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Europeo Under21, Di Biagio: "Abbiamo grandi valori, con la Germania possiamo farcela"

Luigi Di Biagio, 46 anni. (lapresse)
Il ct degli azzurrini carica i suoi in vista del delicatissimo match contro i tedeschi: "Voglio più cattiveria, voglia e determinazione. Ripartiamo subito, non dovremmo mollare fino al 90'". Bernardeschi: "E' scattato qualcosa, dobbiamo provarci"
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CRACOVIA  - "L'obiettivo domani è vincere e dovremo approcciarci con più cattiveria, voglia e determinazione rispetto alla precedente partita. Il resto lo vedremo nel corso del match". Gigi Di Biagio dopo il passo falso contro la Repubblica Ceca, si gioca tutto contro la Germania. "Servirà più incisività e soprattutto conterà vincere - insiste Di Biagio - I ragazzi erano amareggiati dopo la partita con la Repubblica Ceca ma abbiamo cercato di ripartire subito. La squadra ha tanta voglia di scendere in campo domani e fare bene. Nel calcio non bisogna mai mollare fino al 90' - prova a essere ottimista Di Biagio - Dobbiamo continuare a pensare che siamo una buonissima squadra con grandi valori. Siamo nelle condizioni di potere giocare in tanti modi diversi, l'unica cosa è trovare l'equilibrio giusto perché di fronte abbiamo una grande squadra". Poi la replica a muso duro alle critiche: "Forse vi abbiamo abituati troppo bene, con 10-15 occasioni da gol a partita. Per me con la Repubblica Ceca non è stata una brutta prestazione, è stata anzi migliore della prima contro la Danimarca. Pensiamo a giocare in un certo modo, con più cattiveria, possiamo passare anche con un gol al 90', il calcio è pieno di storie così e io ne ho vissute tante. Il mio futuro? Se mi interessassero i contratti, avrei accettato il rinnovo che la federazione mi ha proposto prima di partire". 

Per trovare una luce e dare un senso a Italia-Germania si può guardare in faccia Federico Bernardeschi. "È scattato qualcosa, dobbiamo provarci", promette il numero 10 della Fiorentina e della piccola Italia. L'Under 21 è all'ultimo valzer, ma può decidere se prolungarlo oltre il primo turno o salutare, mestamente e in anticipo, l'Europa, una volta di più. Per andare in semifinale deve battere i tedeschi almeno 3-1 o sperare che la Repubblica Ceca non superi la Danimarca. Il gioco d'incastri delle combinazioni esclude che gli azzurrini possano passare da migliore seconda: o vincono il gruppo o vanno a casa. Contro una squadra che ha sempre vinto nelle gare ufficiali, e in quest'Europeo ancora non preso gol, serve un'impresa di quelle memorabili. Bernardeschi e i senatori ci credono: "Abbiamo sbagliato una partita, ce ne siamo resi conto, abbiamo picchiato la faccia sul muro. Adesso siamo qui per ripartire forte, vogliamo passare il turno: se c'è una qualità che ha questa squadra è il cuore, non so quante nazionali possano dire lo stesso. Getteremo il cuore oltre l'ostacolo, a testa alta. Questa maglia è speciale, non c'è niente di più importante, e se la indossi diventi speciale anche tu. Non è vero che siamo distratti dal mercato, non c'è nient'altro a cui pensiamo in questo momento". Biraschi ha la febbre, Chiesa non si è allenato, Caldara è ancora in dubbio.

La situazione nel gruppo C è la più complessa: Repubblica Ceca, Germania e Italia sono tutte in corsa, e tutte a rischio eliminazione. La Repubblica Ceca affronta la Danimarca, già eliminata, e deve vincere segnando tanti gol per puntare a passare come migliore seconda (può vincere il gruppo solo col 2-0 dell'Italia). Alla Germania basta un punto contro gli azzurri, può permettersi anche di perdere con un gol di scarto, resterebbe comunque prima nel girone. L'Italia si è complicata la vita contro i cechi: la via più semplice per qualificarsi, semplice nei calcoli e non sul campo, è vincere 3-1. In caso di tre squadre appaiate a 6 punti, tutte avrebbero una vittoria e una sconfitta in classifica avulsa, con la stessa differenza reti (0), ma l'Italia con 4 gol segnati e 4 subiti sarebbe prima nel girone. La via alternativa è vincere con qualsiasi scarto e sperare che i danesi, gli eredi di quelli che fecero il biscotto nel 2004 ai danni del Trap, stavolta diano una mano gli azzurrini.
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