Sport

Nazionale, i ballottaggi di Prandelli: Rossi forse, Cassano sì, Maggio e Verratti rischiano

Il punto della situazione dopo la prima fase a Coverciano. Pepito sta clinicamente bene, lo spiega il medico Castellacci: "Ora vedremo come reagirà ai contrasti, starà al ct decidere". Tante situazioni aperte per le fasce: il napoletano o Abate, Pasqual o Darmian. Parolo favorito sul giocatore del Psg
dI FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

2 minuti di lettura
FIRENZE - Rossi sta bene, Cassano benissimo. Ma non solo loro due a catalizzare le attenzioni generali dopo la chiusura della prima fase di ritiro verso il Mondiale. Ora Prandelli dovrà solo valutare lo stato di forma di tutti. A d esempio i terzini: Maggio è sempre stato l'alternativa principale ad Abate, e i due, con De Sciglio, sono i candidati alla pattuglia di esterni per la difesa. Pasqual è l'unico mancino, Darmian può giocare a destra o a sinistra. Al momento, gli esclusi sono loro due, è già una sorpresa che siano entrati nei 30. Ma il ragazzo del Toro, reduce da una grande stagione, potrebbe essere preferito alla fine proprio a Maggio o Abate, che hanno giocato poco, per motivi differenti, nel finale di stagione. Solo tecnico, invece, il dubbio per il centrocampo, dove Parolo è favorito su Verratti e Aquilani. Da lunedì riapre il televoto.

La fase uno a Coverciano, chiusa questa mattina con appuntamento a lunedì per la ripresa, emette un oracolo gravido di speranza, dopo quattro giorni di lavoro senza pallone, con le cinghie legate in vita come bestie da soma e la dura permanenza nella casetta di legno che riproduce temperatura e umidità di Manaus, sede del debutto contro l'Inghilterra. Il grande e principale rebus che Prandelli deve sciogliere è legato a Pepito Rossi, fin qui riserva di lusso, ma per nulla rassegnato al ruolo ingrato. E oggi è il medico della Nazionale, Enrico Castellacci, a parlare delle sue condizioni: "Io posso solo dire come sta Rossi in questo momento e rispondo che sta abbastanza bene. Ha fatto tutto quello che poteva insieme agli altri, poi la scelta di inserirlo o meno nei 23 spetta solo a Prandelli. Lo monitoriamo giorno per giorno: dal punto di vista clinico sta bene, in fondo ha già giocato in campionato e in Coppa Italia con la Fiorentina. Nella prossima settimana vedremo come reagirà alla mole di lavoro, al sovraccarico e, soprattutto, ai contrasti nelle partitelle. Poi il parere finale sarà solo del ct".

Dall'infortunio a Rossi, il 5 gennaio, a oggi, lo staff azzurro è stato in contatto costante con la Fiorentina. Il dubbio dell'Italia e del club è condiviso: quanto è rischioso portare al Mondiale un giocatore straordinario ma delicato, che non può permettersi un altro grave infortunio in carriera? Alla Fiorentina, pur con l'orgoglio di avere Pepito in Brasile, nessuno si strapperebbe le vesti in caso di bocciatura: Rossi avrebbe così tutta l'estate, senza preliminari europei, per presentarsi in forma per il campionato. In fondo anche Montella l'ha detto: non ci fosse stato il Mondiale, non avrebbe accelerato il reinserimento dello yankee. Quanto all'Italia, spiega Castellacci che "è risaputo che la Nazionale ha un grande interesse per il ragazzo, anche per ragioni egoistiche, visto che uno come lui è molto importante per l'Italia. Siamo sempre stati in contatto col suo club".
[[ge:rep-locali:repubblica:86855405]]
Dopo il crac di Rossi, Prandelli ha riconsiderato la posizione di Antonio Cassano, escluso dopo la finale europea persa a Kiev. Rispetto a due anni fa, il giocatore del Parma, che alla vigilia della finale di Rio compirà 32 anni, sta addirittura meglio: "I suoi dati sono veramente soddisfacenti, Cassano è fisicamente tirato, si allena con impegno ed è molto motivato dalla nuova avventura - prosegue Castellacci -. Se può giocare 90 minuti? Teoricamente sì, ma bisogna tener conto delle particolari condizioni in cui si giocherà questo Mondiale". All'Europeo, Cassano, decisivo in molte gare, aveva una resistenza di un'ora, era il primo a essere sostituito. Stavolta, il miglioramento di forma e l'autonomia prolungata saranno compensate, in negativo, dalle condizioni proibitive in cui l'Italia andrà in campo: l'inferno di Manaus contro l'Inghilterra, le 13 brasiliane a Recife con la Costa Rica e a Natal contro l'Uruguay, nell'afoso Nordest.

A proposito di Uruguay, la notizia dell'intervento al menisco a Suarez è stata accolta a Coverciano "con dispiacere, non siamo al punto di esultare per l'infortunio di un avversario, siamo l'Italia e dobbiamo pensare a noi. Non conosco i dettagli dell'operazione, ma è certamente possibile che Suarez recuperi nel giro di 20 giorni". L'altra incertezza di natura clinica riguarda Christian Maggio, reduce da uno pneumotorace: lui aveva saltato perciò i test di aprile. Anche qui c'è il via libera definitivo dei medici azzurri, dopo quello del Coni: "Ho preso visione della documentazione della Commissione - spiega Castellacci -, il giocatore è idoneo".

 
I commenti dei lettori