ROMA - Marcos Senna, eroe dell'Europeo 2008: il grande ciclo della Spagna cominciò con lei in campo come fulcro del famoso centrocampo a Vienna, la sera della vittoria ai rigori contro l'Italia.
"E' vero, fu l'inizio di tutto. La Spagna si fermava sempre ai quarti di finale, era il nostro complesso. E l'Italia era Campione del Mondo. Lì capimmo che anche noi potevamo vincere e non ci siamo più fermati: due Europei e un Mondiale".
Il ciclo è finito al Mondiale 2014 e il complesso d'inferiorità dell'Italia a Euro 2016?
"La Spagna non è finita affatto. E' in pieno ricambio generazionale, ma i veterani sono ancora forti e i ricambi all'altezza. Asensio e Isco sono talenti puri: giocatori già pronti, di altissimo livello. Quanto all'Italia, non ha mai avuto complessi verso nessuno e ha giovani per un bel presente e un bel futuro".
Il migliore?
"Mi incanta Verratti. Ha fantasia, forza, corsa: mi conquista. Dovremo fare molta attenzione a lui".
Ma l'Italia deve vincere e a centrocampo è più forte la Spagna.
"Non è la prima volta che l'Italia si trova in una situazione difficile, ne è sempre uscita. Per il Mondiale ci sono anche i play-off. Certo, il centrocampo è sempre stato il nostro punto di forza: Iniesta, Xavi e Busquets hanno fatto la storia".
Tutto partì da lei, oriundo brasiliano.
"A Euro 2008 qualcuno mi giudicò migliore di Xavi. Esperienza incancellabile, sono orgoglioso di essere stato parte di una grande squadra: ha cambiato la mia vita per sempre. Non ho avuto una carriera facile, mi sono rotto per quattro volte le ginocchia. Lo ricordo al vostro Pepito Rossi".
Tornerà?
"Ne sono sicuro. Io ora faccio il dirigente del Villarreal, dove ho giocato per 11 stagioni e dove ho conosciuto un vero amico. Pepito sta lottando e io lo incoraggio spesso: se ci sono riuscito io, puoi farcela anche tu".
Lei fu il primo brasiliano a un Mondiale con la nazionale spagnola: l'Italia da anni ha sdoganato gli oriundi, come Eder.
"È un'opportunità, per chi non ha l'occasione nel proprio paese d'origine. Giochi in un'altra nazionale e a poco a poco t'identifichi, ti senti orgoglioso della maglia. Anche Diego Costa tornerà a giocare nella Roja, appena troverà un club".
La guerra Real-Barça e i fischi a Piqué?
"Niente fischi domani, tutti uniti per la Selecciòn. E' un bellissimo segnale la convocazione di Villa, sfata i tabù dell'età e del campionato periferico. Io ho finito la carriera ai Cosmos, negli Usa il calcio è vero. Magari Villa entra e vi fa due gol".
Pronostico?
"Spagna-Italia sarà sempre equilibrata, ma dico 2-1 per noi. Tanto poi ci rivedremo in Russia".
"E' vero, fu l'inizio di tutto. La Spagna si fermava sempre ai quarti di finale, era il nostro complesso. E l'Italia era Campione del Mondo. Lì capimmo che anche noi potevamo vincere e non ci siamo più fermati: due Europei e un Mondiale".
Il ciclo è finito al Mondiale 2014 e il complesso d'inferiorità dell'Italia a Euro 2016?
"La Spagna non è finita affatto. E' in pieno ricambio generazionale, ma i veterani sono ancora forti e i ricambi all'altezza. Asensio e Isco sono talenti puri: giocatori già pronti, di altissimo livello. Quanto all'Italia, non ha mai avuto complessi verso nessuno e ha giovani per un bel presente e un bel futuro".
Il migliore?
"Mi incanta Verratti. Ha fantasia, forza, corsa: mi conquista. Dovremo fare molta attenzione a lui".
Ma l'Italia deve vincere e a centrocampo è più forte la Spagna.
"Non è la prima volta che l'Italia si trova in una situazione difficile, ne è sempre uscita. Per il Mondiale ci sono anche i play-off. Certo, il centrocampo è sempre stato il nostro punto di forza: Iniesta, Xavi e Busquets hanno fatto la storia".
Tutto partì da lei, oriundo brasiliano.
"A Euro 2008 qualcuno mi giudicò migliore di Xavi. Esperienza incancellabile, sono orgoglioso di essere stato parte di una grande squadra: ha cambiato la mia vita per sempre. Non ho avuto una carriera facile, mi sono rotto per quattro volte le ginocchia. Lo ricordo al vostro Pepito Rossi".
Tornerà?
"Ne sono sicuro. Io ora faccio il dirigente del Villarreal, dove ho giocato per 11 stagioni e dove ho conosciuto un vero amico. Pepito sta lottando e io lo incoraggio spesso: se ci sono riuscito io, puoi farcela anche tu".
Lei fu il primo brasiliano a un Mondiale con la nazionale spagnola: l'Italia da anni ha sdoganato gli oriundi, come Eder.
"È un'opportunità, per chi non ha l'occasione nel proprio paese d'origine. Giochi in un'altra nazionale e a poco a poco t'identifichi, ti senti orgoglioso della maglia. Anche Diego Costa tornerà a giocare nella Roja, appena troverà un club".
La guerra Real-Barça e i fischi a Piqué?
"Niente fischi domani, tutti uniti per la Selecciòn. E' un bellissimo segnale la convocazione di Villa, sfata i tabù dell'età e del campionato periferico. Io ho finito la carriera ai Cosmos, negli Usa il calcio è vero. Magari Villa entra e vi fa due gol".
Pronostico?
"Spagna-Italia sarà sempre equilibrata, ma dico 2-1 per noi. Tanto poi ci rivedremo in Russia".