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Nazionale, Conte: "Agli Europei andiamo a giocarcela"

Il ct è soddisfatto dopo il pari con la Spagna: "Potevamo vincere la partita, in questi casi bisogna farlo". E garantisce: "Non lo so dove arriveremo, ma garantisco che andremo in Francia a giocarcela"
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UDINE - Speranze e rimpianti nascono dal pareggio azzurro contro la Spagna, nella prima partita di Conte da ct uscente, dopo l'annuncio dell'addio (e sotto gli occhi di Gary Staker, player liaison officer del Chelsea). Nel suo pragmatismo, l'allenatore azzurro non può fare a meno di pensare che questa è prima di tutto una vittoria sfumata: "Dispiace, potevamo vincere la partita, in questi casi bisogna farlo. È importante per crescere, per aumentare l'autostima: sono match importanti contro squadre di grande caratura che servono per avere delle risposte, per far guadagnare esperienza internazionale a tanti calciatori alle prime apparizioni. Questo è un gruppo straordinario che ha voglia di conoscere e crescere. Ma peccato per il pareggio". 

Conte ha azzardato il 3-4-3, ancora un modulo nuovo della sua gestione, e alla fine lo promuove: "Sono contento perché i ragazzi hanno giocato con un sistema mai provato in prec…
UDINE - Speranze e rimpianti nascono dal pareggio azzurro contro la Spagna, nella prima partita di Conte da ct uscente, dopo l'annuncio dell'addio (e sotto gli occhi di Gary Staker, player liaison officer del Chelsea). Nel suo pragmatismo, l'allenatore azzurro non può fare a meno di pensare che questa è prima di tutto una vittoria sfumata: "Dispiace, potevamo vincere la partita, in questi casi bisogna farlo. È importante per crescere, per aumentare l'autostima: sono match importanti contro squadre di grande caratura che servono per avere delle risposte, per far guadagnare esperienza internazionale a tanti calciatori alle prime apparizioni. Questo è un gruppo straordinario che ha voglia di conoscere e crescere. Ma peccato per il pareggio". 

Conte ha azzardato il 3-4-3, ancora un modulo nuovo della sua gestione, e alla fine lo promuove: "Sono contento perché i ragazzi hanno giocato con un sistema mai provato in precedenza senza perdere quello che avevamo imparato. Hanno giocato a memoria, dopo solo tre giorni di lavoro. E' la prova che se uno ha un po' di tempo i frutti arrivano e che si possono cambiare le conoscenze senza perdere le memorizzazioni. Una cosa che ho imparato in Nazionale è ottimizzare anche i secondi, fra il campo e la sala video a Coverciano è sempre una full immersion. All'Europeo non ci poniamo un obiettivo preciso, ma questa è una maglia gloriosa che va sempre rispettata. Ho detto ai ragazzi di fare in modo di non avere rimpianti: invece del 'si può fare' o 'potevamo fare', semplicemente 'facciamo'. L'importante è avere la maglia sudata. Non lo so dove arriveremo, ma garantisco che andremo lì a giocarcela". La serata di Udine ha riconsegnato all'Italia Lorenzo Insigne e regalato per la prima volta Federico Bernardeschi, due schegge di talento, l'elemento primario che manca a questa Nazionale. Insigne era stato punito dopo aver lasciato il ritiro per un acciacco al ginocchio prima della trasferta di Baku, Conte ora lo ha perdonato: "Ci siamo chiariti, ho spiegato a Lorenzo alcune cose perché è meglio essere sempre molto diretti e chiari nei rapporti: oltre allo sport c'è la vita e bisogna sempre guardarsi in faccia. Non c'era nessun problema ma volevo che il ragazzo conoscesse il  mio pensiero, sta facendo molto bene in campionato, spetta a lui continuare così e meritarsi questa fiducia. Vale anche per Bernardeschi, è qui non come premio ma per quello che sta facendo vedere con la Fiorentina".  Insigne conferma: "Non c'era niente da chiarire, sono felice di essere rientrato in azzurro e devo restarci". 

Unico neo, l'infortunio al piede per Giaccherini: convocato Mattia De Sciglio.