COVERCIANO - Primo allenamento questa mattina a Coverciano per la nazionale di Antonio Conte, con gli azzurri che si sono radunati nella tarda serata di ieri al termine dei rispettivi impegni in campionato. Hanno raggiunto il ritiro e sosterranno la prima seduta di allenamento anche Sirigu e Verratti, impegnati ieri in Francia con la maglia del Paris Saint Germain, mentre Destro oggi si sposa ed è stato autorizzato a raggiungere entro domani il centro tecnico federale per mettersi a disposizione del ct.
"È una grande emozione" vissuta "già ieri sera con l'entrata a Coverciano". Ha esordito così il nuovo ct della nazionale Antonio Conte, alla sua prima conferenza stampa oggi a Coverciano. "Ai ragazzi ho detto che sono emozioni belle. Io entrai a Coverciano con l'Under 15, ci svegliavamo tutti insieme con una marcetta. Tornarci oggi da ct è incredibile, che dà grandi emozioni. Dobbiamo viverla con entusiasmo e con onore riportare italia dove merita" perché "dopo il Brasile siamo la nazionale più importante del mondo".
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Il Ct ha affrontato l'argomento più spinoso: "Balotelli? Non devo mandare nessun messaggio a nessuno, io non regalo niente a nessuno, chi mi conosce sa benissimo quale è il mio modo di operare. Oggi c'è questo gruppo di 26 ragazzi. Nel momento in cui meriteranno la maglia azzurra resteranno. Non è detto che chi c'è oggi ci sia domani, o chi non c'è oggi non possa esserci domani. Le partite le abbiamo seguite tutte dal momento in cui sono diventato allenatore della Nazionale ed è stato convocato chi è stato osservato". "Io mi comporterò come mi sono sempre comportato nella vita - ha aggiunto il tecnico - non mi ha mai regalato niente nessuno e farò altrettanto, ma mi sembra una cosa ovvia e naturale. Non c'è preclusione verso nessuno, l'importante è che chi viene in nazionale sappia cosa si fa e cosa bisogna fare per rimanerci".
"Fosse stato per me Destro doveva tagliare la torta e tornare in ritiro". Conte ha scherzato sull'attaccante della Roma, che oggi convola a nozze. "Poi valutando abbiamo deciso di lasciare qualche ora anche nel rispetto della moglie. Poi ci sarà una macchina che lo portera qui a Coverciano", dice ridendo Conte. "Sarà qui domattina e si allenerà da fresco sposo, gli faremo gli auguri". "Osvaldo? Daniel ha qualche problema agli adduttori, oggi ha preferito non allenarsi, vedremo al massimo domattina come andrà, o ci dà la disponibilità o torna a casa e faremo un'altra convocazione di un altro attaccante". Sul possibile nuovo convocato, Conte ha detto: "Non mettiamo il carro davanti ai buoi, speriamo di recuperarlo, se non dovesse farcela ho in mente due alternative e sceglierò eventualmente domattina".
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Parlando dell'utilizzo dei giocatori italiani nella prima di campionato, Conte ha mostrato preoccupazione: "La situazione non è semplice, ho visto diverse gare dal vivo con squadre con zero italiani in campo dall'inizio o vederne uno, due e questo non facilita il mio compito perché avremmo bisogno di gente che è titolare nel proprio club e che abbia anche il ritmo partita. Giusto fare delle riflessioni, sperando che la Nazionale diventi traino e che ci sia più spazio per i calciatori italiani". Il neo ct ha anche risposto ad una domanda delle Iene sul fatto che nel suo curriculum manchi la promozione in A con il Siena, che successivamente gli è valsa una squalifica nell'ambito del calcioscommesse. "Sono molto orgoglioso di quel campionato vinto, negli ultimi 6 anni ne ho vinti 5 su sei".
Tornando sulle scelete degli attaccanti, il ct ha aggiunto: "Le partite le abbiamo seguite tutte dal momento in cui sono diventato allenatore della Nazionale. Sabato abbiamo diramato i convocati, c'è chi è stato osservato e anche con chi abbiamo avuto dei riscontri calcistici. Ho convocato attaccanti con determinate caratteristiche, con la predisposizione al mio metodo di gioco. Ricordo che ai Mondiali si giocava con un solo centravanti: c'erano Balotelli, Immobile, Cassano, Insigne e Cerci. Su Cerci non abbiamo avuto riscontri questa estate, Insigne lo seguiamo ma più come esterno che come attaccante".
