Sport

Nazionale: test antidoping a sorpresa per gli azzurri, Coverciano blindata dopo insulti razzisti

Nel centro tecnico federale arrivano gli ispettori del Coni: controlli di routine per sei giocatori, ma è la prima volta dopo il polemico divorzio dalla Figc per la serie A. Carabinieri e polizia vigilano con attenzione il perimetro del centro dopo l'urlo contro Balotelli
di FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

1 minuti di lettura
FIRENZE - Sotto la vigilanza attenta di carabinieri e polizia, per evitare spiacevoli replay del fattaccio di ieri (l'urlo razzista a Balotelli), l'Italia ha sostenuto questa mattina l'ultima seduta della prima parte del ritiro premondiale. Ad aprirla, la visita degli ispettori antidoping del Coni: un controllo a sorpresa, su sangue e urine, per il quale sono stati sorteggiati sei giocatori. Una formalità, ma è la prima volta che questo avviene dopo il polemico divorzio fra Coni e Figc nei controlli di Serie A (da tre mesi, il Coni ha scelto di non avvalersi di ispettori federali, ma di ricorrere a quelli della federazione medici sportivi). D'altro scopo la visita abituale di don Massimiliano Gabricci, padre spirituale della Fiorentina e della Nazionale, che era già stato in ritiro lunedì per abbracciare e consolare Cerci. Padre Massimiliano benedirà la squadra prima della partenza celebrando la messa a Coverciano e ha dato la disponibilità a rincuorare Mario Balotelli: "E' un brutto episodio isolato quello che è successo, ma se vuole parlarmi sono qui".

La palla, gli azzurri non l'hanno vista mai. Solo lavoro fisico, con la novità curiosa della "Casa Manaus", la sauna in cui sono state riprodotte le condizioni che l'Italia troverà al debutto contro l'Inghilterra il 14 giugno (si giocherà alle 18 locali, mezzanotte a Roma). All'interno, la temperatura è di 32°-33° C, l'umidità al 70%, ci sono tapis-roulant, cyclette e una vasca di ghiaccio dove i giocatori, dopo l'allenamento, immergono le mani. All'uscita vengono pesati per valutare la perdita, ingente, di liquidi. In preparazione al Brasile, verrà usata anche una criosauna, con temperature fra 120° e 180° C sotto zero. L'alimentazione terrà conto della necessità di costante idratazione, ma il principale rischio è legato alle malattie: malaria, dengue, febbre gialla. Per quanto riguarda la prevenzione, la Nazionale ha scelto di non vaccinare obbligatoriamente gli atleti (profilassi per la malaria e vaccino per la febbre gialla), ma li ha resi edotti dei rischi di contagio e ha lasciato ai medici sociali dei singoli club la valutazione del caso. La scelta, prevalente, è stata di non vaccinarsi, e lo stesso ha fatto la maggior parte delle 32 squadre che sbarcheranno in Brasile, come emerso dal workshop organizzativo della Fifa in primavera. La difesa dell'Italia, nel senso di protezione antizanzare, sarà affidata a rimedi tradizionali: vestiti lunghi e chiari, e ampio ricorso a creme protettive. 
 
I commenti dei lettori