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Nazionale, Abete: "A marzo conosceremo il futuro di Prandelli"

Il presidente della Figc spera che il ct rimanga ancora alla guida degli azzurri, ma non vuole farsi trovare impreparato in caso il tecnico di Orzinuovi decida di tornare ad allenare un club: "Faremo presto una verifica per iniziare a programmare il futuro". E indica a Buffon e compagni la strada da seguire in Brasile: "Dovremo fare squadra"   

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ROMA -  Solo con umiltà e spirito di gruppo l'Italia potrà recitare un ruolo da protagonista in Brasile: parola di Giancarlo Abete. "Al mondiale faremo squadra - ha commentato il presidente della Figc in un'intervista a 'Sky Sport' -. Lo dicono anche le classifiche. Abbiamo ottimi giocatori, ma non da primi posti nel ranking". Sul futuro di Prandelli il numero uno della Federcalcio dimostra di avere le idee chiare: "Sarà il nostro selezionatore fino al Mondiale. A marzo faremo una verifica con lui per iniziare a programmare il futuro. Ci auguriamo che rimanga, ma se dovesse decidere diversamente e in lui prevarrà il desiderio di tornare ad allenare un club, faremmo le nostre valutazioni".

Le voci relative ai possibili successori, però, non danno fastidio: "E' naturale che si facciano nomi, ma questo riguarda l'informazione e l'opinione pubblica, non la Federazione. Finora non abbiamo avuto abboccamenti con nessuno, il nostro tecnico è Prandelli", ha aggiunto Abete prima di soffermarsi anche sul campionato in corso. "Davanti si corre tantissimo - ha detto riferendosi a Juventus e Roma - e questo sta mettendo in ombra l'ottimo torneo di squadre come Napoli e Fiorentina. L'arrivo di Thohir all'Inter? Ben vengano i capitali stranieri purché resti lo zoccolo duro dell'imprenditoria italiana e si trovi l'equilibrio con gli investimenti esteri". Per divenire più appetibile il calcio italiano, però, ha bisogno di alcuni cambiamenti: "Sappiamo che i grandi introiti vengono da diritti tv e merchandising - ha osservato Abete -. Sui primi siamo all'altezza del resto d'Europa, sul secondo dobbiamo recuperare. Non sempre il fatturato significa automaticamente risultati, però è importante".

Il presidente della Figc, poi, ha assegnato gli oscar del 2013 al calcio internazionale: "Cristiano Ronaldo merita un encomio particolare, è stato protagonista nel suo club e con la sua nazionale, dove è risultato decisivo nel play-off con la Svezia, conquistando con il Portogallo i Mondiali. Come società dico Bayern Monaco: ha vinto tutto e ha dato un'immagine di potenza significativa. Gli allenatori sono tanti ma Del Bosque, che ha inanellato il secondo successo consecutivo della Spagna (agli Europei, ndr), merita attenzione e apprezzamento particolari". Tornando alle vicende italiane, c'è anche il nome di Giovanni Trapattoni tra i possibili successori di Vladimir Petkovic, ormai vicinissimo all'addio con la Lazio: "Trapattoni è un grande e non c'è bisogno che lo dica io. E' nella hall of fame del calcio italiano, è una persona che, oltre alle qualità professionali, trasferisce  anche qualità morali e capacità comportamentali di altissimo livello. Tutti quanti noi, credo, non vediamo l'ora che riprenda ad allenare".
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