ROMA - I cantieri aperti della Nazionale di Prandelli sono due, uno in Italia e l'altro in Brasile. In entrambi si respira la classica atmosfera dei lavori in corso alla vigilia di un grande appuntamento. Il primo è il più tradizionale: il centro tecnico di Coverciano, dove gli azzurri prepareranno il loro Mondiale dopo la fine del campionato. I 30 preselezionati - martedì 13 maggio la consegna della lista alla Fifa, con l'imperativo categorico per i giocatori di non sgarrare sul codice etico alla penultima giornata, il week-end precedente, pena l'esclusione - si ritroveranno a Firenze lunedì 19 per i nuovi test medico-atletici. I risultati verranno confrontati con quelli dei test ai quali i 42 candidati si sono sottoposti in questi giorni. Il preparatore Venturati li esaminerà e provvederà a trasformarli nelle tabelle per la preparazione atletica personalizzata. Dopo qualche giorno di vacanza, il raduno vero e proprio dovrebbe scattare domenica 25, per portare Prandelli alle scelte definitive. Lunedì 2 giugno (con l'intermezzo dell'amichevole di sabato 31 a Londra, Craven Cottage, contro l'Irlanda) il ct dovrà infatti stilare la lista dei 23 eletti, che mercoledì 4 giugno affronteranno il Lussemburgo nell'ultima amichevole prima della partenza (la sede di Verona è in forse, pronte Firenze e Cesena) e la sera di giovedì 5 decolleranno in charter da Fiumicino per Rio de Janeiro.
IL CT NELLA CRIOSAUNA DI RONALDO - Ma a Coverciano sono già in pieno svolgimento le prove tecniche di simulazione del Mondiale. Si collaudano le serpentine sotto i campi di allenamento, che dovranno riprodurre l'alta temperatura e l'elevato tasso di umidità delle tre partite del girone eliminatorio. Si studiano gli effetti della criosauna a -180 gradi, che, stimolando la produzione ormonale, accelera il recupero post-gara dai traumi contusivi e dalle piccole lesioni muscolari: Prandelli e il suo staff hanno già provato personalmente la capsula ghiacciata, resa celebre da Cristiano Ronaldo. Si perfeziona il sensore, brevettato da tre ingegneri aerospaziali di Desenzano, per la rilevazione immediata dello stato di forma anche a distanza, su i-pad e smartphone. Si valuta l'efficacia delle tute refrigeranti, come ausilio per la migliore acclimatazione e per l'induzione della temperatura corporea più idonea al recupero. Si mette a punto la dieta della squadra, ricca di frutta e verdura. E si lavora sulla tattica e sull'analisi degli avversari: è questo l'aspetto del lavoro in fase più avanzata, perché Prandelli vuole arrivare preparatissimo al debutto, sabato 14 giugno a Manaus con l'Inghilterra.
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LA CASA BRASILIANA - Non è certo minore il fermento, dall'altra parte dell'oceano, nel secondo ritiro, che diventerà la casa della Nazionale in Brasile, da venerdì 6 giugno fino a una data ovviamente ignota, ma per un tempo che la Figc si augura lungo fino a domenica 13 luglio, giorno della finale al Maracanà. Il Portobello Resort & Safari di Mangaratiba, a un centinaio di chilometri e a due ore di pullman da Rio, in queste ore è un cantiere in senso letterale. I lavori cruciali, sorvegliati dal dirigente federale Balducci, riguardano il campo di allenamento: il terreno in erba naturale, ai bordi di una foresta tropicale, è stato risistemato da un apposito staff della Fifa, lo stesso che cura il Maracanà, e il collaudo è imminente. Si tratta di una verifica fondamentale, perché l'unico prato a disposizione dovrà essere sempre in condizioni perfette. Ma il vantaggio di potersi allenare nello stesso luogo in cui alloggerà viene considerato il vero jolly per la squadra, rispetto alla maggioranza delle concorrenti, costrette a lunghi o complicati spostamenti quotidiani nel traffico di un paese dalle strade e dalle infrastrutture ancora precarie. Si calcola che gli azzurri possano risparmiare circa 500 chilometri e soprattutto guadagnare ogni giorno un paio d'ore, preziose per il recupero.
