FORTALEZA (Brasile) - A 48 ore dalla semifinale di Confederations Cup, remake della finale di Euro 2012, Claudio Marchisio suona la carica in casa azzurra. La Spagna, campione d'Europa e del Mondo in carica, è favorita d'obbligo nel match di Fortaleza, ma il centrocampista della Juventus non mostra paura: "Non partiamo battuti, anche se loro sono i più forti e lo hanno dimostrato vincendo tutto quello che era possibile vincere, ma noi ci sentiamo di partire alla pari e lo scorso anno lo abbiamo dimostrato", esordisce Marchisio dal ritiro della Nazionale di Prandelli.
"BALOTELLI CI MANCHERA'" - "Dobbiamo essere bravi a giocare una partita accorta come quella della prima all'Europeo - ricorda Marchisio - in quella occasione abbiamo messo in difficoltà i campioni del mondo per come abbiamo giocato. Preparammo bene quel match, dimostrando accortezza. Nella finale di Kiev abbiamo sbagliato, ma quello ci può aiutare a non commettere più gli stessi errori. L'assenza di Balotelli? Mario ci manca ed è normale, visto che è un grande campione. È maturato e lo ha dimostrato in questa Confederations, tenendo palla e facendo reparto da solo".
"NON SIAMO PREOCCUPATI, C'E' GILA" - Al posto di Balotelli, verosimilmente, ci sarà Alberto Gilardino: "Sicuramente Mario ci teneva a giocare questa specie di rivincita ed è dispiaciuto di non poterlo fare, ma dietro ci sono giocatori come Gilardino per i quali parlano i numeri e i titoli vinti, quindi non siamo preoccupati - rassicura Marchisio - Pressione addosso per loro? Sono tanti anni che hanno pressione addosso e non sbagliano mai una partita. Anche contro la Nigeria hanno subito, rischiato e alla fine vinto largamente".
"CRITICHE ECCESSIVE, ABBIAMO CARATTERE" - Le principale critiche mosse agli Azzurri, in questa Confederations Cup, riguardano la condizione fisica e la tenuta della difesa: "Su di noi credo che le critiche siano sempre troppo eccessive - contrattacca Marchisio - è vero, abbiamo subito troppi gol, ma alla fine le partite le abbiamo vinte. Siamo andati in finale all'Europeo dello scorso anno e in semifinale qui, è chiaro che succeda di non essere fisicamente a posto e allora puoi rischiare di più, ma credo che questa squadra abbia sempre creato tanto e abbia sempre reagito al meglio. Contro il Giappone e contro lo stesso Brasile, abbiamo reagito da grande squadra: il nostro modo di giocare non è cambiato, ma credo sia solo una questione di condizione".
"BALOTELLI CI MANCHERA'" - "Dobbiamo essere bravi a giocare una partita accorta come quella della prima all'Europeo - ricorda Marchisio - in quella occasione abbiamo messo in difficoltà i campioni del mondo per come abbiamo giocato. Preparammo bene quel match, dimostrando accortezza. Nella finale di Kiev abbiamo sbagliato, ma quello ci può aiutare a non commettere più gli stessi errori. L'assenza di Balotelli? Mario ci manca ed è normale, visto che è un grande campione. È maturato e lo ha dimostrato in questa Confederations, tenendo palla e facendo reparto da solo".
"NON SIAMO PREOCCUPATI, C'E' GILA" - Al posto di Balotelli, verosimilmente, ci sarà Alberto Gilardino: "Sicuramente Mario ci teneva a giocare questa specie di rivincita ed è dispiaciuto di non poterlo fare, ma dietro ci sono giocatori come Gilardino per i quali parlano i numeri e i titoli vinti, quindi non siamo preoccupati - rassicura Marchisio - Pressione addosso per loro? Sono tanti anni che hanno pressione addosso e non sbagliano mai una partita. Anche contro la Nigeria hanno subito, rischiato e alla fine vinto largamente".
"CRITICHE ECCESSIVE, ABBIAMO CARATTERE" - Le principale critiche mosse agli Azzurri, in questa Confederations Cup, riguardano la condizione fisica e la tenuta della difesa: "Su di noi credo che le critiche siano sempre troppo eccessive - contrattacca Marchisio - è vero, abbiamo subito troppi gol, ma alla fine le partite le abbiamo vinte. Siamo andati in finale all'Europeo dello scorso anno e in semifinale qui, è chiaro che succeda di non essere fisicamente a posto e allora puoi rischiare di più, ma credo che questa squadra abbia sempre creato tanto e abbia sempre reagito al meglio. Contro il Giappone e contro lo stesso Brasile, abbiamo reagito da grande squadra: il nostro modo di giocare non è cambiato, ma credo sia solo una questione di condizione".