Italia, Ventura e la sfida alla Spagna: ''Contiamo sull'effetto Stadium''
di FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
Il tecnico torna a Torino per la sfida con le Furie Rosse: ''Le volte che sono stato qui ha sempre vinto la squadra di casa...''. Romagnoli pronto al debutto: ''Un rischio? Dicevano così anche quando lanciai Bonucci''
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TORINO - Gian Piero Ventura, che effetto le fa giocare di nuovo in uno Stadium tutto esaurito considerato che in Italia era da tanto che una partita della Nazionale non richiamava così tanti tifosi?
"In generale c'è la gioia di tornare a Torino, una città che rappresenta uno spicchio della mia vita. In particolare, poi, sono felice di giocare in questo stadio perché ogni volta che sono venuto qui ha sempre vinto la squadra di casa, e ho il piacere questa volta di essere da questa parte...".
Ha deciso la formazione?
"La solita, quella che vi aspettate".
Ventura: "Lo Stadium? Per una volta dalla mia parte..."
Vuol dire che debutta Romagnoli, all'esordio in una partita così importante.
"Se dovesse giocare, semplicemente sarebbe uno dei piccoli passi verso il futuro di un giocatore giovane di grandissima prospettiva e di grande qualità. Se giocherà avrà l'opportunità di dimostrare tutto questo".
Non è un azzardo, in una partita così importante e in un modulo diverso da quello in cui gioca nel Milan?
"E' la stessa cosa che mi hanno detto quando ho fatto giocare Bonucci e Ranocchia giovanissimi a San Siro, era un azzardo ma la partita andò bene e loro iniziarono un percorso importante. Mi auguro sia di buon auspicio per Romagnoli". In tre giorni cosa ha preparato?
"Due giorni e mezzo. Sono pochi. Ma ho la fortuna di aver trovato un gruppo di giocatori di qualità importanti, non solo tecniche ma anche morali, di partecipazione e disponibilità. Quanto di buono siamo riusciti a fare lo vedremo domani sera".
Ventura: "La Spagna si batte con la testa"
Lopetegui sostiene che la sua nazionale ha sofferto le squadre che giocano con la difesa a tre, come l'Italia, e ha studiato molto per rimediare.
"Vedendo la Spagna nelle ultime due gare ho avuto la sensazione che abbia fatto un passo avanti tattico. Non mi preoccupa questo in sé, mi preoccupa la Spagna in quanto tale, perché ha qualità assolute nei singoli e perché ho visto una differenza di testa, nella spensieratezza e nell'entusiasmo con cui fanno le cose, abbinate alle doti tecniche. Certe volte il problema non è quanto studi ma cosa fai e come. Se studi tanto ma fai le cose male è un conto, se studi poco ma produci tanto puoi controbattere. Quello che siamo, dico io, è figlio di quello che vogliamo fare".
Pensa che battere la Spagna, qui allo Stadium, possa aiutarla a liberarsi del fantasma di Conte e dei continui raffronti col recente passato?
"Dico che vorrei, me lo auguro, ma non ne sono sicuro. Dovesse andare in modo positivo, anche estremamente positivo, ci sarebbe comunque qualche rimasuglio, ormai ci sono abituato. Ma non è questo il problema. Mi interessa la prestazione, capire con quale rabbia, umiltà, fame, desiderio di essere protagonisti, affronteremo la partita. E' vero che questa è Italia-Spagna ed incide sul Mondiale, ma la qualificazione si deciderà fra un anno e mezzo, non è una gara drammaticamente decisiva".
Ventura: "Romagnoli ha grandi prospettive"
Come si batte la Spagna?
"Con l'approccio e le conoscenze giuste. La Spagna non la metti in difficoltà solo con la corsa, ma con la capacità di leggere la partita e di proporsi. Sicuramente la condizione atletica è migliore rispetto a un mese fa, quando eravamo reduci da appena due giornate di campionato. Oggi abbiamo sei o sette partite nelle gambe, è un passo avanti rispetto alle gare contro Israele e Francia".