ROMA - La Nazionale va in letargo portandosi dietro una serie di buoni propositi, i segnali incoraggianti della meglio gioventù azzurra e due ossessioni. La prima si chiama Spagna, la partita del 2 settembre 2017 è già uno spareggio, da vincere per andare ai Mondiali senza passare dai play-off: Ventura ha chiesto pertanto di rivedere le date del prossimo campionato, incassando il prevedibile sostegno di Tavecchio e l'altrettanto scontata chiusura della Lega. La seconda, più piccola e ravvicinata, è l'Albania di De Biasi, che attende gli azzurri il 24 marzo. Ecco: per giocarsi davvero il primato a settembre, bisognerà prima superare il delicato passaggio di primavera, che gli azzurri affronteranno di venerdì, avendo a disposizione solo quattro giorni di lavoro a Coverciano. In una partita fondamentale, è possibile che la Nazionale scelga di giocare a Palermo, in uno stadio portafortuna, solitamente pieno e caloroso nei confronti degli azzurri, che invece contro l'Albania due anni fa in amichevole a Genova si ritrovarono a vivere 90 minuti fuori casa.
Le ultime due uscite hanno consegnato a Ventura un paio di certezze: che la strada del rinnovamento appena imboccata è quella giusta, ma anche che la via per il Mondiale sarà dannatamente complicata. In una difesa priva di Barzagli e Chiellini, il doppio impegno con Liechtenstein e Germania ha certificato l'idoneità di Romagnoli, al netto del problemino patito a Milano che può fargli saltare il derby, e l'affidabilità di Rugani, che pure, causa infortunio, aveva giocato poco nella Juventus. L'altra certezza, non piccola, è Belotti, bravissimo a sfruttare la chance e a infilarsi nel vuoto lasciato da Pellè, protagonista dell'insubordinazione contro la Spagna. Giocatore completo, il centravanti del Toro non è più il giocatore acerbo che deluse, parzialmente, all'Europeo U21 in Repubblica Ceca, quello che l'Italia poteva vincere invece di uscire mestamente al primo turno.
Contro la Germania, Ventura ha ritrovato anche De Rossi, che a 33 anni aveva rischiato di non andare all'Europeo con Conte e invece ha giocato ieri una partita stellare contro i tedeschi, peraltro a tre giorni di distanza dall'impegno in Liechtenstein. Proprio la sua tenuta è un elemento confortante, che lo restituisce al ruolo di anziano leader di questo gruppo di nuove proposte. Restano i dubbi, dal rebus Verratti, escluso contro Spagna e Germania, alle difficoltà incontrate nel costruire azioni da gol contro avversarie più importanti, fino al modulo: Ventura ne ha provati tre finora, passando dal 3-5-2 al 4-2-4 al 3-4-3. E poi la classifica, spietata: la prospettiva è di giocare i play-off da secondi esattamente fra un anno, a vent'anni di distanza dagli spareggi vinti contro la Russia, quando il giovane Buffon debuttava sotto la neve.
Lunedì e martedì Ventura dirigerà a Coverciano il primo stage, con gli under 23, per costruire quella Nazionale sperimentale che dovrebbe fornire un momento di passaggio e di maturazione in azzurro per i giovani migliori del campionato. Convocabili, in base agli accordi con la Lega, solo i giocatori non impegnati delle coppe. Oltre a Izzo, Cataldi, Lapadula e Gagliardini, chiamata probabile per Benassi, già eletto da Conte, e Barreca del Toro, Masina del Bologna, Caldara e Andrea Conti dell'Atalanta. Ventura avrebbe voluto Verdi in Nazionale A e Di Francesco allo stage, ma entrambi i giovani talenti del Bologna sono fuori per infortunio. Sperano anche alcuni emergenti della B, come Somma (Brescia), Ciciretti (Benevento), Cerri (Spal), oltre ai portieri dell'U21 Cragno e Gollini.
Le ultime due uscite hanno consegnato a Ventura un paio di certezze: che la strada del rinnovamento appena imboccata è quella giusta, ma anche che la via per il Mondiale sarà dannatamente complicata. In una difesa priva di Barzagli e Chiellini, il doppio impegno con Liechtenstein e Germania ha certificato l'idoneità di Romagnoli, al netto del problemino patito a Milano che può fargli saltare il derby, e l'affidabilità di Rugani, che pure, causa infortunio, aveva giocato poco nella Juventus. L'altra certezza, non piccola, è Belotti, bravissimo a sfruttare la chance e a infilarsi nel vuoto lasciato da Pellè, protagonista dell'insubordinazione contro la Spagna. Giocatore completo, il centravanti del Toro non è più il giocatore acerbo che deluse, parzialmente, all'Europeo U21 in Repubblica Ceca, quello che l'Italia poteva vincere invece di uscire mestamente al primo turno.
Contro la Germania, Ventura ha ritrovato anche De Rossi, che a 33 anni aveva rischiato di non andare all'Europeo con Conte e invece ha giocato ieri una partita stellare contro i tedeschi, peraltro a tre giorni di distanza dall'impegno in Liechtenstein. Proprio la sua tenuta è un elemento confortante, che lo restituisce al ruolo di anziano leader di questo gruppo di nuove proposte. Restano i dubbi, dal rebus Verratti, escluso contro Spagna e Germania, alle difficoltà incontrate nel costruire azioni da gol contro avversarie più importanti, fino al modulo: Ventura ne ha provati tre finora, passando dal 3-5-2 al 4-2-4 al 3-4-3. E poi la classifica, spietata: la prospettiva è di giocare i play-off da secondi esattamente fra un anno, a vent'anni di distanza dagli spareggi vinti contro la Russia, quando il giovane Buffon debuttava sotto la neve.
Lunedì e martedì Ventura dirigerà a Coverciano il primo stage, con gli under 23, per costruire quella Nazionale sperimentale che dovrebbe fornire un momento di passaggio e di maturazione in azzurro per i giovani migliori del campionato. Convocabili, in base agli accordi con la Lega, solo i giocatori non impegnati delle coppe. Oltre a Izzo, Cataldi, Lapadula e Gagliardini, chiamata probabile per Benassi, già eletto da Conte, e Barreca del Toro, Masina del Bologna, Caldara e Andrea Conti dell'Atalanta. Ventura avrebbe voluto Verdi in Nazionale A e Di Francesco allo stage, ma entrambi i giovani talenti del Bologna sono fuori per infortunio. Sperano anche alcuni emergenti della B, come Somma (Brescia), Ciciretti (Benevento), Cerri (Spal), oltre ai portieri dell'U21 Cragno e Gollini.