ROMA - "Dobbiamo ricordarci che arriviamo da un fallimento e se c'erano problemi prima, non penso possano risolversi in due mesi". In un'intervista esclusiva a Sky, il ct della Nazionale, Antonio Conte, traccia un primo bilancio della sua avventura sulla panchina azzurra. "Siamo partiti bene, proponendo nomi nuovi, abbassando l'età media e centrando quattro vittorie in quattro partite - spiega l'ex tecnico della Juventus - E' una Nazionale che va aiutata e costruita nel tempo: l'obiettivo primario è qualificarci agli Europei, poi dobbiamo farla diventare un puccolo club in una competizione in cui ci si gioca tutto. Ho trovato un gruppo, in quei giocatori che venivano dall'eliminazione al primo turno dei Mondiali, arrabbiato e voglioso di rimettersi il gioco: la maglia azzurra e l'Inno motivano come nessuna parola. E deve far riflettere che giocando in Nazionale si può trovare posto nel club, significa che qualcosa non va. Però la Nazionale si sta costruendo, ha già un'identità ed ha creato una fiammella di entusiasmo che deve alimentarsi".
LA SFIDA CON LA CROAZIA - La sfida con la Croazia, il 16 novembre, "può darci risposte e far capire se stiamo crescendo nel modo giusto", dice Conte, che non nasconde le difficoltà della sua missione. "Su 23 giocatori effettivi -dice pensando al gruppo a sua disposizione- 8/10 non sono titolari nei club. In Nazionale, un giocatore può guadagnarsi il posto nella propria squadra di club: è qualcosa che deve far riflettere. C'è poca disponibilità di scelta di giocatori. All'Italia restano storia e tradizione, siamo stati una nazione importante e ora siamo in un momento difficile. Il meccanismo si è inceppato, dobbiamo farlo funzionare di nuovo".
"VINCERE EUROPEI? NON MI PONGO LIMITI" - "Vincere gli Europei sarebbe un miracolo? Di solito rispondo che ai miracoli ci stiamo attrezzando... Prima pensiamo a qualificarci, poi non mi pongo obiettivi minimi, mi piace pensare che tutto si possa raggiungere. Ci sono nazionali che stanno più avanti ma questo ci deve dare la voglia di colmare il gap. E i giocatori devono avere voglia di sudare per la maglia e di fare grandi cose. Pirlo? Appena arrivato mi ha dato la disponibilità a tornare in qualsiasi ruolo, mi ha espresso la sua volontà di far parte del progetto, sia come calciatore che nel caso in cui non dovesse giocare, come uomo-spogliatoio. Stiamo parlando di uno dei giocatori più forti del mondo. Buffon? A livello di età posso pensare che Perin possa fare qualcosa del genere. Gigi ha iniziato prestissimo, il fatto che abbia toccato quota 500 è straordinario, merito della sua professionalità. E' un grandissimo giocatore e uomo, mi rende sereno sia il capitano della Nazionale. Balotelli? Le convocazioni devono essere meritate non abbiamo preclusione per nessuno, l'importante è che chi arrivi in Nazionale dimostri di voler indossare la maglia azzurra, in campo e fuori".
"DE ROSSI LO VOLEVO ALLA JUVE" - "Il primo anno, appena arrivato alla Juve, mi sarebbe piaciuto averlo". Così Conte racconta il tentativo di far ingaggiare, appena giunto sulla panchina bianconera, il centrocampista della Roma Daniele De Rossi. "Ho provato ma lui ha sempre pensato alla Roma, che vedeva come l'unica squadra italiana".
TROPPE ASPETTATIVE - "Le aspettative nei miei confronti sono sempre molto elevate. Si è parlato di fallimento europeo della mia Juventus, nel primo dei 2 anni siamo arrivati tra le prime 8 della Champions. Ora leggo che questo oggi è l'obiettivo dichiarato. Quando abitui la gente troppo bene, poi la gente si aspetta esclusivamente la vittoria".
LA SFIDA CON LA CROAZIA - La sfida con la Croazia, il 16 novembre, "può darci risposte e far capire se stiamo crescendo nel modo giusto", dice Conte, che non nasconde le difficoltà della sua missione. "Su 23 giocatori effettivi -dice pensando al gruppo a sua disposizione- 8/10 non sono titolari nei club. In Nazionale, un giocatore può guadagnarsi il posto nella propria squadra di club: è qualcosa che deve far riflettere. C'è poca disponibilità di scelta di giocatori. All'Italia restano storia e tradizione, siamo stati una nazione importante e ora siamo in un momento difficile. Il meccanismo si è inceppato, dobbiamo farlo funzionare di nuovo".
"VINCERE EUROPEI? NON MI PONGO LIMITI" - "Vincere gli Europei sarebbe un miracolo? Di solito rispondo che ai miracoli ci stiamo attrezzando... Prima pensiamo a qualificarci, poi non mi pongo obiettivi minimi, mi piace pensare che tutto si possa raggiungere. Ci sono nazionali che stanno più avanti ma questo ci deve dare la voglia di colmare il gap. E i giocatori devono avere voglia di sudare per la maglia e di fare grandi cose. Pirlo? Appena arrivato mi ha dato la disponibilità a tornare in qualsiasi ruolo, mi ha espresso la sua volontà di far parte del progetto, sia come calciatore che nel caso in cui non dovesse giocare, come uomo-spogliatoio. Stiamo parlando di uno dei giocatori più forti del mondo. Buffon? A livello di età posso pensare che Perin possa fare qualcosa del genere. Gigi ha iniziato prestissimo, il fatto che abbia toccato quota 500 è straordinario, merito della sua professionalità. E' un grandissimo giocatore e uomo, mi rende sereno sia il capitano della Nazionale. Balotelli? Le convocazioni devono essere meritate non abbiamo preclusione per nessuno, l'importante è che chi arrivi in Nazionale dimostri di voler indossare la maglia azzurra, in campo e fuori".
"DE ROSSI LO VOLEVO ALLA JUVE" - "Il primo anno, appena arrivato alla Juve, mi sarebbe piaciuto averlo". Così Conte racconta il tentativo di far ingaggiare, appena giunto sulla panchina bianconera, il centrocampista della Roma Daniele De Rossi. "Ho provato ma lui ha sempre pensato alla Roma, che vedeva come l'unica squadra italiana".
TROPPE ASPETTATIVE - "Le aspettative nei miei confronti sono sempre molto elevate. Si è parlato di fallimento europeo della mia Juventus, nel primo dei 2 anni siamo arrivati tra le prime 8 della Champions. Ora leggo che questo oggi è l'obiettivo dichiarato. Quando abitui la gente troppo bene, poi la gente si aspetta esclusivamente la vittoria".