Brasile, azzurri stregati dal Futevoley: "Ma anche per i campioni è difficile"
L'ambiente di Rio sereno e rilassato ha contribuito (insieme al ritiro inedito, con mogli e fidanzate). Balotelli, El Shaarawy e gli altri si sono fiondati in spiaggia per mettersi alla prova nel calcio-pallavolo. Ma il tecnico brasiliano spiega: "Mario è un fenomeno, ma i maestri siamo noi"dall'inviato ENRICO CURRO'
RIO DE JANEIRO - Il Brasile e i brasiliani hanno stregato gli azzurri. "Questo è un popolo che sa vivere", ha raccontato Buffon. E' probabile che a mettere i giocatori nella migliore disposizione d'animo sia stato un ritiro decisamente inedito, quello di Rio de Janeiro, con le famiglie nello stesso albergo della squadra e la possibilità di cenare ogni sera con mogli, fidanzate e figli nel ristoramte dello Sheraton Barra, l'hotel davanti alla spiaggia di Barra da Tijuca in cui la squadra ha vissuto la sua prima settimana in Brasile. Se però la Nazionale si è lasciata definitivamente conquistare dallo stile di vita carioca, è stato perché a Rio, ogni mattina, i giocatori hanno potuto scoprire dal vivo uno sport tipicamente brasiliano, un mix di tecnica, acrobazie e fantasia: il futevoley, il calcio-pallavolo.
Proprio davanti allo Sheraton c'è la scuola di futevoley, dove i migliori specialisti del mondo sono impegnati ogni giorn…
Proprio davanti allo Sheraton c'è la scuola di futevoley, dove i migliori specialisti del mondo sono impegnati ogni giorn…
RIO DE JANEIRO - Il Brasile e i brasiliani hanno stregato gli azzurri. "Questo è un popolo che sa vivere", ha raccontato Buffon. E' probabile che a mettere i giocatori nella migliore disposizione d'animo sia stato un ritiro decisamente inedito, quello di Rio de Janeiro, con le famiglie nello stesso albergo della squadra e la possibilità di cenare ogni sera con mogli, fidanzate e figli nel ristoramte dello Sheraton Barra, l'hotel davanti alla spiaggia di Barra da Tijuca in cui la squadra ha vissuto la sua prima settimana in Brasile. Se però la Nazionale si è lasciata definitivamente conquistare dallo stile di vita carioca, è stato perché a Rio, ogni mattina, i giocatori hanno potuto scoprire dal vivo uno sport tipicamente brasiliano, un mix di tecnica, acrobazie e fantasia: il futevoley, il calcio-pallavolo.
Proprio davanti allo Sheraton c'è la scuola di futevoley, dove i migliori specialisti del mondo sono impegnati ogni giorno in partite all'ultimo respiro. Non è un caso che Balotelli ed El Shaarawy, due tra gli azzurri più affascinati dal mito del calcio brasiliano, appena sbarcati a Rio si siano fiondati in spiaggia, per mettersi alla prova su uno dei 4 campi regolamentari da 18 metri per 9, con la rete in mezzo alta 2,20 metri. Ma Umberto "Beto" Mafassoli, 63 anni, anima della scuola di Barra e professionista del futevoley, spiega che anche ai campioni del calcio serve un po' di ambientamento in una disciplina a loro sconosciuta. "Balotelli è un fenomeno, per carità. Però i maestri di questo sport siamo noi brasiliani, che l'abbiamo inventato. A ciascuno il suo: io non potrei mai andare a Cortina a sciare e a prentendere di vincere una gara di discesa libera di Coppa del mondo". La prova delle parole di Beto sta in un fresco aneddoto. "Avete presente Luciano, il centrocampista del Chievo? Viene qui quasi ogni giorno, quando è in vacanza, ma si limita a fare lo spettatore, perché rischierebbe la brutta figura contro i professionisti del fute".
Le regole sono le stesse del beach-volley, rivedute e corrette in salsa carioca: due giocatori per squadra in campo, tre tocchi al massimo dopo la battuta della coppia avversaria e il tentativo spiazzare i rivali preparando il colpo di testa vincente, che è in genere il colpo decisivo. Ogni partita è uno spettacolo: nella risposta, per ammortizzare il servizio e servire al compagno quella che nel volley è l'alzata, si usano in genere il petto, la spalla oppure la parte anteriore della coscia. Gli scambi sono spesso lunghissimi e avvincenti e funzionano da allenamento per il calcio vero. L'azione del gol di Neymar al Giappone, col destro affilato di controbalzo, nasce da una mossa preparatoria tipica del 'fute': l'assist di petto di Fred per Romario, accompagnando il pallone e dosandone la forza in una traiettoria morbida, è appunto un fondamentale del 'fute'. Che nacque nel 1965 per protesta contro le restrizioni che impedivano per ragioni di sicurezza il gioco col pallone sulla spiaggia di Copacabana, dopo il tramonto, a meno che lo spazio di gioco non fosse molto circoscritto e debitamente delimirato.