AEROPORTO AD HOC - Mangaratiba, però, è stata scelta anche per la tranquillità della Costa Verde, in confronto ad esempio a Copacabana dove vivranno Inghilterra e Olanda, e per la vicinanza con l'aeroporto militare Bartolomeu Gusmao di Santa Cruz, a 50' dal Portobello. Da qui decollerà la Nazionale per le sue trasferte, compensando così la lunghezza dei viaggi, in particolare di quello iniziale per Manaus, che sta quasi dalla parte opposta del paese e che sarà perciò raggiunta già giovedì 12, due giorni prima del duello con gli inglesi. La sola incertezza riguarda l'aereo sul quale viaggerà la Nazionale: l'organizzazione non lo ha ancora comunicato, il che, a meno di due mesi dall'esordio, rappresenta un'anomalia rispetto ai Mondiali precedenti e conferma i ritardi di un apparato che non è ancora entrato a pieno regime. Dopo l'esordio in Amazzonia, gli azzurri faranno ritorno a Mangaratiba, per poi ripartire giovedì 19 alla volta di Recife, dove venerdì 20 affronteranno la Costarica. Molto più breve sarà il tragitto del giorno successivo per la vicina Natal, sempre sulla costa del Nordeste. Qui la squadra si allenerà fino alla partita di martedì 24 con l'Uruguay.
RITIRO ALL'OLANDESE - Prima dei tre impegni ufficiali ci sarà un appuntamento importante per il varo della formazione titolare: l'amichevole di domenica 8 con la Fluminense a Volta Redonda, nello stato di Rio, a un'oretta da Mangaratiba. Dove sono in pieno allestimento, al Portobello, gli uffici della Figc, nel Convention Center davanti al porticciolo degli yacht, e le strutture per la squadra: i materiali sono appena partiti dall'Italia. Il resort da 152 stanze, con paesaggio da cartolina e con la magnifica spiaggia di Sao Braz, sulla baia di fronte all'Ilha Grande, sarà il primo ritiro della storia azzurra aperto alle famiglie dei calciatori, che abiteranno in un'ala attigua a quella della squadra: stavolta nemmeno gli olandesi lo faranno. Tuttavia la divisione degli spazi sarà rigorosa. Nessuno potrà entrare nella palestra comunicante col campo, né tanto meno nella sala Gaivota, quella delle riunioni tecniche e della visione delle partite. Lo spazio comune, oltre alla spiaggia solo nelle prime ore del mattino, sarà il ristorante dal nome italiano (Pergola).
CLAUSURA E SAFARI - Le uscite dal ritiro saranno per le visite alla vicina Casa Azzurri, la casa degli sponsor ospitata dall'Hotel Porto Real, e per la classica gita del giorno di riposo: le mete più indiziate sono l'area del safari che dà il nome al resort stesso e le cascate di Muriquì. Ma gli azzurri non viaggeranno molto spesso sulla Rodovia 101, comunque non molto trafficata durante l'inverno brasiliano, e dovrebbero dunque limitare i disagi organizzativi di una manifestazione in vistoso ritardo sui tempi previsti. Il solo disagio al momento previsto, nelle tre sedi delle partite della Nazionale, è la scarsissima copertura telematica di Manaus e dell'Arena Amazonas: un problema che sta angustiando le televisioni. Che sono poi le autentiche padrone di questo Mondiale faticoso e pieno di incognite: quelle che la Figc, soffiando alla concorrenza il ritiro di Mangaratiba anche grazie alla qualificazione anticipata e all'esperienza dell'anno scorso in Confederations Cup, ritiene di avere quanto meno attenuato.
IL CT NELLA CRIOSAUNA DI RONALDO - Ma a Coverciano sono già in pieno svolgimento le prove tecniche di simulazione del Mondiale. Si collaudano le serpentine sotto i campi di allenamento, che dovranno riprodurre l'alta temperatura e l'elevato tasso di umidità delle tre partite del girone eliminatorio. Si studiano gli effetti della criosauna a -180 gradi, che, stimolando la produzione ormonale, accelera il recupero post-gara dai traumi contusivi e dalle piccole lesioni muscolari: Prandelli e il suo staff hanno già provato personalmente la capsula ghiacciata, resa celebre da Cristiano Ronaldo. Si perfeziona il sensore, brevettato da tre ingegneri aerospaziali di Desenzano, per la rilevazione immediata dello stato di forma anche a distanza, su i-pad e smartphone. Si valuta l'efficacia delle tute refrigeranti, come ausilio per la migliore acclimatazione e per l'induzione della temperatura corporea più idonea al recupero. Si mette a punto la dieta della squadra, ricca di frutta e verdura. E si lavora sulla tattica e sull'analisi degli avversari: è questo l'aspetto del lavoro in fase più avanzata, perché Prandelli vuole arrivare preparatissimo al debutto, sabato 14 giugno a Manaus con l'Inghilterra.
