LA VALLETTA - "Se mi sono sentito con Totti dopo Juve-Roma? Non ci siamo sentiti non mi interessa fare polemiche dopo il novantesimo, è qualcosa che non mi appartiene come persona". Dal ritiro azzurro il portiere della Nazionale Gigi Buffon torna su Juve-Roma parlando a RaiSport. "In carriera ho vinto tanto ma ho perso anche tanto - continua -. Sono arrivato terzo, quarto e 7/o per 2 anni consecutivi però non penso che abbiate mai visto Buffon fare interviste in cui inveiva contro qualcuno o magari poteva buttare lì illazioni di sorta".
A dispetto dell'invito di Antonio Conte a tener fuori le beghe del campionato il 145 volte portiere della nazionale torna sulle polemiche dopo Juve-Roma e le accuse del capitano romanista sul comportamento arbitrale quando gioca la Juve.
Su Balotelli: "Il suo ritorno si può verificare. Mario è ancora giovane e ha davanti tanti anni di carriera. Tra l'altro non penso che mister Conte abbia mai detto che non convocherà un attaccante come Mario".
Conte: "Pensare solo a lavorare". La vittoria sofferta sull'Azerbaigian è già alle spalle, ora è il momento di pensare a Malta, un'altra di quelle squadre che cercheranno di togliere li spazi per limitare i danni contro una blasonata come l'Italia. Antonio Conte non si cura delle critiche seguenti alla sfida con gli azeri ed usa una metafora ciclistica: "Le critiche? Penso che questo momento sia per noi importante, particolare, dobbiamo pensare esclusivamente a lavorare. Siamo come un ciclista che ha appena iniziato la sua tappa, quindi testa bassa e pedalare, senza guardarci intorno". A parte questo, allo stadio nazionale di TàQali probabilmente non giocherà la stessa squadra di Palermo: "Qualche novita' rispetto alla formazione di venerdì ci sarà, anche perchè giochiamo dopo appena tre giorni". Il ct non fa nomi, ma Graziano Pellè potrebbe rappresentare la novità. "Pellè può essere un' opzione per domani come Destro e Giovinco".
L'avversario, allenato da Pietro Ghedin, non è da sottovalutare secondo Conte, che disegna un possibile quadro tattico della gara: "Ci aspettiamo una partita ostica. Contro la Norvegia hanno giocato a viso aperto prendendo gol in contropiede, quindi...". Sui singoli, Conte si è soffermato sul rientro di Pirlo in azzurro: "Ha fatto bene contro l'Azerbaigian, rientra da un infortunio serio e faremo delle valutazioni. Verratti è nelle condizioni migliori per giocare, Pirlo è abituato a subire marcature a uomo, ne va a discapito anche il calcio. Bel gioco o vittoria? Ho sempre impostato le mie squadre per fare la partita, qualunque sia l'avversario: chiedo aggressività, riconquista palla, movimenti nello spazio, pallino del gioco sempre in mano. Lo stesso sto facendo con questa nazionale.".
Conte ha anche allargato il discorso al di là della gara di Malta, spiegando il suo intento sulla panchina azzurra: "Io devo essere un allenatore di questa nazionale, il ct è un selezionatore, io tutto voglio fare tranne che il selezionatore. Il motivo per cui ho deciso di avventurarmi in questa sfida è il fatto di poter fare della Nazionale un piccolo club. Certo, mi piacerebbe essere come Bearzot o altri anche per quello che hanno vinto, ma vorrei essere un allenatore per questa Nazionale".
Conte non ha paura di definire 'ignorante' la squadra: "Quando Immobile e Zaza si sono chiamati così, mi è piaciuto: dico ignorante in senso buono, ovvio. Vuol dire cattivo, determinato. E a me non dà fastidio se definite la mia Italia 'gregaria'. Per qualcuno sminuisce, per me assolutamente no: il gregario pensa con il noi, il fenomeno con l'io, ma con i fenomeni lo sapete dove si va a finire...", la frecciata al passato targato Balotelli.
A dispetto dell'invito di Antonio Conte a tener fuori le beghe del campionato il 145 volte portiere della nazionale torna sulle polemiche dopo Juve-Roma e le accuse del capitano romanista sul comportamento arbitrale quando gioca la Juve.
Su Balotelli: "Il suo ritorno si può verificare. Mario è ancora giovane e ha davanti tanti anni di carriera. Tra l'altro non penso che mister Conte abbia mai detto che non convocherà un attaccante come Mario".
Conte: "Pensare solo a lavorare". La vittoria sofferta sull'Azerbaigian è già alle spalle, ora è il momento di pensare a Malta, un'altra di quelle squadre che cercheranno di togliere li spazi per limitare i danni contro una blasonata come l'Italia. Antonio Conte non si cura delle critiche seguenti alla sfida con gli azeri ed usa una metafora ciclistica: "Le critiche? Penso che questo momento sia per noi importante, particolare, dobbiamo pensare esclusivamente a lavorare. Siamo come un ciclista che ha appena iniziato la sua tappa, quindi testa bassa e pedalare, senza guardarci intorno". A parte questo, allo stadio nazionale di TàQali probabilmente non giocherà la stessa squadra di Palermo: "Qualche novita' rispetto alla formazione di venerdì ci sarà, anche perchè giochiamo dopo appena tre giorni". Il ct non fa nomi, ma Graziano Pellè potrebbe rappresentare la novità. "Pellè può essere un' opzione per domani come Destro e Giovinco".
L'avversario, allenato da Pietro Ghedin, non è da sottovalutare secondo Conte, che disegna un possibile quadro tattico della gara: "Ci aspettiamo una partita ostica. Contro la Norvegia hanno giocato a viso aperto prendendo gol in contropiede, quindi...". Sui singoli, Conte si è soffermato sul rientro di Pirlo in azzurro: "Ha fatto bene contro l'Azerbaigian, rientra da un infortunio serio e faremo delle valutazioni. Verratti è nelle condizioni migliori per giocare, Pirlo è abituato a subire marcature a uomo, ne va a discapito anche il calcio. Bel gioco o vittoria? Ho sempre impostato le mie squadre per fare la partita, qualunque sia l'avversario: chiedo aggressività, riconquista palla, movimenti nello spazio, pallino del gioco sempre in mano. Lo stesso sto facendo con questa nazionale.".
Conte ha anche allargato il discorso al di là della gara di Malta, spiegando il suo intento sulla panchina azzurra: "Io devo essere un allenatore di questa nazionale, il ct è un selezionatore, io tutto voglio fare tranne che il selezionatore. Il motivo per cui ho deciso di avventurarmi in questa sfida è il fatto di poter fare della Nazionale un piccolo club. Certo, mi piacerebbe essere come Bearzot o altri anche per quello che hanno vinto, ma vorrei essere un allenatore per questa Nazionale".
Conte non ha paura di definire 'ignorante' la squadra: "Quando Immobile e Zaza si sono chiamati così, mi è piaciuto: dico ignorante in senso buono, ovvio. Vuol dire cattivo, determinato. E a me non dà fastidio se definite la mia Italia 'gregaria'. Per qualcuno sminuisce, per me assolutamente no: il gregario pensa con il noi, il fenomeno con l'io, ma con i fenomeni lo sapete dove si va a finire...", la frecciata al passato targato Balotelli.