ROMA - Girone di ferro. Quando si avvicina il sorteggio di un grande evento calcistico, è un termine che viene naturale sbandierare, agitare come spauracchio. La tradizione è confermata anche per i prossimi Europei di Francia (dal 10 giugno al 10 luglio 2016), che oggi a Parigi (ore 18) inizieranno a prendere forma. Dei distinguo però sembrano necessari, se non altro per la formula a 24 squadre fortemente voluta da Michel Platini, che non sarà presente per le note vicissitudini. Passano infatti gli ottavi le prime due di ciascuno dei sei gironi, più le quattro migliori terze. Tradotto significa che dopo la prima fase solo otto torneranno a casa, quindi il 'ferro' è oggettivamente più soft, anche se si dovessero pescare clienti scomodi come Francia e Spagna, tanto per citarne un paio. Semmai, a parte la ovvia curiosità di vedere le prime avversarie, sarà più interessante vedere il girone di destinazione: da lì infatti si inizierà a capire, dall'eventuale ottavo di finale, con quali altri mostri sacri del calcio europeo bisognerà confrontarsi quando gli scontri saranno diretti, senza appello.
Diciamo subito che il rapporto dell'Italia con l'Europeo non è idilliaco come quello con il Mondiale. Quattro stellette a fronte di un'unico trionfo continentale, al termine della doppia sfida con la Jugoslavia nel 1968 l'Olimpico di Roma. Gli azzurri non partiranno testa di serie, inseriti nell'urna due insieme a Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina: sono queste le cinque che non potranno essere incontrate subito, il che per qualche aspetto (l'Austria non era così forte da anni e potrebbe essere la grande sorpresa) non è neanche malaccio. Le insidie però non mancano. C'è il rischio di beccare subito i padroni di casa della Francia, o la Spagna vincitrice delle ultime due edizioni, o la Germania campione del mondo, o quell'Inghilterra che non ha mai combinato granché ma si presenta con un biglietto da visita fatto di sole vittorie in qualificazione, cosa riuscita in passato solo a 5 compagini. Inoltre ci sono le altre fasce. Nella terza, un paio di squadre da non sottovalutare. La Polonia è tornata squadra in grado di aspirare ad un risultato importante, buon complesso con il bomber del Bayern Lewandowski come enorme valore aggiunto. C'è poi la Svezia, complessivamente meno forte di polacchi ma capace (lo spareggio con la Danimarca ne è l'esempio) di identificarsi anima e corpo con il proprio condottiero Zlatan Ibrahimovic.
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Infine la fascia numero 4, quella delle teoriche cenerentole. Islanda, Galles, Albania, Irlanda del Nord sono alla loro prima Europea, ma non è detto che interpretino il loro torneo come una gita premio. Certo, l'Islanda per esempio potrebbe anche vivere una sindrome da rilassamento, ma non si può certo ignorare il calcio stupendo giocato dalla nazionale dei ghiacchi in fase di qualificazione. Insomma, staremo a vedere, anche se -tanto per fare un giochino- andare in un gruppo con Portogallo, Ungheria e irlanda del Nord sarebbe gradito ad Antonio Conte, che ovviamente non lo ammetterrebbe mai e poi mai. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. La storia azzurra parla di gironi di ferro che furono viatico per grandi imprese, o di avversari di burro (sulla carta ovviamente) poi rivelatisi insormontabili. Insegni su tutti il girone ai Mondiali in Sudafrica: l'Italia pescò Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, ma di fatto la 'festa' si fermò si commenti.
Non resta dunque che attendere la suggestione di un evento che avrà come cerimoniere il segretario generale della Uefa, Gianni Infantino. Insieme a lui sul palco un sacco di gente che degli Europei ha fatto la storia. Ci saranno Ruud Gullit (trascinatore dell'Olanda, 1988), Bixente Lizarazu e David Trezeguet (il basco di Francia e il giustiziere degli azzurri, 2000), Oliver Bierhoff (eroe a sorpresa della Germania, 1996), Angelos Charisteas (il miracolo Grecia, 2004), Antonín Panenka (il leggendario inventore del cucchiaio, Cecoslovacchia 1976).
