caviglia non è ancora a posto, ma ci sarà. Nessuno vuole perdersi una finale. Contro la Spagna, poi. Sembra una partita già scritta, ma l'esterno di Mangia non ci sta: "Faremo la nostra partita e valuteremo sul campo quale sarà l'atteggiamento migliore da tenere".
Lui a questi Europei ci tiene. Poteva andare alla Confederations invece è rimasto qui. "Ho sempre detto che volevo giocare questo torneo con i miei compagni. Insieme abbiamo aperto un ciclo, e per la mia crescita è giusto che io sia qui. Dopo la Spagna vi dirò se ho vinto la mia scommessa". Beh, già essere in finale non è male. Però Insigne non si accontenta. "Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto finora, ma per completare il nostro lavoro dobbiamo vincere". La Spagna, almeno per lui, non è mai stata un modello. "Non mi sono mai ispirato a nessun calciatore spagnolo, il mio idolo è Del Piero". Storia chiusa, dunque. E ora in campo. "E' una partita difficile, ma possiamo batterli". Parola di Insigne.