RECIFE - Quella col Giappone di Zaccheroni sarà per l'Italia la partita della verità, dopo l'ottimo debutto in Confederations Cup al Maracanà col Messico e la consacrazione brasiliana per Pirlo e Balotelli. "E' un confronto molto pericoloso, dobbiamo essere concentrati al massimo", avverte Prandelli.
L'insidia della seconda partita è un classico delle grandi manifestazioni. "Per fortuna - continua il ct - abbiamo messo benzina nelle gambe. Ci sono tematiche diverse, ma difficoltà simili per queste due partite e per queste due avversarie. Il Messico aveva giocato una stagione importante, aveva vinto le Olimpiadi e noi lo abbiamo battuto: siamo stati bravi a fare giocare i messicani nella maniera a loro meno congeniale. Il Giappone è molto temibile, è allenato da un grande ct come Zaccheroni, che sa dare equilibrio alle squadre che allena. Temo soprattutto la capacità di Zaccheroni di preparare le partite e di leggerle, temo la tattica del Giappone. I suoi giocatori hanno una grande capacità di applicazione e di concentrazione. Dovremo cercare di preparare bene la partita".
Al centro dell'attenzione sarà inevitabilmente Balotelli: al Maracanà il ct ne ha applaudito l'eccellente prova, però lo ha anche sgridato per l'ammonizione gratuita, rimediata per essersi sfilato la maglia per festeggiare il gol del 2-1, che ha poi dato la vittoria alla Nazionale. "Parlare di lui è molto difficile, perché da un momento all'alltro ti può combinare qualcosa. Io penso che la Nazionale gli dia grandi motivazioni, anche perché ha trovato un gruppo che vuole vincere e che lo aiuta. Lui da anni ha grandi potenzialità. Noi lo dobbiamo mettere nelle migliori condizionii, poi tocca a lui dare qualcosa di suo".
Il capitolo razzismo incuriosisce molto i brasiliani, che da tempo hanno risolto il problema. "Abbiamo già metabolizzato l'argomento razzismo. Di sicuro Mario può essere un esempio anche attraverso i suoi comportamenti, che deve migliorare un po'".
Il ct non svela se giocherà con le due punte, ma lascia intendere che il sistema di gioco vincente col Messico, il 4-3-2-1 con Balotelli unica punta e Giaccherini tra i due trequartisti varato al Maracanà, dovrebbe essere confermato. "Abbiano cambiato modulo - dice - per essere più equilibrati in campo. Non è tanto una questione di numero delle punte, quanto di capacità di essere pericolosi come siamo stati col Messico. Possiamo pensare di fare qualche cambio di uomini anche perché l'altra sera abbiamo speso molto".
Chiusura sulle proteste dei giovani per le strade brasiliane e sull'Under di Mangia, sconfitta dalla Spagna nella finale dell'Europeo. "Abbiamo visto come tutti le immagini delle proteste alla televisione. Ho visto molti ragazzi, molti studenti. Mi sono sembrate manifestazioni civili come in Europa. E quando ci sono manifestazioni civili, bisogna sapere ascoltare e dialogare". La distanza dal calcio spagnolo, che travolse la sua Nazionale nella finale di Kiev, resta consistente, ma Prandelli non si arrende. "Ho inviato un messaggio a Mangia. Gli ho detto che devono essere orgogliosi, lui e i ragazzi, di quello che hanno fatto. La Spagna è più avanti di noi perché ha mantenuto le proprie convinzioni e soporattutto perché crede che attraverso il gioco si possano ottenere grandi risultati. Noi lo facciamo ancora a corrente alternata. Siamo culturalmente indietro e giudichiamo ancora le partite in base al risultato. Loro, invece, applaudono il possesso palla. Comunque, per quanto sia vero che la Spagna ha già trovato i ricambi dei suoi campioni, anche noi abbiamo quattro o cinque giovani molto interessanti".
L'insidia della seconda partita è un classico delle grandi manifestazioni. "Per fortuna - continua il ct - abbiamo messo benzina nelle gambe. Ci sono tematiche diverse, ma difficoltà simili per queste due partite e per queste due avversarie. Il Messico aveva giocato una stagione importante, aveva vinto le Olimpiadi e noi lo abbiamo battuto: siamo stati bravi a fare giocare i messicani nella maniera a loro meno congeniale. Il Giappone è molto temibile, è allenato da un grande ct come Zaccheroni, che sa dare equilibrio alle squadre che allena. Temo soprattutto la capacità di Zaccheroni di preparare le partite e di leggerle, temo la tattica del Giappone. I suoi giocatori hanno una grande capacità di applicazione e di concentrazione. Dovremo cercare di preparare bene la partita".
Al centro dell'attenzione sarà inevitabilmente Balotelli: al Maracanà il ct ne ha applaudito l'eccellente prova, però lo ha anche sgridato per l'ammonizione gratuita, rimediata per essersi sfilato la maglia per festeggiare il gol del 2-1, che ha poi dato la vittoria alla Nazionale. "Parlare di lui è molto difficile, perché da un momento all'alltro ti può combinare qualcosa. Io penso che la Nazionale gli dia grandi motivazioni, anche perché ha trovato un gruppo che vuole vincere e che lo aiuta. Lui da anni ha grandi potenzialità. Noi lo dobbiamo mettere nelle migliori condizionii, poi tocca a lui dare qualcosa di suo".
Il capitolo razzismo incuriosisce molto i brasiliani, che da tempo hanno risolto il problema. "Abbiamo già metabolizzato l'argomento razzismo. Di sicuro Mario può essere un esempio anche attraverso i suoi comportamenti, che deve migliorare un po'".
Il ct non svela se giocherà con le due punte, ma lascia intendere che il sistema di gioco vincente col Messico, il 4-3-2-1 con Balotelli unica punta e Giaccherini tra i due trequartisti varato al Maracanà, dovrebbe essere confermato. "Abbiano cambiato modulo - dice - per essere più equilibrati in campo. Non è tanto una questione di numero delle punte, quanto di capacità di essere pericolosi come siamo stati col Messico. Possiamo pensare di fare qualche cambio di uomini anche perché l'altra sera abbiamo speso molto".
Chiusura sulle proteste dei giovani per le strade brasiliane e sull'Under di Mangia, sconfitta dalla Spagna nella finale dell'Europeo. "Abbiamo visto come tutti le immagini delle proteste alla televisione. Ho visto molti ragazzi, molti studenti. Mi sono sembrate manifestazioni civili come in Europa. E quando ci sono manifestazioni civili, bisogna sapere ascoltare e dialogare". La distanza dal calcio spagnolo, che travolse la sua Nazionale nella finale di Kiev, resta consistente, ma Prandelli non si arrende. "Ho inviato un messaggio a Mangia. Gli ho detto che devono essere orgogliosi, lui e i ragazzi, di quello che hanno fatto. La Spagna è più avanti di noi perché ha mantenuto le proprie convinzioni e soporattutto perché crede che attraverso il gioco si possano ottenere grandi risultati. Noi lo facciamo ancora a corrente alternata. Siamo culturalmente indietro e giudichiamo ancora le partite in base al risultato. Loro, invece, applaudono il possesso palla. Comunque, per quanto sia vero che la Spagna ha già trovato i ricambi dei suoi campioni, anche noi abbiamo quattro o cinque giovani molto interessanti".