Urna 1: Spagna (campione in carica), Germania, Inghilterra, Portogallo, Belgio. (Francia direttamente nel gruppo A, non partecipa al sorteggio)
Urna 2: Italia, Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina
Urna 3: Repubblica Ceca, Svezia, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria.
Urna 4: Turchia, Irlanda, Islanda, Galles, Albania, Irlanda del Nord
Diciamo subito che il rapporto dell'Italia con l'Europeo non è idilliaco come quello con il Mondiale. Quattro stellette a fronte di un'unico trionfo continentale, al termine della doppia sfida con la Jugoslavia nel 1968 l'Olimpico di Roma. Gli azzurri non partiranno testa di serie, inseriti nell'urna due insieme a Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina: sono queste le cinque che non potranno essere incontrate subito, il che per qualche aspetto (l'Austria non era così forte da anni e potrebbe essere la grande sorpresa) non è neanche malaccio. Le insidie però non mancano. C'è il rischio di beccare subito i padroni di casa della Francia, o la Spagna vincitrice delle ultime due edizioni, o la Germania campione del mondo, o quell'Inghilterra che non ha mai combinato granché ma si presenta con un biglietto da visita fatto di sole vittorie in qualificazione, cosa riuscita in passato solo a 5 compagini. Inoltre ci sono le altre fasce. Nella terza, un paio di squadre da non sottovalutare. La Polonia è tornata squadra in grado di aspirare ad un risultato importante, buon complesso con il bomber del Bayern Lewandowski come enorme valore aggiunto. C'è poi la Svezia, complessivamente meno forte di polacchi ma capace (lo spareggio con la Danimarca ne è l'esempio) di identificarsi anima e corpo con il proprio condottiero Zlatan Ibrahimovic.
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Infine la fascia numero 4, quella delle teoriche cenerentole. Islanda, Galles, Albania, Irlanda del Nord sono alla loro prima Europea, ma non è detto che interpretino il loro torneo come una gita premio. Certo, l'Islanda per esempio potrebbe anche vivere una sindrome da rilassamento, ma non si può certo ignorare il calcio stupendo giocato dalla nazionale dei ghiacchi in fase di qualificazione. Insomma, staremo a vedere, anche se -tanto per fare un giochino- andare in un gruppo con Portogallo, Ungheria e irlanda del Nord sarebbe gradito ad Antonio Conte, che ovviamente non lo ammetterrebbe mai e poi mai. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. La storia azzurra parla di gironi di ferro che furono viatico per grandi imprese, o di avversari di burro (sulla carta ovviamente) poi rivelatisi insormontabili. Insegni su tutti il girone ai Mondiali in Sudafrica: l'Italia pescò Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, ma di fatto la 'festa' si fermò si commenti.
Non resta dunque che attendere la suggestione di un evento che avrà come cerimoniere il segretario generale della Uefa, Gianni Infantino. Insieme a lui sul palco un sacco di gente che degli Europei ha fatto la storia. Ci saranno Ruud Gullit (trascinatore dell'Olanda, 1988), Bixente Lizarazu e David Trezeguet (il basco di Francia e il giustiziere degli azzurri, 2000), Oliver Bierhoff (eroe a sorpresa della Germania, 1996), Angelos Charisteas (il miracolo Grecia, 2004), Antonín Panenka (il leggendario inventore del cucchiaio, Cecoslovacchia 1976).
Urna 1: Spagna (campione in carica), Germania, Inghilterra, Portogallo, Belgio. (Francia direttamente nel gruppo A, non partecipa al sorteggio)
Urna 2: Italia, Russia, Svizzera, Austria, Croazia, Ucraina
Urna 3: Repubblica Ceca, Svezia, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria.
Urna 4: Turchia, Irlanda, Islanda, Galles, Albania, Irlanda del Nord