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LA CASA BRASILIANA - Non è certo minore il fermento, dall'altra parte dell'oceano, nel secondo ritiro, che diventerà la casa della Nazionale in Brasile, da venerdì 6 giugno fino a una data ovviamente ignota, ma per un tempo che la Figc si augura lungo fino a domenica 13 luglio, giorno della finale al Maracanà. Il Portobello Resort & Safari di Mangaratiba, a un centinaio di chilometri e a due ore di pullman da Rio, in queste ore è un cantiere in senso letterale. I lavori cruciali, sorvegliati dal dirigente federale Balducci, riguardano il campo di allenamento: il terreno in erba naturale, ai bordi di una foresta tropicale, è stato risistemato da un apposito staff della Fifa, lo stesso che cura il Maracanà, e il collaudo è imminente. Si tratta di una verifica fondamentale, perché l'unico prato a disposizione dovrà essere sempre in condizioni perfette. Ma il vantaggio di potersi allenare nello stesso luogo in cui alloggerà viene considerato il vero jolly per la squadra, rispetto alla maggioranza delle concorrenti, costrette a lunghi o complicati spostamenti quotidiani nel traffico di un paese dalle strade e dalle infrastrutture ancora precarie. Si calcola che gli azzurri possano risparmiare circa 500 chilometri e soprattutto guadagnare ogni giorno un paio d'ore, preziose per il recupero.
AEROPORTO AD HOC - Mangaratiba, però, è stata scelta anche per la tranquillità della Costa Verde, in confronto ad esempio a Copacabana dove vivranno Inghilterra e Olanda, e per la vicinanza con l'aeroporto militare Bartolomeu Gusmao di Santa Cruz, a 50' dal Portobello. Da qui decollerà la Nazionale per le sue trasferte, compensando così la lunghezza dei viaggi, in particolare di quello iniziale per Manaus, che sta quasi dalla parte opposta del paese e che sarà perciò raggiunta già giovedì 12, due giorni prima del duello con gli inglesi. La sola incertezza riguarda l'aereo sul quale viaggerà la Nazionale: l'organizzazione non lo ha ancora comunicato, il che, a meno di due mesi dall'esordio, rappresenta un'anomalia rispetto ai Mondiali precedenti e conferma i ritardi di un apparato che non è ancora entrato a pieno regime. Dopo l'esordio in Amazzonia, gli azzurri faranno ritorno a Mangaratiba, per poi ripartire giovedì 19 alla volta di Recife, dove venerdì 20 affronteranno la Costarica. Molto più breve sarà il tragitto del giorno successivo per la vicina Natal, sempre sulla costa del Nordeste. Qui la squadra si allenerà fino alla partita di martedì 24 con l'Uruguay.
RITIRO ALL'OLANDESE - Prima dei tre impegni ufficiali ci sarà un appuntamento importante per il varo della formazione titolare: l'amichevole di domenica 8 con la Fluminense a Volta Redonda, nello stato di Rio, a un'oretta da Mangaratiba. Dove sono in pieno allestimento, al Portobello, gli uffici della Figc, nel Convention Center davanti al porticciolo degli yacht, e le strutture per la squadra: i materiali sono appena partiti dall'Italia. Il resort da 152 stanze, con paesaggio da cartolina e con la magnifica spiaggia di Sao Braz, sulla baia di fronte all'Ilha Grande, sarà il primo ritiro della storia azzurra aperto alle famiglie dei calciatori, che abiteranno in un'ala attigua a quella della squadra: stavolta nemmeno gli olandesi lo faranno. Tuttavia la divisione degli spazi sarà rigorosa. Nessuno potrà entrare nella palestra comunicante col campo, né tanto meno nella sala Gaivota, quella delle riunioni tecniche e della visione delle partite. Lo spazio comune, oltre alla spiaggia solo nelle prime ore del mattino, sarà il ristorante dal nome italiano (Pergola).
CLAUSURA E SAFARI - Le uscite dal ritiro saranno per le visite alla vicina Casa Azzurri, la casa degli sponsor ospitata dall'Hotel Porto Real, e per la classica gita del giorno di riposo: le mete più indiziate sono l'area del safari che dà il nome al resort stesso e le cascate di Muriquì. Ma gli azzurri non viaggeranno molto spesso sulla Rodovia 101, comunque non molto trafficata durante l'inverno brasiliano, e dovrebbero dunque limitare i disagi organizzativi di una manifestazione in vistoso ritardo sui tempi previsti. Il solo disagio al momento previsto, nelle tre sedi delle partite della Nazionale, è la scarsissima copertura telematica di Manaus e dell'Arena Amazonas: un problema che sta angustiando le televisioni. Che sono poi le autentiche padrone di questo Mondiale faticoso e pieno di incognite: quelle che la Figc, soffiando alla concorrenza il ritiro di Mangaratiba anche grazie alla qualificazione anticipata e all'esperienza dell'anno scorso in Confederations Cup, ritiene di avere quanto meno attenuato.