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Nazionale, Immobile: "Liechtenstein? Dobbiamo segnare tanti gol"

L'attaccante azzurro sulla differenza reti con la Spagna: "'All'andata ci siamo fermati, dopo i 4 gol in mezz'ora, sappiamo che dobbiamo farne tanti e ci proveremo". Poi sulla Lazio: "Stagione da 10 se avessimo vinto la Coppa Italia"

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FIRENZE - Immobile, è possibile sperare che domenica la Macedonia blocchi la Spagna, mentre l'Italia batterà il Liechtenstein a Udine?
"Tutto è possibile nel calcio. Speriamo che la Spagna perda punti, sarei ipocrita a dire il contrario. La cosa certa è che la Macedonia, soprattutto in casa, è un'avversaria difficile. Noi ne sappiamo qualcosa: fino a 20' dalla fine stavamo perdendo".

Poi lei segnò i due gol della vittoria: col Liechtenstein ne servono molti di più.
"Dobbiamo segnarne il maggior numero possibile, giocheremo certamente una partita d'attacco".

Il 4-2-4 offensivo, che avete provato con l'Uruguay e che riproporrete a Udine, può essere utilizzato anche il 2 settembre a Madrid oppure con la Spagna  serve un sistema più prudente? 
"Sul modulo lavoriamo partita dopo partita, si sceglie a seconda dell'avversario: sicuramente con la Spagna faremo una partita diversa dall'andata a Torino".

La differenza reti è un modo per stare davanti alla Spagna nella classifica finale del girone, se dalla partita di Madrid uscirà un pareggio.
"Col Liechtenstein il mister ci ha chiesto innanzitutto di vincere. E' vero però che all'andata ci siamo fermati, dopo i 4 gol in mezz'ora. Sappiamo che dobbiamo segnarne tanti e ci proveremo".

Vede il suo partner d'attacco Belotti condizionato dal fatto di essere l'uomo mercato?
"Sta vivendo serenamente il mercato: forse è anche aiutato dal fatto che i suoi pensieri extracalcistici vanno al matrimonio".

E' l'ultima partita di una lunga stagione: può esserci un problema di energie in riserva?
"La pressione in Nazionale ci deve sempre essere, sappiamo che la qualificazione è importantissima e a fine anno dobbiamo trovare dentro di noi le energie per affrontare il finale di stagione nel migliore dei modi. I primi nove mesi di questo nuovo ciclo sono andati bene, anche con l'innesto dei giovani".

Credete veramente nella differenza reti o sommergere di gol il Liechtenstein è solo una speranza vaga, col rischio di farsi prendere dall'angoscia, se non segnerete subito?
"Il meccanismo psicologico, in una partita dove sei così favorito, può diventare simile a quello che scatta nell'attaccante che non segna da un po' di partite. Però siamo professionisti, lavoriamo al massimo tutti i giorni, noi cerchiamo sempre di fare gol. Fare tanti gol al Liechtenstein non è impossibile, ma difficile: perciò bisogna crederci".

Si sente in vantaggio sulla concorrenza per il Mondiale, visto che il gruppo di attaccanti di Ventura è sempre guidato da lei e da Belotti?
"Quale sarà il gruppo di attaccanti per il Mondiale lo potrà dire soltanto la meritocrazia, che è il criterio sempre usato dal ct".

E' un riflesso dell'inconscio il pensiero fisso sulla Spagna?
"Noi per ora stiamo lavorando su Uruguay e Liechtenstein, rimaniamo sereni. Di sicuro proveremo a qualificarci direttamente, senza passare dagli spareggi".

Come giudica il mercato che sta facendo la Lazio?
"Non me ne preoccupo: Tare e Lotito hanno sempre lavorato bene. La stagione appena finita sarebbe stata da 10, se avessimo vinto la Coppa Italia".

La Nazionale sta cambiando pelle?   
"Io mi sento in dovere di trascinare i giovani che stanno entrando in squadra. I risultati delle under sono indicativi. A Donnarumma ho detto che ha fatto bene a rispondere alla chiamata di Di Biagio: io ho giocato nell'Under 21 e mi è stato molto utile, anche per crescere".

Può indicare tre motivi per credere nella vittoria di settembre in Spagna?
"Crepe nella Spagna non so se ce ne siano, però i tre motivi per sperare li vedo. L'Italia nelle partite che contano sa unirsi e ottenere risultati importanti. Ha consapevolezza della propria forza. E non avrà niente da perdere, se sarà obbligata a vincere. A Madrid serve la partita perfetta".

Ventura dice che questa Nazionale sarà la favorita dell'Europeo 2020: è il segno che ai Mondiali invece, dopo le due pessime esperienze del 2010 e del 2014, non può più vincere?
"Il mister si riferisce al fatto che il percorso di questo gruppo è già molto importante, ma che ci vuole ancora un po' di tempo perché raggiunga il massimo. Il che non vuol dire che in un Mondiale, dove si affrontano avversarie come Brasile e Argentina, l'Italia non possa già essere molto competitiva".

La finale persa dalla Juventus a Cardiff col Real Madrid vi ha tolto un po' di sicurezza per la sfida del 2 settembre?
"No. Qui a Coverciano abbiamo seguito bene quella partita e poi ne abbiamo parlato con i nostri compagni della Juve. E' stata equilibrata, nel primo tempo la Juventus avrebbe meritato di essere in vantaggio. Forse noi italiani dobbiamo migliorare nell'aspetto mentale. Gli altri mantengono la calma, qualunque cosa succeda in partita. A noi invece, se subiamo un tiro in porta, sembra che sia successo chissà che cosa"

 
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