Per chiarire ancora meglio il suo pensiero, Conte ha poi aggiunto: "La Nazionale deve essere da traino ma bisogna anche essere messi nelle condizioni di esserlo. Dobbiamo fare tutti una riflessione e capire che bisogna dare più spazio agli italiani. Per le riforme che si possono fare, ci sono persone addette a fare questo, si cercherà di aiutare un po' tutto il movimento. Ma c'è da rimboccarsi le maniche tutti, non solo con le parole ma anche coi fatti". "Penso di aver fatto le convocazioni che dovevo fare in base al mio pensiero - continua - E' stato detto che Zaza è l'unico attaccante titolare nella sua squadra ma se vado a vedere tutte le squadre, sono tutti stranieri, non me lo posso inventare io un attaccante. Ma sono convinto che chi è qui può fare bene, può crescere, abbiamo ragazzi bravi". "Non sono stato scelto per tagliare teste ma con me va avanti la meritocrazia - aggiunge Conte - Sono stato chiamato alla guida della Nazionale che rappresenta una spinta, un veicolo trainante per tutta la nazione. Meritocrazia, disciplina, comportamenti giusti, umiltà, sacrificio, sono esempi giusti per tutti. Il nostro compito è ora far riavvicinare i tifosi alla Nazionale e il fatto che a Bari siano stati venduti 34 mila biglietti, nonostante il momento di crisi, è un bel dato che ci deve riempire di orgoglio e responsabilità".
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L'Italia di Antonio Conte dovrà essere "orgogliosa, umile e cattiva" e alla fine del suo mandato il ct potrà dirsi contento se "si dirà che è una bella Italia, se riporteremo l'orgoglio di essere italiani, l'orgoglio di voler tifare la nostra Nazionale. Sarò contento se saremo stati d'esempio per tutta la nazione, al di là delle vittorie". Conte si dice soddisfatto della collaborazione trovata finora fra i tecnici di club ("istituire questo tipo di rapporto è essenziale") e nel complesso si dice "molto attratto dal vedere come riuscirò in poco tempo, rispetto a quello che avevo nei club, a dare un'idea di gioco a questa squadra. Ho fatto i miei calcoli prima di accettare questo incarico, è un'esperienza molto formativa per me, una sfida per me stesso e sono convinto di riuscire a trasferire in poco tempo certi concetti. C'è tanto da fare, fare l'allenatore a tempo pieno significa parlare con i club, con i calciatori, venire a Coverciano a parlare con i tecnici. A casa pensavano di potermi avere di più ma mi sa che ci sarò meno anche quest'anno".
"È una grande emozione" vissuta "già ieri sera con l'entrata a Coverciano". Ha esordito così il nuovo ct della nazionale Antonio Conte, alla sua prima conferenza stampa oggi a Coverciano. "Ai ragazzi ho detto che sono emozioni belle. Io entrai a Coverciano con l'Under 15, ci svegliavamo tutti insieme con una marcetta. Tornarci oggi da ct è incredibile, che dà grandi emozioni. Dobbiamo viverla con entusiasmo e con onore riportare italia dove merita" perché "dopo il Brasile siamo la nazionale più importante del mondo".
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Il Ct ha affrontato l'argomento più spinoso: "Balotelli? Non devo mandare nessun messaggio a nessuno, io non regalo niente a nessuno, chi mi conosce sa benissimo quale è il mio modo di operare. Oggi c'è questo gruppo di 26 ragazzi. Nel momento in cui meriteranno la maglia azzurra resteranno. Non è detto che chi c'è oggi ci sia domani, o chi non c'è oggi non possa esserci domani. Le partite le abbiamo seguite tutte dal momento in cui sono diventato allenatore della Nazionale ed è stato convocato chi è stato osservato". "Io mi comporterò come mi sono sempre comportato nella vita - ha aggiunto il tecnico - non mi ha mai regalato niente nessuno e farò altrettanto, ma mi sembra una cosa ovvia e naturale. Non c'è preclusione verso nessuno, l'importante è che chi viene in nazionale sappia cosa si fa e cosa bisogna fare per rimanerci".
"Fosse stato per me Destro doveva tagliare la torta e tornare in ritiro". Conte ha scherzato sull'attaccante della Roma, che oggi convola a nozze. "Poi valutando abbiamo deciso di lasciare qualche ora anche nel rispetto della moglie. Poi ci sarà una macchina che lo portera qui a Coverciano", dice ridendo Conte. "Sarà qui domattina e si allenerà da fresco sposo, gli faremo gli auguri". "Osvaldo? Daniel ha qualche problema agli adduttori, oggi ha preferito non allenarsi, vedremo al massimo domattina come andrà, o ci dà la disponibilità o torna a casa e faremo un'altra convocazione di un altro attaccante". Sul possibile nuovo convocato, Conte ha detto: "Non mettiamo il carro davanti ai buoi, speriamo di recuperarlo, se non dovesse farcela ho in mente due alternative e sceglierò eventualmente domattina".
