Il calcio non vuole il commissario, pronto il ricorso al Tar. Malagò: ''Potremmo anche aspettare''
di FULVIO BIANCHI
Giovanni Malagò (agf)
Si va verso lo scontro con Malagò. Mercoledì la Giunta Coni dovrebbe decidere a chi affidare il compito di prendere in mano la Figc dopo le dimissioni di Tavecchio. Ma leghe e presidenti fanno fronte comune minacciando le vie legali. Assemblea Lega di A diventata elettiva
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ROMA - Dal Tav (Tavecchio) al Tar (del Lazio)? Lo scontro, dopo l'addio del presidente Figc, adesso si sposta sul commissario. Ed è uno scontro assai pesante. Malagò lo ha annunciato ieri, la Giunta Coni dovrebbe decidere domani a chi toccherà questa incombenza. Anche se oggi il numero uno dello sport italiano ha frenato: ''Potrebbe anche non esserci un commissario, magari aspettare cosa succede dopo le assemblee delle Leghe. Giovedì dovrebbe esserci l'assemblea di B, poi vediamo quello che succede con la Lega di A. Se è possibile posticipare il commissariamento dopo le elezioni? Posso essere più preciso domani pomeriggio, ora non so rispondere".
Ma il mondo del calcio il commissario non lo vuole e fa fronte comune, minacciando, appunto, di ricorrere al Tar del Lazio (con un precedente passaggio al collegio di garanzia del Coni). E la Figc potrebbe annunciare la data delle prossime elezioni: il 22 gennaio 2018 oppure febbraio. Di sicuro entro 90 giorni, come statuto. Segnale chiarissimo alla Giunta Coni dove non tutti sono intenzionati a forzare la mano. Malagò si è esposto, è vero, ma intanto ha convocato i legali di Palazzo H per capire se il commissariamento è una forzatura (pare proprio lo sia) o se ci sono i termini di legge. C'è (giusta) prudenza, ma anche il timore che il calcio, da solo, non riesca a sbrigarsela, e la storia è lì a dimostrarlo. Quindi, la tattica potrebbe essere questa: domani la Giunta decide di non commissariare la Figc e fissa una road map, poi sta ad osservare, con estrema attenzione, cosa combinano nel calcio. Giovedì la Lega di B dovrebbe eleggere il suo presidente. Favorito l'avvocato romano Mauro Balata, che è uomo di Tavecchio: chissà se le dimissioni del presidente Figc possano cambiare le carte?Forse no, pare ci sia stato un accordo fra la maggioranza sei club e l'altro candidato, Paparesta, avrebbe poche chances. Il 27 assemblea della Lega di A: eleggerà i suoi organi dirigenziali? Probabilmente no. Ci sarà una short list per l'ad, con Marzio Perrelli, n.1 di Hsbc in pole position. E' un finanziere, amico di Malagò: conosce il mondo del pallone (curiosità: è stato anche corrispondente, per un anno, di un quotidiano sportivo da Londra) e ha idee chiare su come la Lega di A potrebbe-dovrebbe svilupparsi, dopo anni di stasi, o quasi. Luigi De Siervo è un altro candidato, ma il fatto che sia ad di Infront, advisor della stessa Lega di A (e della Figc), potrebbe fare storcere il naso a qualcuno, anche se di sicuro De Siervo ha le competenze giuste (e lo ha dimostrato con i diritti esteri).
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Per la presidenza della Lega in corsa c'è anche Gravina ma forse il n.1 della Lazio (e Salernitana), Claudio Lotito, che guida la commissione, preferisce un ex magistrato amico suo, o un ex generale in pensione. Largo ai giovani, insomma. Malagò ha le idee chiare e ha il nome in testa, un dirigente di grande prestigio, stimato anche da molti club di serie A: i rapporti fra il n.1 dello sport con Tavecchio ma anche con Lotito sono ai minimi storici. Siamo alla resa dei conti, Lotito tenta il golpe lunedì ma la Lega potrebbe incartarsi a questo punto, cosa abbastanza probabile visti i precedenti. Poi, il 30 assemblea di Lega di C: Gravina si dimette? In questo caso è un problema per l'approvazione del bilancio della Figc perché Gravina fa parte anche del comitato di presidenza. Insomma, Malagò aspetta sulle rive del Tevere: potrebbe occuparsene lui prima o poi, magari non farà lui il commissario perché impegnatissimo e per evitare critiche ma nominerà qualcuno che riscriva lo statuto e faccia le riforme.
Potrebbe toccare all'avvocato Paolo Nicoletti, che fra l'altro è molto stimato da Lotti, e ha lavorato bene come subcommissario di Tavecchio in Lega A, oppure a Michele Uva, dg della Figc, o Roberto Fabbricini, che Malagò ha voluto con sé al Coni ed è ancora prezioso. Franco Carraro intanto si tira fuori. Come subcommissario della Figc un ex campione (Costacurta o Maldini) che si occupi della parte sportiva così come se ne occupò Albertini ai tempi di Guido Rossi. Insomma, il commissario potrebbe arrivare in Figc non domani ma più avanti. Perché quel mondo, e lo ha dimostrato, da solo non sempre se la sa cavare. A meno che lo spauracchio del commissario metta tutti d'accordo e acceleri i tempi. Fra l'altro, il commissario potrebbe mettere mano allo statuto, cambiando i pesi delle varie componenti. La Lega Dilettanti rischierebbe di non avere più il 34 per cento, e la Lega Pro il 17. Ipotesi, ovviamente, che né a Sibilia né a Gravina stanno bene. Anche molti presidenti di A, ma non tutti, temono che il pallino passi nelle mani di Malagò. Insomma, al calcio conviene sbrigarsela da solo. Basta che non si rivedano al vertici nomi vecchi.