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Nazionale, Ventura si presenta: "Saremo protagonisti, voglio un'Italia eccitante"

Il nuovo ct esordisce da tecnico dell'Italia: "Vogliamo ritagliarci uno spazio da protagonisti. Emozionarmi? Non ho l'età, ma sono felice e orgoglioso. Ci sono giovani bravi. Importante è non bruciarli. Balotelli? E' a un bivio: ha qualità ma troppo spesso non ha fatto il calciatore". Tavecchio: "Giampiero ha carta bianca"

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FIRENZE - Sorridente, con il completo che fino a poche settimane fa indossava il suo predecessore. Giampiero Ventura debutta da nuovo ct azzurro nella sala stampa di Coverciano, accanto a lui un sorridente Carlo tavecchio, numero uno della Figc e suo principale sponsor. E' proprio Tavecchio a introdurlo: "Iniziamo questa nuova avventura da Coverciano per recuperare il retroterra sportivo di questo centro. Coverciano è e resta la casa della nazonale italiana e degli indirizzi sportivi che la nostra federazione vuole proporre. Si apre una nuova stagione dopo un Europeo importante in cui la nazionale ha recuperato l'immagine. Siamo stati durante il torneo i più seguit in Europa anche sui social. Ringrazio Antonio Conte per quello che ha fatto per noi, ha creato sacrificio e rispetto all'interno della squadra. Ventura è un maestro di calcio: sapevo perfettamente che Conte avrebbe lasciato, l'economia è questa - e con questo dico tutto - e in quest'ottica Ventura è sempre stato il futuro nella mia ottica. Noi siamo lieiti di consegnargli la bandiera, non ci saranno interventi federali, avrà carta bianca. E dal 1 settembre iniziamo a fare sul serio. Gli auguro un felice esordio e un percorso importante".

Nazionale, Tavecchio: "Ventura è un maestro di calcio, ha carta bianca"

VENTURA: "VOGLIAMO ESSERE PROTAGONISTI" - La parola passa poi a Giampiero Ventura: "Sono felice di essere qui ma soprattutto sono orgoglioso di essere stato scelto da una delle nazionali più importanti. Ringrazio il presidente Tavecchio e il direttore Uva. Ringrazio anche Conte, perché mi ha lasciato una squadra. Una squadra con delle conoscenze, con la cultura del lavoro, cose che mi hanno accompagnato nel corso del mio lavoro. Parto leggermente avvantaggiato, perché ho qualche base in più rispetto a quando è partito Antonio. L'Europeo ci ha dato la consapevolezza che attraverso l'unione si possono raggiungere risultati importanti. L'Italia li ha raggiunti e potevano essere anche importantissimi, non fosse stato per i rigori. Possiamo ritagliarci uno spazio da protagonisti. Ho una grande voglia e abbiamo bisogno di tutti. Saremo disponibili nei confronti di tutti. ma abbiamo una grande voglia di essere protagonisti insieme alla squadra. C'è stato un grande riavvicinamento del popolo italiano alla maglia azzurra".
Pensava di essere così emozionato?
"Non ho più l'età per emozionarmi. ma sono felice e orgoglioso. La realtà del nostro campionato è quella che ha detto l'Europeo. Di calciatori che avevano le qualità per poter andare ne sono rimasti a casa pochi. Il problema del calcio italiano è abbastanza evidente. Ai giovani bisogna dare le loro possibilità, ma senza bruciarli. Vale la pena di aspettarli per poi dargli la possibilità di diventare lo zoccolo duro di questa nazionale".
Con che modulo pensa di giocare? E quando pensa di inserire i giovani?
"nel calcio ci sono le annate. Annate in cui uscivano molti dfensori., oggi offre una grande quantità di esterni. Ce ne è quanti ne vuoi: Berardi, El Shaarawy, Bonaventura... Ma la priorità deve essere la qualificazione Mondiale. Fare un'amichevole con la Germania e rischiare 4 giovani rischia di non essere positivo per i ragazzi e non possiamo permettercelo. Bisogna sfruttare questa infornata di qualità, perché alcuni di questi ragazzi hanno qualità".
Immagina un gioco più simile a quello di Prandelli o a quello di Conte?
"Il gioco deve essere fatto in base a cosa vuoi ottenere. Il calcio di Conte ha pagato in un momento particolare nostro. I calciatori che erano in panchina al Mondiale di Lippi erano giocatori di valore straordinario. La panchina di Conte era fatta di giocatori che devono lavorare per diventare importantissimi. Credo si possa migliorare quello che di grande valore è stato fatto. per ottenere qualcosa di importante".