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Parlando dell'utilizzo dei giocatori italiani nella prima di campionato, Conte ha mostrato preoccupazione: "La situazione non è semplice, ho visto diverse gare dal vivo con squadre con zero italiani in campo dall'inizio o vederne uno, due e questo non facilita il mio compito perché avremmo bisogno di gente che è titolare nel proprio club e che abbia anche il ritmo partita. Giusto fare delle riflessioni, sperando che la Nazionale diventi traino e che ci sia più spazio per i calciatori italiani". Il neo ct ha anche risposto ad una domanda delle Iene sul fatto che nel suo curriculum manchi la promozione in A con il Siena, che successivamente gli è valsa una squalifica nell'ambito del calcioscommesse. "Sono molto orgoglioso di quel campionato vinto, negli ultimi 6 anni ne ho vinti 5 su sei".
Tornando sulle scelete degli attaccanti, il ct ha aggiunto: "Le partite le abbiamo seguite tutte dal momento in cui sono diventato allenatore della Nazionale. Sabato abbiamo diramato i convocati, c'è chi è stato osservato e anche con chi abbiamo avuto dei riscontri calcistici. Ho convocato attaccanti con determinate caratteristiche, con la predisposizione al mio metodo di gioco. Ricordo che ai Mondiali si giocava con un solo centravanti: c'erano Balotelli, Immobile, Cassano, Insigne e Cerci. Su Cerci non abbiamo avuto riscontri questa estate, Insigne lo seguiamo ma più come esterno che come attaccante".
Per chiarire ancora meglio il suo pensiero, Conte ha poi aggiunto: "La Nazionale deve essere da traino ma bisogna anche essere messi nelle condizioni di esserlo. Dobbiamo fare tutti una riflessione e capire che bisogna dare più spazio agli italiani. Per le riforme che si possono fare, ci sono persone addette a fare questo, si cercherà di aiutare un po' tutto il movimento. Ma c'è da rimboccarsi le maniche tutti, non solo con le parole ma anche coi fatti". "Penso di aver fatto le convocazioni che dovevo fare in base al mio pensiero - continua - E' stato detto che Zaza è l'unico attaccante titolare nella sua squadra ma se vado a vedere tutte le squadre, sono tutti stranieri, non me lo posso inventare io un attaccante. Ma sono convinto che chi è qui può fare bene, può crescere, abbiamo ragazzi bravi". "Non sono stato scelto per tagliare teste ma con me va avanti la meritocrazia - aggiunge Conte - Sono stato chiamato alla guida della Nazionale che rappresenta una spinta, un veicolo trainante per tutta la nazione. Meritocrazia, disciplina, comportamenti giusti, umiltà, sacrificio, sono esempi giusti per tutti. Il nostro compito è ora far riavvicinare i tifosi alla Nazionale e il fatto che a Bari siano stati venduti 34 mila biglietti, nonostante il momento di crisi, è un bel dato che ci deve riempire di orgoglio e responsabilità".
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L'Italia di Antonio Conte dovrà essere "orgogliosa, umile e cattiva" e alla fine del suo mandato il ct potrà dirsi contento se "si dirà che è una bella Italia, se riporteremo l'orgoglio di essere italiani, l'orgoglio di voler tifare la nostra Nazionale. Sarò contento se saremo stati d'esempio per tutta la nazione, al di là delle vittorie". Conte si dice soddisfatto della collaborazione trovata finora fra i tecnici di club ("istituire questo tipo di rapporto è essenziale") e nel complesso si dice "molto attratto dal vedere come riuscirò in poco tempo, rispetto a quello che avevo nei club, a dare un'idea di gioco a questa squadra. Ho fatto i miei calcoli prima di accettare questo incarico, è un'esperienza molto formativa per me, una sfida per me stesso e sono convinto di riuscire a trasferire in poco tempo certi concetti. C'è tanto da fare, fare l'allenatore a tempo pieno significa parlare con i club, con i calciatori, venire a Coverciano a parlare con i tecnici. A casa pensavano di potermi avere di più ma mi sa che ci sarò meno anche quest'anno".