Fu un ex calciatore del Botafogo della Seleçao - Octavio de Moraes detto Tatà, sposato con la celebre cantante di Bossa Nova Elizete Cardoso, la Divina - ad aggirare l'ostacolo, inventando il 'fute', che aggirava le regole e permetteva anche un serio allenamento a livello fisico. Negli anni il 'fute' ha fatto proseliti e adesso sono proprio gli ex campioni degli anni Ottanta e Novanta, oltre ai giovani professionisti, il vero grande richiamo dei tornei infiniti sulle spiagge di Barra e Copacabana: Junior, Edinho, Casagrande, Claudio Adao, Renato Gaucho Portaluppi . Balotelli è stato invitato a giocare a fine mese con gli assi della scuola carioca. Un invito da accettare subito, perché significherebbe, per gli azzurri che nel frattempo hanno lasciato Rio e che ci potrebbero tornare solo in finale, avere conquistato la possibilità di giocarsi la Confederations Cup. "E molto dipende proprio da Balotelli. Se lui in campo fa soltanto quello che gli viene naturale, potrà fare vincere tantissimo all'Italia". Parola di Beto, il demiurgo del futevoley, lo sport che ha stregato la Nazionale.
Proprio davanti allo Sheraton c'è la scuola di futevoley, dove i migliori specialisti del mondo sono impegnati ogni giorno in partite all'ultimo respiro. Non è un caso che Balotelli ed El Shaarawy, due tra gli azzurri più affascinati dal mito del calcio brasiliano, appena sbarcati a Rio si siano fiondati in spiaggia, per mettersi alla prova su uno dei 4 campi regolamentari da 18 metri per 9, con la rete in mezzo alta 2,20 metri. Ma Umberto "Beto" Mafassoli, 63 anni, anima della scuola di Barra e professionista del futevoley, spiega che anche ai campioni del calcio serve un po' di ambientamento in una disciplina a loro sconosciuta. "Balotelli è un fenomeno, per carità. Però i maestri di questo sport siamo noi brasiliani, che l'abbiamo inventato. A ciascuno il suo: io non potrei mai andare a Cortina a sciare e a prentendere di vincere una gara di discesa libera di Coppa del mondo". La prova delle parole di Beto sta in un fresco aneddoto. "Avete presente Luciano, il centrocampista del Chievo? Viene qui quasi ogni giorno, quando è in vacanza, ma si limita a fare lo spettatore, perché rischierebbe la brutta figura contro i professionisti del fute".
Le regole sono le stesse del beach-volley, rivedute e corrette in salsa carioca: due giocatori per squadra in campo, tre tocchi al massimo dopo la battuta della coppia avversaria e il tentativo spiazzare i rivali preparando il colpo di testa vincente, che è in genere il colpo decisivo. Ogni partita è uno spettacolo: nella risposta, per ammortizzare il servizio e servire al compagno quella che nel volley è l'alzata, si usano in genere il petto, la spalla oppure la parte anteriore della coscia. Gli scambi sono spesso lunghissimi e avvincenti e funzionano da allenamento per il calcio vero. L'azione del gol di Neymar al Giappone, col destro affilato di controbalzo, nasce da una mossa preparatoria tipica del 'fute': l'assist di petto di Fred per Romario, accompagnando il pallone e dosandone la forza in una traiettoria morbida, è appunto un fondamentale del 'fute'. Che nacque nel 1965 per protesta contro le restrizioni che impedivano per ragioni di sicurezza il gioco col pallone sulla spiaggia di Copacabana, dopo il tramonto, a meno che lo spazio di gioco non fosse molto circoscritto e debitamente delimirato.
Fu un ex calciatore del Botafogo della Seleçao - Octavio de Moraes detto Tatà, sposato con la celebre cantante di Bossa Nova Elizete Cardoso, la Divina - ad aggirare l'ostacolo, inventando il 'fute', che aggirava le regole e permetteva anche un serio allenamento a livello fisico. Negli anni il 'fute' ha fatto proseliti e adesso sono proprio gli ex campioni degli anni Ottanta e Novanta, oltre ai giovani professionisti, il vero grande richiamo dei tornei infiniti sulle spiagge di Barra e Copacabana: Junior, Edinho, Casagrande, Claudio Adao, Renato Gaucho Portaluppi . Balotelli è stato invitato a giocare a fine mese con gli assi della scuola carioca. Un invito da accettare subito, perché significherebbe, per gli azzurri che nel frattempo hanno lasciato Rio e che ci potrebbero tornare solo in finale, avere conquistato la possibilità di giocarsi la Confederations Cup. "E molto dipende proprio da Balotelli. Se lui in campo fa soltanto quello che gli viene naturale, potrà fare vincere tantissimo all'Italia". Parola di Beto, il demiurgo del futevoley, lo sport che ha stregato la Nazionale.