FIRENZE - Pensare al bene collettivo, e quindi all'interesse della squadra, più che a quello personale. E' il messaggio che Cesare Prandelli lancia agli azzurri nel primo giorno del ritiro pre mondiale. "Mettiamo da parte l"iò e pensiamo a 'noi', alla squadra" ha detto il ct azzurro.
A Coverciano hanno iniziato a lavorare 30 giocatori, gruppo che sarà ridotto a 23 elementi. Sulle scelte il ct ribadisce un pensiero già espresso nei giorni scorso: "Posso avere idee sui 23, ma mi auguro di avere tanti dubbi fino all'ultimo minuto. Vorrà dire che i 30 giocatori arrivati qui hanno voglia di godersi questo momento e di viverlo con gioia. I 30 giocatori, come poi i 23, devono essere una risorsa per noi, devono essere consapevoli che possono bastare pochi minuti per lasciare il segno. Mettiamo da parte l"io' e pensiamo a 'noi', alla squadra. Dobbiamo partire con la consapevolezza che i 23 giocatori possono lasciare il segno anche in 5 o 10 minuti. Se siamo i nostri primi tifosi, abbiamo una forza che forse altre squadre non hanno", prosegue il ct. "Se partiamo con questi presupposti, sono convinto che faremo un grandissimo Mondiale. Se invece qualche giocatore mette davanti il proprio io, allora abbiamo un problema. Il discorso vale anche per me: ogni volta che parlo alla squadra, devo farlo per la squadra e non per avere un ritorno personale".
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''SQUADRA COSTRUITA PER ARRIVARE IN FONDO'' - Il ct torna sul codice etico ("Ho sognato un'Italia immacolata, senza espulsioni per gioco violento, che pensa solo a giocare a calcio. Per me il fallo di Chiellini su Pjanic non è stato un fallo violento. Le polemiche sono placate, mi auguro di non doverne parlare"), porge le scuse a Criscito (''la mia è stata una battuta fuori luogo"), conferma l'imminente firma sul rinnovo (''Firmerò il contratto in un nanosecondo, credo si debbano solo sistemare aspetti legali") e chiarisce le ambizioni azzurre: ''Noi stiamo pensando di arrivare in finale. Partiamo con la consapevolezza che la nostra organizzazione di gioco, di lavoro, di prevenzione ci possa far arrivare in fondo".
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''ULTIMA CHANCE PER CASSANO'' - Si parla di scelte. A partire da quella che ha visto ritornare in azzurro Cassano: "Come in un primo giorno di scuola, c'è grandissima attenzione e voglia di mettermi in difficoltà. Antonio quest'anno si è rimesso in gioco e ha vinto, probabilmente si è reso conto che quest'anno aveva l'ultima grande occasione a livello professionale". Tra i 30 c'è anche Giuseppe Rossi, reduce da una stagione condizionata da un lungo stop per un infortunio al ginocchio. "E' un talento, un giocatore di qualità straordinaria. E' uno dei calciatori più importanti nel panorama italiano, ha lavorato tantissimo per essere pronto e il suo carattere può essere un esempio per tutti. Ci auguriamo di vedere risposte sul campo in questi 10 giorni, ma lui ha già vinto. Non voglio mettergli troppa pressione, è uno dei 30 e vogliamo capire se la sua condizione migliora", aggiunge.
Per arrivare ai 23 convocati definitivi, "prenderemo in considerazione l'aspetto fisico e la capacità di recupero. Dovremo trasmettere la nostra idea di gioco in questi giorni e faremo scelte ben precise in base alla nostra proposta. Qualcuno si è stupito per la mancata convocazione di Gilardino. In attacco manovriamo in maniera diversa e questo può essere un messaggio per i 7 attaccanti che sono qui".
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Capitolo tattico: "Non dovremo essere rigidi. Dovremo essere duttili ma determinati. Useremo più moduli, lavoreremo per abituare la squadra ai cambiamenti. L'obiettivo è vedere una squadra capace di cambiare durante la partita". Il ct
A Coverciano hanno iniziato a lavorare 30 giocatori, gruppo che sarà ridotto a 23 elementi. Sulle scelte il ct ribadisce un pensiero già espresso nei giorni scorso: "Posso avere idee sui 23, ma mi auguro di avere tanti dubbi fino all'ultimo minuto. Vorrà dire che i 30 giocatori arrivati qui hanno voglia di godersi questo momento e di viverlo con gioia. I 30 giocatori, come poi i 23, devono essere una risorsa per noi, devono essere consapevoli che possono bastare pochi minuti per lasciare il segno. Mettiamo da parte l"io' e pensiamo a 'noi', alla squadra. Dobbiamo partire con la consapevolezza che i 23 giocatori possono lasciare il segno anche in 5 o 10 minuti. Se siamo i nostri primi tifosi, abbiamo una forza che forse altre squadre non hanno", prosegue il ct. "Se partiamo con questi presupposti, sono convinto che faremo un grandissimo Mondiale. Se invece qualche giocatore mette davanti il proprio io, allora abbiamo un problema. Il discorso vale anche per me: ogni volta che parlo alla squadra, devo farlo per la squadra e non per avere un ritorno personale".
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''SQUADRA COSTRUITA PER ARRIVARE IN FONDO'' - Il ct torna sul codice etico ("Ho sognato un'Italia immacolata, senza espulsioni per gioco violento, che pensa solo a giocare a calcio. Per me il fallo di Chiellini su Pjanic non è stato un fallo violento. Le polemiche sono placate, mi auguro di non doverne parlare"), porge le scuse a Criscito (''la mia è stata una battuta fuori luogo"), conferma l'imminente firma sul rinnovo (''Firmerò il contratto in un nanosecondo, credo si debbano solo sistemare aspetti legali") e chiarisce le ambizioni azzurre: ''Noi stiamo pensando di arrivare in finale. Partiamo con la consapevolezza che la nostra organizzazione di gioco, di lavoro, di prevenzione ci possa far arrivare in fondo".
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''ULTIMA CHANCE PER CASSANO'' - Si parla di scelte. A partire da quella che ha visto ritornare in azzurro Cassano: "Come in un primo giorno di scuola, c'è grandissima attenzione e voglia di mettermi in difficoltà. Antonio quest'anno si è rimesso in gioco e ha vinto, probabilmente si è reso conto che quest'anno aveva l'ultima grande occasione a livello professionale". Tra i 30 c'è anche Giuseppe Rossi, reduce da una stagione condizionata da un lungo stop per un infortunio al ginocchio. "E' un talento, un giocatore di qualità straordinaria. E' uno dei calciatori più importanti nel panorama italiano, ha lavorato tantissimo per essere pronto e il suo carattere può essere un esempio per tutti. Ci auguriamo di vedere risposte sul campo in questi 10 giorni, ma lui ha già vinto. Non voglio mettergli troppa pressione, è uno dei 30 e vogliamo capire se la sua condizione migliora", aggiunge.
Per arrivare ai 23 convocati definitivi, "prenderemo in considerazione l'aspetto fisico e la capacità di recupero. Dovremo trasmettere la nostra idea di gioco in questi giorni e faremo scelte ben precise in base alla nostra proposta. Qualcuno si è stupito per la mancata convocazione di Gilardino. In attacco manovriamo in maniera diversa e questo può essere un messaggio per i 7 attaccanti che sono qui".
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Capitolo tattico: "Non dovremo essere rigidi. Dovremo essere duttili ma determinati. Useremo più moduli, lavoreremo per abituare la squadra ai cambiamenti. L'obiettivo è vedere una squadra capace di cambiare durante la partita". Il ct