Italia, Conte si aggrappa alla difesa. Thiago Motta e attacco le note dolenti
di FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
Per il momento il punto di forza della Nazionale è la retroguardia, l'altra buona notizia arriva da De Rossi, considerato in bilico fino a due settimane fa e invece tornato leader
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ROMA - Prima di partire per un lungo viaggio, l'Italia ha fatto il pieno di affetto al Bentegodi. Tornava a Verona dopo 27 anni, si è riconciliata con la città che ha risposto con 28mila presenze e il tutto esaurito: si era registrato finora soltanto a Udine, contro la Spagna. La vittoria sulla Finlandia dice poco del reale potenziale degli uomini di Conte, ma conforta se paragonata alle sofferenze che il Belgio, avversario degli azzurri lunedì prossimo a Lione, una settimana fa ha patito in casa proprio contro la nazionale di Backe, acciuffando il pari nel finale. Due anni fa, prima di imbarcarsi per il Brasile, l'Italia di Prandelli incassò un modesto 1-1 a Perugia contro il Lussemburgo e, nel recente passato, l'ultima amichevole prima di un grande torneo ha spesso mostrato più ombre che luci.
COSA VA - Per il momento, il punto di forza della Nazionale è la difesa. Scozia e Finlandia non erano banchi di prova tremendi, ma il blocco juventino non ha concesso proprio nulla: zero tiri in porta agli scozzesi (l'unica conclusione, fuori, di Ritchie, è nata da un disimpegno sbagliato di Bernardeschi), zero tiri in totale alla Finlandia che ha toccato un solo pallone nell'area di Sirigu. Sarà tutto diverso contro il Belgio, soprattutto nell'uno contro uno, ma gli uomini più affidabili l'Italia li ha in difesa. E, storicamente, lì ha costruito i suoi successi.
L'altra buona notizia arriva da De Rossi, considerato in bilico fino a due settimane fa e invece tornato leader. Bene contro la Scozia, decisivo contro la Finlandia: con lui in campo nelle vesti di playmaker è un'altra Italia. Sarà la prima manifestazione senza Pirlo dal 2004 a oggi, l'eredità è pesante ma il romanista è l'uomo giusto per raccoglierla.
Conte: "Vittoria che dà fiducia"
Terza nota positiva: Candreva. Sta bene, produce, assiste, segna, contro la Finlandia si è guadagnato il rigore di furbizia, l'ha segnato con freddezza, ha inventato il cross per il raddoppio di De Rossi. L'uomo di punta, in questo momento, per stato di forma, è lui. E poi c'è lo spirito di gruppo: senza primedonne capricciose, questa Nazionale è povera ma umile e determinata, può essere la sua arma vincente.
COSA NON VA - I fischi a Thiago Motta, censurati da Conte che invita all'unità, alimentano un piccolo caso con protagonista l'italo-brasiliano, già nel mirino perché gravato del peso della maglia numero 10. Per il ct sono chiacchiere da bar, per gli azzurri Motta è intoccabile. Di sicuro dovrà tenere un passo diverso per far girare una squadra fondata su reattività e aggressività.
Conte su Thiago Motta: "Critiche ingiuste"
L'attacco continua a stentare, l'involuzione preoccupante di Eder ha messo in discussione le gerarchie. L'energia di Zaza va catalizzata, lui e Immobile non segnano in azzurro da un anno e mezzo. Insigne, capace di andare a segno contro Argentina e Spagna, è costretto a rincorrere pur avendo le caratteristiche adatte per affiancare Pellè, fin qui capocannoniere di Conte con 5 reti. Altro rebus, l'inesperienza di una squadra non giovanissima (età media superiore a 28 anni) ma con otto giocatori alla prima apparizione in un grande torneo. L'incoscienza, beata o dannata, potrà essere un fattore chiave nel cammino verso Parigi.