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Nazionale, Verratti tra azzurro e mercato: "Cento milioni per me? Nessuno li vale"

Il centrocampista parla della formazione giovane di Ventura ("si respirano serenità, spensieratezza e voglia di divertirsi"), della sua volontà di restare al Psg e respinge cifre folli che circolano sul suo conto: "Oltretutto  diventano anche una responsabilità per i giocatori così valutati"

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FIRENZE - E' al centro del mercato, puntualmente, ogni volta che ci si avvicina alla nuova sessione, invernale o estiva che sia. Ma Verratti, il calciatore italiano più quotato a livello internazionale, spiega che stavolta non se ne parla, anzi non se ne deve parlare: né Chelsea, né Juventus, lui a gennaio resterà a Parigi, malgrado sappia che probabilmente anche per questa stagione il Psg non potrà vincere la Champions. "Sono un tipo sincero e lo sarò sempre. Penso che ci siano squadre più forti di noi. La società ha varato un progetto quinquennale per vincere la Champions, però credo che Barcellona, Real e Bayern siano più forti di noi, mi dispiace dirlo. Però io non ho intenzione di andare via. Mi chiedono perché non penso al Real e io rispondo che ci sono anche altre cose. Mi sento parte di un progetto e sento ancora più responsabilità, perché in questi anni sono uno tra i pochi rimasti dall'inizio del progetto. Io voglio costruire qualcosa. Il club ha fiducia in me e io ho fiducia nel club". E' un segno di consapevolezza del ruolo di leader, che Verratti del resto ha ormai acquisito anche in Nazionale. "Non sono più un giovane, a 24 anni. Questa è un'Italia giovane, dove si respirano serenità, spensieratezza e voglia di divertirsi: tutte cose che devono esserci, nel calcio. Guardando i più giovani, io mi sento ancora più "vecchio" e mi responsabilizzo di più". La goleada col Liechtenstein non gli sembra affatto scontata: "Nel calcio le partite scontate non esistono. Ma questa è di sicuro una partita molto importante anche per me, cercherò di dare il massimo".

Verratti: "Nessuno vale 100 milioni"

Messo spesso in discussione tatticamente in Nazionale, all'estero viene invece considerato uno tra i talenti più cristallini del calcio mondiale: "Ma la spiegazione è semplice. Credo che il problema sia che in Nazionale c'è poco tempo per le prove tattiche, non è semplice studiarle ogni volta. Io ho giocato in tutti i ruoli del centrocampo, sono pronto a qualsiasi modulo". La sua valutazione di mercato lo fa sorridere e anche un po' indignare. "Penso che 100 milioni non li dovrebbe valere nessun giocatore: è una cifra spropositata, mi sento di dirlo, io che sono partito dal nulla. Oltretutto queste cifre diventano anche una responsabilità per i giocatori così valutati, dai quali ci si aspetta che risolvano le partite da soli. Io non mi sento di valere 100 milioni e comunque non mi va di parlare di mercato, sto bene a Parigi".

Verratti sul mercato: "Sto bene al PSG"

Quando tornerà Marchisio, in teoria, la Nazionale potrebbe avere nel terzetto Marchisio-De Rossi-Verratti un centrocampo tra i più forti al mondo. Ma il 4-2-4, modulo per il quale sembra avere optato ventura, prevede l'esclusione di uno dei tre. "Siamo forti, ma anche altre nazionali hanno un centrocampo forte. Giocare con Marchisio e De Rossi, grandi calciatori, è un piacere, ma quando uno viene in Nazionale si mette a disposizione della squadra: il calcio è un gioco collettivo": Che questa possa essere la stagione della consacrazione Verratti lo pensa fino a un certo punto: "Ogni stagione può essere quella magica, ma io questo obiettivo me lo ponevo già a 21 anni e una risposta penso di averla data: in fondo gioco in Champions da tre anni. Piuttosto, credo di dovere dare qualcosa in più alla Nazionale. Sono stato sfortunato ad avere saltato l'Europeo per infortunio: devo recuperare quello che ho perso".

Verratti: "Ventura tra i migliori tecnici"

E' una Nazionale ringiovanita: la squadra della rivoluzione? "Forse sì. Sono stati convocati molti giovani nuovi, il processo è stato accelerato dagli infortuni. In queste due partite, molto importanti, dovremo essere all'altezza delle attese. Occhio, però,  in Liechtenstein non sarà una passeggiata". Il rischio di dovere passare dai play-off, per arrivare al Mondiale russo, è concreto: l'unico modo per evitarlo sembra la vittoria in casa della Spagna, il 2 settembre 2017. "Ho imparato che nel calcio non serve pensare così a lungo termine. Si procede partita per partita, cominciamo col vincere a Vaduz. Detto questo, vogliamo vincere il girone e fino a quando avremo la possibilità di farlo, ci proveremo".

Verratti: "Con De Rossi mi trovo bene"

Anche con una vittoria in Spagna, dunque, dice il nuovo leader, che rivela l'eccellente rapporto con Ventura: "Ho sempre avuto un grande rapporto con tutti i miei allenatori: mi sento ancora con Blanc e Ancelotti. Ventura all'inizio, con poco tempo a disposizione, si era affidato ovviamente alla tattica di Conte. Ma ci sta mettendo molto di suo. E' uno tra i migliori che io abbia mai avuto, dal punto di vista tattico: prepara benissimo le partite, per me lui è stato una bella sorpresa, perché non lo conoscevo". Il futuro da capitano del Psg, infine, è una possibilità. "Ho imparato che nel calcio bisogna sapersi godere il momento, senza esaltarsi, né deprimersi. Certo, però, non sarebbe una brutta cosa diventare il capitano di una tra le prime 4-5 squadre di club d'Europa".
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