"Orgoglioso di essere qui, grazie a Conte per la squadra che mi ha lasciato"

Il trasferimento di Pellè in Cina inciderà sul suo destino azzurro?
"E' da verificare. Il problema è al 50 per cento la Cina e al 50 per cento lo stipendio importante. Un giocatore dev'essere forte caratterialmente e psicologicamente per avere rabbia e fame dentro anche in queste situazioni. Diamanti quando è andato in Cina nonostante la sua grande qualità poi ha perso la Nazionale. I 23 dell'Europeo hanno dato tanto, io parlerò con ciascuno di loro per una forma di rispetto e correttezza. Poi il calcio va avanti. Da Pellè cercherò di capire se ha un senso ancora la sua chiamata, ero convinto che dopo un Europeo importante avesse imparato molto di più nei dieci minuti successivi al rigore che in tutto il torneo e la sua voglia di rivincita sarebbe stata preziosa, come per Zaza. Ma la Cina è lontana, come dice il titolo di un film, e dovremo capire se ha ancora fame".
Com'è il passaggio da allenatore a selezionatore?
"Esiste la libidine dell'allenatore, voglio prima provare se c'è quella del selezionatore. Sono voglioso e curioso, non vedo l'ora davvero di iniziare. Farò rivedere ai ragazzi le prime due partite dell'Europeo, per evidenziare le cose buone e le cose che si potevano fare meglio. Sono due partite di un mese fa, ma io le ho qui davanti agli occhi. Dobbiamo evolverci, un passo alla volta. Forse direte che sono sotto l'effetto di droghe pesanti, ma nessuno ci vieta di stupire".
All'estero si parla sempre di "catenaccio". l'Italia di Ventura sarà vicina a questa tradizione?
"Ho visto in Francia-Albania, quando l'Albania aveva la palla, che la Francia aveva dieci giocatori dietro la linea della palla. Oggi tutte le squadre sanno difendersi così, c'è stata un'evoluzione nel calcio. Il problema semmai è l'opposto, la capacità di trovare gli spazi davanti anche quando gli avversari difendono con dieci uomini".
Molti si chiedono perché Ventura non sia arrivato prima alla nazionale. Altri le imputano di non avere abbastanza titoli... Ed è vero che guadagnerà di più che al Toro?
"Non guadagno un euro di più, perché la federazione ha rilevato il mio contratto. I titoli? Che significa aver vinto? Perché se parliamo di campionati o coppe, non ne ho. Ma è impossibile vincere se non alleni le cinque squadre più forti del campionato. Se invece vincere significa prendere giocatori di 20 anni e mandarli in nazionale, ai mondiali o far fare plusvalenze alle squadre, queste sono le mie vittorie. E in questo senso, ho un palmares importante".

Nazionale, Ventura: "Quanto guadagno? Non un euro in più rispetto al Torino"

Secondo lei agli ultimi Europei è rimasto a casa qualcuno su cui puntare?
"Difficile. Ci sono stati un sacco di giocatori provati da Conte. Come Berardi, che poi non è andato. E' evidente che non ci sono solo quei 23. Io parto da quelli, ma valuto gli altri. Ci sono gli infortunati: Marchisio e Verratti sono giocatori importanti. Donnarumma può essere importante. Ma questi giovani non hanno l'obbligo di vincere. Hanno l'obbligo di crescere per essere la nazionale vincente di domani".
Darebbe una nuova possibilità a Balotelli? L'età media la preoccupa?
"Barzagli è sicuramente uno importante ma non puoi pensare che lo sia tra 4 anni. Ma il contributo che ti può dare ora è di dare la possibilità agli altri di crescere. A gente come Romagnoli, per esempio. Balotelli? Ha le stesse possibilità degli altri, ma si valuta il professionista. Di Balotelli s'è parlato in tutte le salse, da un punto di vista tecnico è indiscutibile, sotto il profilo del carattere e della professionalità ha spesso lasciato a desiderare. Il fatto stesso che il Liverpool lo abbia lasciato andare lo dice. Ma Balotelli quelle poche o tante volte che ha fatto il calciatore ha dimostrato qualità assolute. Tantissime altre volte che non l'ha fatto. Mario è davanti a un bivio".
Che sensazioni vive e come vedeva l'Italia prima dell'Europeo?
"Estremamente stimolante, eccitante. Non vedo l'ora di iniziare. Sono convinto ci siano i presupposti positivi. Prima dell'Europeo c'era chi diceva "la vedo dura", io ero sicuro ci fossero i presupposti per andare in semifinale. Il Belgio è fatto di grandissimi calciatori, ma tutto era tranne che una squadra. Vale molto di più la compattezza, l'organizzazione. Se poi avete organizzazione e grandi calciatori lo può fare chiunque l'allenatore".
Riaprirà le porte degli allenamenti?
"Anni fa non servivano le porte chiuse perché giocavano tutti nella stessa maniera. Ora serve a coprire prove tattiche, uno studio su palla inattiva, una situazione di gioco. Se avessi la certezza che quello che provo non viene divulgato, le aprirei. Non sapete che dispiacere allenarsi senza avere nessuno attorno. E' una questione di rapporti: a me piacerebbe avere un confronto di calcio".
Lippi?
"C'è un rapporto di amicizia, ma non è colpa di nessuno se lui non c'è. L'obiettivo oggi è il raggiungimento di quello che ci siamo prefissati. Purtroppo per lui c'è stato un problema tecnico che io non posso commentare".
Che nazionale deve essere?
"Me l'hanno già fatta questa domanda. L'Italia di Conte era umile determinata e feroce e vorrei che restasse così. Ma vorrei che fosse anche eccitante. Questa è la caratteristica mia che vorrei darle. Devo provare la libidine del selezionatore".
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