ROMA - E' durato lo spazio di qualche giorno il sorpasso di Carlo Ancelotti su Roberto Mancini per la panchina della Nazionale. L'incontro a Roma con il presidente del Coni Giovanni Malagò, col commissario della Figc, Roberto Fabbricini e col subcommissario Alessandro Costacurta non ha avuto l'esito sperato dalla federazione. La proposta della Figc non ha convinto l'allenatore italiano più vincente a livello internazionale, sotto contratto fino al 30 giugno col Bayern Monaco, dopo l'esonero di fine settembre dovuto al braccio di ferro con il presidente del club tedesco, il potente Uli Hoeness. Ancelotti è attirato dall'idea di rilanciare la Nazionale, nel momento più buio dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia, ma assai meno dalle prospettive incerte di una federazione che, quando si concluderà il commissariamento, avrà nuovi vertici, che al momento rappresentano un'incognita.
L'accordo, dal punto di vista del diretto interessato, avverrebbe sì con l'attuale triumvirato (Malagò-Fabbricini-Costacurta), ma il contratto (l'offerta è di un quadriennale fino al Mondiale 2022, con Euro 2020 nel mezzo) verrebbe poi gestito da un nuovo presidente, di cui sono ignoti il nome e la linea politica. L'altro scoglio è rappresentato dalla parte economica. L'offerta della Figc non può sforare un budget: 2,5 milioni di euro netti l'anno sarebbe il tetto fissato, al di là dell'intervento dello sponsor tecnico Puma, che si dice non superi il milione. Ancelotti, il cui stipendio al Bayern è di 8 milioni l'anno, sarebbe disposto a scendere fino a 5. Il tempo limite per la risposta alla Figc e l'inizio della trattativa vera e propria scade lunedì a mezzanotte, ma i margini per proseguire sembrano davvero ridotti. L'attuale scenario politico, con il M5s come partito di maggioranza, rende inoltre plausibile, secondo la parte più intransigente della Figc, la censura su un ingaggio giudicato troppo alto. E, sembra, che Ancelotti abbia già in tasca l'accordo con un club.
Diventa perciò sempre più probabile il piano B, cioè la trattativa con Roberto Mancini, che ha già manifestato il proprio gradimento per la panchina della Nazionale: anche lui è sotto contratto con un club straniero, lo Zenit San Pietroburgo, ma nel suo caso il divorzio dalla Russia sembra più semplice e anche dal punto di vista economico l'accordo sarebbe più facile. I tempi, comunque, sono decisamente stretti. Il 20 maggio, come da annuncio di Costacurta, la Figc comunicherà il nome del nuovo commissario tecnico, destinato a sostituire il ct ad interim Gigi Di Biagio. Il 23 maggio è probabile la presentazione a Coverciano, dove la Nazionale comincerà il ritiro per preparare le tre amichevoli già in calendario: con l'Arabia Saudita il 28 a San Gallo, con la Francia l'1 giugno a Nizza e con l'Olanda il 4 giugno a Torino. Mancini è passato in testa, Ancelotti ha frenato e Di Biagio resta l'outsider sullo sfondo.
L'accordo, dal punto di vista del diretto interessato, avverrebbe sì con l'attuale triumvirato (Malagò-Fabbricini-Costacurta), ma il contratto (l'offerta è di un quadriennale fino al Mondiale 2022, con Euro 2020 nel mezzo) verrebbe poi gestito da un nuovo presidente, di cui sono ignoti il nome e la linea politica. L'altro scoglio è rappresentato dalla parte economica. L'offerta della Figc non può sforare un budget: 2,5 milioni di euro netti l'anno sarebbe il tetto fissato, al di là dell'intervento dello sponsor tecnico Puma, che si dice non superi il milione. Ancelotti, il cui stipendio al Bayern è di 8 milioni l'anno, sarebbe disposto a scendere fino a 5. Il tempo limite per la risposta alla Figc e l'inizio della trattativa vera e propria scade lunedì a mezzanotte, ma i margini per proseguire sembrano davvero ridotti. L'attuale scenario politico, con il M5s come partito di maggioranza, rende inoltre plausibile, secondo la parte più intransigente della Figc, la censura su un ingaggio giudicato troppo alto. E, sembra, che Ancelotti abbia già in tasca l'accordo con un club.
Diventa perciò sempre più probabile il piano B, cioè la trattativa con Roberto Mancini, che ha già manifestato il proprio gradimento per la panchina della Nazionale: anche lui è sotto contratto con un club straniero, lo Zenit San Pietroburgo, ma nel suo caso il divorzio dalla Russia sembra più semplice e anche dal punto di vista economico l'accordo sarebbe più facile. I tempi, comunque, sono decisamente stretti. Il 20 maggio, come da annuncio di Costacurta, la Figc comunicherà il nome del nuovo commissario tecnico, destinato a sostituire il ct ad interim Gigi Di Biagio. Il 23 maggio è probabile la presentazione a Coverciano, dove la Nazionale comincerà il ritiro per preparare le tre amichevoli già in calendario: con l'Arabia Saudita il 28 a San Gallo, con la Francia l'1 giugno a Nizza e con l'Olanda il 4 giugno a Torino. Mancini è passato in testa, Ancelotti ha frenato e Di Biagio resta l'outsider sullo sfondo.