VERONA - Antonio Conte, cosa si aspetta dall'amichevole con la Finlandia?
"Voglio verificare se alcuni calciatori stanno recuperano e se stanno assimilando il lavoro svolto in queste due settimane, e poi è l'ultima partita prima dell'Europeo. Però non dico che la Finlandia somigli alla Svezia, come sento dire, perché giocherà col 5-3-2 e non con il 4-4-2 e poi perché quando fai questi accostamenti qualcuno se la può prendere (era successo con Strachan, ct scozzese, ndr)".
Quanti giocatori cambierà rispetto a Italia-Scozia?
"Qualche cambiamento ci sarà, non tanti anche perché ci avviciniamo all'inizio dell'Europeo e bisogna cercare di collaudare dei giusti meccanismi".
Che clima avverte intorno all'Italia?
"Noi cerchiamo di concentrarci su quello che dobbiamo fare, l'atmosfera intorno a noi non ci deve condizionare più di tanto, positiva o negativa che sia. Pensiamo a noi stessi, a fare del nostro meglio, continuiamo a lavorare, lo stiamo facendo bene, in modo serio, sono molto contento dei ragazzi. Pensiamo solo al campo e all'avversario che andremo ad affrontare, senza lasciarci influenzare da quel che accade intorno a noi".
Come sta Thiago Motta?
"Ha ripreso ad allenarsi venerdì scorso, ha lavorato con noi per tutta la settimana, sta bene, non c'è alcun problema".
Tante polemiche per il 10 assegnato al centrocampista del Psg. Non teme che ci sia anche un po' di diffidenza nei confronti degli oriundi, come lui ed Éder?
"Non so se il fatto di essere oriundi possa penalizzarli, vestono la nostra maglia, difendono i nostri colori, sono italiani. Le critiche fanno parte del gioco, io sono in questo mondo da più di trent'anni e lo so bene. Si cerca sempre di creare qualcosa di cui parlare, un chiacchiericcio più che un disturbo, ma sono appunto chiacchiere da bar e restano tali. Noi sappiamo chi sono e cos'hanno vinto".
Ha detto qualcosa a Zaza per i suoi eccessi d'impeto?
"Non sarò io a frenarlo, voglio che porti questa intensità, anzi tutti gli attaccanti devono essere i primi a pressare. Lui dovrà essere bravo a capire fin dove può spingersi, a distinguere le situazioni border line da quelle in cui è necessario aggredire il possesso avversario. Mi piace, però, questa sua indole".
Dal Belgio trapela che Wilmots possa cambiare modulo per affrontare l'Italia nella partita inaugurale.
"Lo abbiamo notato e mi fa pensare: è la prima volta che accade che le avversarie si snaturino per affrontarci, a dimostrazione che forse creiamo qualche problema dal punto di vista tattico. Abbiamo un'idea di calcio ben precisa, vogliamo fare calcio e il fatto che grandi squadre cambino atteggiamento per contrastarci significa che un po' di rispetto lo incutiamo".
Come arriva l'Italia a questa partita?
"Abbiamo lavorato su tre aspetti: tecnico-tattico, fisico, mentalità. C'è chi è arrivato meglio in ritiro, chi peggio, chi veniva da qualche infortunio, chi aveva giocato meno. Questo tempo che manca servirà per portare a puntino tutti, ma posso dirmi soddisfatto dell'impegno, della disponibilità, della voglia profusa dai ragazzi. Sento già di doverli ringraziare, da qui in avanti sarà sempre più dura. Di buono c'è che abbiamo un'idea di gioco che sta coinvolgendo tutti. Sui nostri princìpi proveremo a costruire le nostre fortune, e ci riusciremo saremo contenti".
La Finlandia ha spaventato il Belgio pochi giorni fa e sfiorato la vittoria a Bruxelles.
"Non so se sarà una gara spettacolare, affrontiamo una squadra che da due partite ha scelto un sistema di gioco molto difensivo, dovremo avere pazienza, cercare situazioni da gol ma senza farli ripartire. Quando attacchi nella metà campo avversaria devi essere anche molto bravo a difendere con 60 metri di campo alle spalle. Sarà un impegno probante, al di là del risultato voglio vedere se i princìpi su cui abbiamo lavorato vengono assimilati e se continuiamo il processo di crescita".
Sarà la sua ultima partita da ct in uno stadio italiano.
"Se devo essere sincero ho provato anche un pizzico di nostalgia nel momento in cui ho lasciato la mia stanza a Coverciano, in cui ho vissuto per due anni. Ho fatto gli onori di casa per due anni e c'è stato un pensiero abbastanza intenso da parte mia su questo aspetto. Sono una persona che si affeziona alle situazioni: anche se cambio, una parte di me rimane sempre nel posto dove sono stato. La Nazionale manca a Verona dall'89, sarà una bella serata".
Sente di dover ringraziare la Nazionale che l'ha proiettata al Chelsea?
"Il percorso con la Nazionale mi ha completato a livello anche calcistico, perché ho dovuto imparare a ottimizzare anche i mezzi secondi per trasferire la mia idea ai calciatori. Riuscire in nove giorni a trasmettere degli input non è facile, le nazionali sono sempre selezioni e io invece ho voluto creare una squadra. Sento di dire grazie all'Italia come a tutte le squadre di club in cui sono stato. Mi si può rimproverare tutto ma non che io non lavori o non cerchi di ottenere il massimo. A volte lo ottengo, a volte no. Mi auguro che questa volta ci possa riuscire e che possiamo rendere orgogliosi i nostri tifosi".