Inghilterra-Italia 1-1: Var e Insigne, gli azzurri ritrovano il gol
dal nostro inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIANella notte del test della tecnologia verso la Russia, la squadra di Di Biagio ottiene un prezioso pari a Wembley. Inglesi avanti con Vardy, dagli 11 metri impatta il fantasista del Napoli nel finale
LONDRA - Della notte di Wembley restano negli occhi l'incoscienza di Chiesa, la freddezza di Insigne, l'aiuto indispensabile del Var, che ha scoperto un rigore sull'attaccante viola, vittima di un pestone di Tarkowski. L'episodio nel finale ha salvato l'Italia da un'altra sconfitta, stavolta con l'Inghilterra: serve a poco, in un'amichevole, eppure pare un mattoncino da utilizzare per la ricostruzione, fra le macerie ancora da spazzare via, perché spezza una serie di tre partite senza gol (a quattro l'Italia non era mai arrivata nella sua storia) e regala un po' d'entusiasmo a un ambiente giovane e fragile che, come ha spiegato il leader Bonucci, dovrà faticare e pazientare tanto prima di tornare a essere competitivo. Due partite non bastano per fare una rivoluzione, e anzi le difficoltà degli azzurri restano evidenti, ma questo pareggio è almeno un premio di consolazione per Di Biagio e dà un senso ai…
LONDRA - Della notte di Wembley restano negli occhi l'incoscienza di Chiesa, la freddezza di Insigne, l'aiuto indispensabile del Var, che ha scoperto un rigore sull'attaccante viola, vittima di un pestone di Tarkowski. L'episodio nel finale ha salvato l'Italia da un'altra sconfitta, stavolta con l'Inghilterra: serve a poco, in un'amichevole, eppure pare un mattoncino da utilizzare per la ricostruzione, fra le macerie ancora da spazzare via, perché spezza una serie di tre partite senza gol (a quattro l'Italia non era mai arrivata nella sua storia) e regala un po' d'entusiasmo a un ambiente giovane e fragile che, come ha spiegato il leader Bonucci, dovrà faticare e pazientare tanto prima di tornare a essere competitivo. Due partite non bastano per fare una rivoluzione, e anzi le difficoltà degli azzurri restano evidenti, ma questo pareggio è almeno un premio di consolazione per Di Biagio e dà un senso ai suoi dieci giorni di lavoro da traghettatore. Ora, per due mesi, sarà anche lui in attesa, come gli altri 60 milioni di aspiranti ct.
Contro un'Inghilterra sperimentale, infarcita di esaminandi in vista della Russia, l'Italia ha operato solo quattro cambi rispetto alla formazione battuta dall'Argentina venerdì a Manchester, inserendo Donnarumma, Zappacosta, Pellegrini e Candreva. Non ha avuto paura nell'impatto con gli 83mila spettatori di Wembley, anzi si è mangiata le mani perché Immobile ha avuto tre occasioni nitide per sbloccarsi e cambiare la partita. Dopo due minuti ha cincischiato in area e perso l'attimo, dopo tre ha raccolto un incredibile regalo di Stones ma si è fatto chiudere il tiro, quindi al 17' ha messo alto, da solo, da due passi, su pennellata di Candreva. Gli errori hanno demoralizzato gli italiani, che hanno perso effervescenza e atteso inconsapevolmente la reazione inglese. La nazionale di Southgate, in un 3-5-2 assai ordinato, ha trovato nelle volate di Sterling l'arma mortifera che ha squarciato la difesa azzurra a più riprese. Finché, a seguito di una di queste incursioni, l'astuzia di Lingard che ha battuto rapidamente una punizione sulla trequarti ha mandato in gol Vardy, a segno in nazionale esattamente a un anno di distanza dall'ultima volta.
Per un tempo la differenza a centrocampo è stata evidente, l'Italia ha pagato la stanchezza di Jorginho e Parolo, entrambi costretti agli straordinari, ed è stata surclassata sul piano dell'intensità e della precisione. Ha avuto il merito di non disunirsi, di cercare faticosamente la giocata anche nella ripresa, ha accettato di correre rischi in contropiede. E, soprattutto, ha sfruttato la fase dei cambi, che hanno rivoluzionato gli equilibri in mezzo al traffico ed esaltato la verve di Chiesa. Prima del rigore, Insigne aveva sfiorato un gol splendido dopo aver chiesto il triangolo a Jorginho. Poi, la sortita del giovane Federico è stata premiata dalla tecnologia. L'arbitro tedesco Aytekin ha indicato il dischetto solo dopo aver visto il monitor, fra i mugugni del tempio del calcio: la corrente scettica sul Var in Inghilterra è ancora piuttosto nutrita. Resta solo un altro rimpianto azzurro: con la tecnologia, Italia-Svezia sarebbe finita in tanti altri modi, ma non 0-0.
Contro un'Inghilterra sperimentale, infarcita di esaminandi in vista della Russia, l'Italia ha operato solo quattro cambi rispetto alla formazione battuta dall'Argentina venerdì a Manchester, inserendo Donnarumma, Zappacosta, Pellegrini e Candreva. Non ha avuto paura nell'impatto con gli 83mila spettatori di Wembley, anzi si è mangiata le mani perché Immobile ha avuto tre occasioni nitide per sbloccarsi e cambiare la partita. Dopo due minuti ha cincischiato in area e perso l'attimo, dopo tre ha raccolto un incredibile regalo di Stones ma si è fatto chiudere il tiro, quindi al 17' ha messo alto, da solo, da due passi, su pennellata di Candreva. Gli errori hanno demoralizzato gli italiani, che hanno perso effervescenza e atteso inconsapevolmente la reazione inglese. La nazionale di Southgate, in un 3-5-2 assai ordinato, ha trovato nelle volate di Sterling l'arma mortifera che ha squarciato la difesa azzurra a più riprese. Finché, a seguito di una di queste incursioni, l'astuzia di Lingard che ha battuto rapidamente una punizione sulla trequarti ha mandato in gol Vardy, a segno in nazionale esattamente a un anno di distanza dall'ultima volta.
Per un tempo la differenza a centrocampo è stata evidente, l'Italia ha pagato la stanchezza di Jorginho e Parolo, entrambi costretti agli straordinari, ed è stata surclassata sul piano dell'intensità e della precisione. Ha avuto il merito di non disunirsi, di cercare faticosamente la giocata anche nella ripresa, ha accettato di correre rischi in contropiede. E, soprattutto, ha sfruttato la fase dei cambi, che hanno rivoluzionato gli equilibri in mezzo al traffico ed esaltato la verve di Chiesa. Prima del rigore, Insigne aveva sfiorato un gol splendido dopo aver chiesto il triangolo a Jorginho. Poi, la sortita del giovane Federico è stata premiata dalla tecnologia. L'arbitro tedesco Aytekin ha indicato il dischetto solo dopo aver visto il monitor, fra i mugugni del tempio del calcio: la corrente scettica sul Var in Inghilterra è ancora piuttosto nutrita. Resta solo un altro rimpianto azzurro: con la tecnologia, Italia-Svezia sarebbe finita in tanti altri modi, ma non 0-0.