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Nazionale, Balotelli a rischio codice etico

L'attaccante del Milan, squalificato per 3 giornate in campionato dopo l'espulsione rimediata a fine gara contro il Napoli, potrebbe saltare le prossime partite degli azzurri se Prandelli applicasse lo stesso metro adottato in passato

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MILANO - Non solo il campionato, Balotelli rischia anche di saltare la Nazionale. L'attaccante rossonero, squalificato per tre giornate, per il codice etico varato da Prandelli, potrebbe non essere convocato per la doppia sfida degli azzurri contro Danimarca e Armenia (11 ottobre a Copenaghen, 15 ottobre a Napoli) valide per le qualificazioni al Mondiale di Brasile 2014.

Già nel 2012 Balotelli saltò l'amichevole con gli Usa per il codice etico: allora giocava nel Manchester City ed era stato squalificato per quattro turni per aver 'calpestato' Parker del Tottenham.

Ma a salvare Super Mario potrebbe essere una coincidenza. La sua squalifica, infatti, scade domenica 6 ottobre, il giorno prima del raduno della Nazionale fissato per lunedì 7. Balotelli quindi avrà già scontato la sua squalifica e formalmente sarà a disposizione di Prandelli. In ogni caso, l'eventuale assenza dell'attaccante del Milan non sarà così pesante per gli azzurri che si sono già matematicamente qualificati. Le sfide contro Danimarca e Armenia sono in pratica poco più di due amichevoli.

BOATENG: "MARIO DEVE ESSERE PIU' TRANQUILLO"
- Sulla questione Balotelli è intervenuto, all'interno della trasmissione "Tiki Taka" su Italia 1, anche Kevin Prince Boateng, centrocampista ghanese dello Schalke 04, fino a poche settimane fa compagno di Super Mario in rossonero: "Deve imparare a stare più tranquillo: è un grande giocatore e un mio amico, ma deve solo concentrarsi sul campo. Quando lo fa è un calciatore incredibile". Boateng ha detto la sua anche sulla squalifica della curva milanista per razzismo: "La squalifica della curva del Milan è una brutta cosa: l'Italia non è un paese razzista, forse i tifosi fanno quei cori senza pensare e solo per insultare, ma è comunque una brutta cosa che non si deve fare".
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