ROMA - Solo con umiltà e spirito di gruppo l'Italia potrà recitare un ruolo da protagonista in Brasile: parola di Giancarlo Abete. "Al mondiale faremo squadra - ha commentato il presidente della Figc in un'intervista a 'Sky Sport' -. Lo dicono anche le classifiche. Abbiamo ottimi giocatori, ma non da primi posti nel ranking". Sul futuro di Prandelli il numero uno della Federcalcio dimostra di avere le idee chiare: "Sarà il nostro selezionatore fino al Mondiale. A marzo faremo una verifica con lui per iniziare a programmare il futuro. Ci auguriamo che rimanga, ma se dovesse decidere diversamente e in lui prevarrà il desiderio di tornare ad allenare un club, faremmo le nostre valutazioni".
Le voci relative ai possibili successori, però, non danno fastidio: "E' naturale che si facciano nomi, ma questo riguarda l'informazione e l'opinione pubblica, non la Federazione. Finora non abbiamo avuto abboccamenti con nessuno, il nostro tecnico è Prandelli", ha aggiunto Abete prima di soffermarsi anche sul campionato in corso. "Davanti si corre tantissimo - ha detto riferendosi a Juventus e Roma - e questo sta mettendo in ombra l'ottimo torneo di squadre come Napoli e Fiorentina. L'arrivo di Thohir all'Inter? Ben vengano i capitali stranieri purché resti lo zoccolo duro dell'imprenditoria italiana e si trovi l'equilibrio con gli investimenti esteri". Per divenire più appetibile il calcio italiano, però, ha bisogno di alcuni cambiamenti: "Sappiamo che i grandi introiti vengono da diritti tv e merchandising - ha osservato Abete -. Sui primi siamo all'altezza del resto d'Europa, sul secondo dobbiamo recuperare. Non sempre il fatturato significa automaticamente risultati, però è importante".
Il presidente della Figc, poi, ha assegnato gli oscar del 2013 al calcio internazionale: "Cristiano Ronaldo merita un encomio particolare, è stato protagonista nel suo club e con la sua nazionale, dove è risultato decisivo nel play-off con la Svezia, conquistando con il Portogallo i Mondiali. Come società dico Bayern Monaco: ha vinto tutto e ha dato un'immagine di potenza significativa. Gli allenatori sono tanti ma Del Bosque, che ha inanellato il secondo successo consecutivo della Spagna (agli Europei, ndr), merita attenzione e apprezzamento particolari". Tornando alle vicende italiane, c'è anche il nome di Giovanni Trapattoni tra i possibili successori di Vladimir Petkovic, ormai vicinissimo all'addio con la Lazio: "Trapattoni è un grande e non c'è bisogno che lo dica io. E' nella hall of fame del calcio italiano, è una persona che, oltre alle qualità professionali, trasferisce anche qualità morali e capacità comportamentali di altissimo livello. Tutti quanti noi, credo, non vediamo l'ora che riprenda ad allenare".
Le voci relative ai possibili successori, però, non danno fastidio: "E' naturale che si facciano nomi, ma questo riguarda l'informazione e l'opinione pubblica, non la Federazione. Finora non abbiamo avuto abboccamenti con nessuno, il nostro tecnico è Prandelli", ha aggiunto Abete prima di soffermarsi anche sul campionato in corso. "Davanti si corre tantissimo - ha detto riferendosi a Juventus e Roma - e questo sta mettendo in ombra l'ottimo torneo di squadre come Napoli e Fiorentina. L'arrivo di Thohir all'Inter? Ben vengano i capitali stranieri purché resti lo zoccolo duro dell'imprenditoria italiana e si trovi l'equilibrio con gli investimenti esteri". Per divenire più appetibile il calcio italiano, però, ha bisogno di alcuni cambiamenti: "Sappiamo che i grandi introiti vengono da diritti tv e merchandising - ha osservato Abete -. Sui primi siamo all'altezza del resto d'Europa, sul secondo dobbiamo recuperare. Non sempre il fatturato significa automaticamente risultati, però è importante".
Il presidente della Figc, poi, ha assegnato gli oscar del 2013 al calcio internazionale: "Cristiano Ronaldo merita un encomio particolare, è stato protagonista nel suo club e con la sua nazionale, dove è risultato decisivo nel play-off con la Svezia, conquistando con il Portogallo i Mondiali. Come società dico Bayern Monaco: ha vinto tutto e ha dato un'immagine di potenza significativa. Gli allenatori sono tanti ma Del Bosque, che ha inanellato il secondo successo consecutivo della Spagna (agli Europei, ndr), merita attenzione e apprezzamento particolari". Tornando alle vicende italiane, c'è anche il nome di Giovanni Trapattoni tra i possibili successori di Vladimir Petkovic, ormai vicinissimo all'addio con la Lazio: "Trapattoni è un grande e non c'è bisogno che lo dica io. E' nella hall of fame del calcio italiano, è una persona che, oltre alle qualità professionali, trasferisce anche qualità morali e capacità comportamentali di altissimo livello. Tutti quanti noi, credo, non vediamo l'ora che riprenda ad allenare".