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Italia-Uruguay 3-0, azzurri concreti e vincenti

(ap)
Test superato per gli uomini di Ventura contro la Celeste. Nel primo tempo autorete di Gimenez, nella ripresa Eder e De Rossi (rigore) completano l'opera
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NIZZA - La rivincita sfiatata è arrivata in una notte sgonfia come i palloni, cambiati due volte all'Allianz Riviera di Nizza. Non vale per riprendersi il Mondiale perduto in Brasile ma almeno per guadagnare fiducia e punti nel ranking. In amichevole l'Italia ha battuto agilmente l'Uruguay, decapitato delle sue stelle (Cavani era a Ischia, in più mancavano Suarez, Rodriguez e il killer di Natal, Godin) e lontano parente della squadra che eliminò gli azzurri di Prandelli dalla coppa del mondo, tre anni fa. Il 3-0 finale tuttavia non è messaggero sincero di una partita giocata a ritmi troppo bassi per cavarne iniezioni di entusiasmo, tanto più che lo scarto si è ingrossato solo nel finale. Prima, l'Italia ha gestito comodamente un golletto, anzi, un gollonzo dello sciagurato Gimenez nella porta sbagliata. Presto in vantaggio, la squadra di Ventura ha avuto costantemente il possesso ma ha giocato sempre per linee orizzontali, trovando una serata opaca di Belotti e Immobile, i gemelli del gol che hanno fin qui tenuto viva la speranza di andare al Mondiale di Russia direttamente dalla porta principale. Però la vittoria sfata il tabù tutto italiano con le sudamericane, in attesa, domenica a Udine, di battere con tanti gol con il Liechtenstein nelle qualificazioni. 

Ventura ha schierato tre juventini reduci da Cardiff, Barzagli, Bonucci e Marchisio. Il centrocampista tornava in azzurro dopo oltre un anno e mezzo, l'ultima apparizione era stata a novembre 2015 contro la Romania, ma la sua partita è stata breve e jellata: ammonito dopo quattro minuti, uscito dopo appena diciotto per un risentimento agli adduttori (al suo posto, Montolivo). Il centrocampista farà rientro direttamente da Nizza a Torino per sottoporsi agli accertamenti del caso. Al suo posto Ventura ha chiamato Roberto Gagliardini, che ha lasciato il ritiro della Nazionale Under 21.

Senza Buffon, con Donnarumma tra i pali e De Rossi a indossare la fascia, il ct ha proposto il suo 4-2-4 mascherato, con Insigne e Candreva esterni offensivi, Darmian e Spinazzola (positiva la sua prova) terzini armati, Belotti e Immobile di punta. Tabarez, privo dei big, si è sistemato in un 4-1-4-1 parecchio accorto, con Vecino regista arretrato e Roland unica punta vera.
  L'Italia ha trovato il vantaggio al primo affondo ed è stato un regalo di José Gimenez: Belotti aveva stoppato un invito lungo di Insigne, il difensore dell'Atletico Madrid si è inserito e ha infilato Muslera con un tiro involontario e imparabile. Il gol non ha tuttavia spianato la strada agli azzurri, capaci di avere sempre il possesso ma di tradurlo meno spesso in segnali di pericolo per la Celeste. Muslera, vecchia conoscenza, si è superato su un gran destro di Insigne ed è uscito in maniera spericolata e provvidenziale su Belotti. Prima dell'intervallo, Immobile ha prima invocato invano un rigore per atterramento da parte di Coates, poi si è fatto soffiare la palla del raddoppio da Vecino, rientrato provvidenzialmente in area piccola. Ci ha provato pure Candreva, con un destro alto. 

Nella ripresa Tabarez ha osato un po' di più, inserendo Stuani per Sanchez, mentre fra gli azzurri Eder ha rilevato Belotti. Non è successo praticamente nulla: palla per linee orizzontali, ritmi tremendamente bassi, qualche fischio dagli spalti, dove c'erano comunque 16502 paganti. L'Italia ha accelerato solo alla mezzora: una percussione di Spinazzola per il colpo di testa di Eder che ha dato l'illusione ottica del gol, e una folata di El Shaarawy, entrato per Insigne, che ha rubato palla a Maxi Pereira e costretto Muslera a superarsi. Il punteggio si è allargato negli ultimi minuti. A 8' dalla fine Gabbiadini ha sfruttato un'uscita sbagliata del portiere uruguaiano, forse l'unico errore della serata, e ha partorito il tiro cross su cui Eder è stato bravo in equilibrio precario a trovare il tap-in. Gol contestato ma convalidato dalla Var: l'arbitro Turpin ha rassicurato i giocatori della Celeste, ha aspettato conferma nell'auricolare e poi indicato il centrocampo. Non serviva la tecnologia, invece, per confermare il fallo di Gimenez, ancora lui, su El Shaarawy a tempo scaduto: il rigore è servito a Daniele De Rossi per superare nella stessa sera Dino Zoff per presenze azzurre (113, ora) e Paolo Rossi per gol segnati (21). Solo ieri il centrocampista della Roma aveva paventato l'addio alla Nazionale nel 2018. Per ora, l'Italia è tutta sua. 
 
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