SAN GALLO - Nella partita del suo debutto da ct, stasera in amichevole con l'Arabia Saudita, Mancini si tiene un dubbio non da poco: il ritorno in maglia azzurra di Mario Balotelli, a quasi quattro anni dall'ultima presenza, la sconfitta con l'Uruguay al Mondiale brasiliano: "Devo ancora decidere. Ha i suoi tifosi a Nizza, magari lo facciamo giocare lì venerdì con la Francia. Per ora posso confermare che in porta, con l'Arabia, giocherà Donnarumma".
Mancini, è arrivato il primo appuntamento da commissario tecnico.
"Ho buone sensazioni. In tre giorni insieme, i ragazzi si sono applicati, nonostante la stanchezza di fine campionato. Sarebbe importante iniziare bene".
Che cosa si aspetta per la ricostruzione, dopo la mancata qualificazione al Mondiale con Ventura?
"Quando le cose non vanno bene, la colpa non è sempre solo di una persona. Ma questo è il passato, adesso la cosa più importante in queste tre partite è che i ragazzi si divertano, anche a costo di sbagliare qualcosa".
C'è un ct al quale pensa di ispirarsi?
"Spero di potere somigliare a uno di quelli che sono riusciti a portare in Italia la coppa del mondo".
La squadra sarà piena di giovani, che cosa si aspetta da loro?
"Entusiasmo, voglia di lavorare: per chi debutterà tra Arabia, Francia e Olanda sarà un momento significativo della vita. Questa è un'amichevole, sì, però le motivazioni sono tante, per me e per i giocatori. Non sarà una partita semplice: l'Arabia farà il Mondiale, con giocatori che sono insieme da venti giorni e sono affiatati: vengono tutti da due squadre".
Balotelli, a prescindere dal suo impiego con l'Arabia, è tornato per fare il titolare?
"Mario è qui perché è un giocatore italiano: l'aveva chiamato anche Ventura, ma aveva avuto problemi fisici. Sarà uno dei tanti attaccanti che speriamo ci possano dare cose buone: è ancora abbastanza giovane e dipenderà da lui, come da tutti gli altri suoi compagni".
Preferisce il gioco o la vittoria?
"Preferirei vedere il gioco e vincere. I giocatori sono tutti forti tecnicamente: non c'è bisogno che stiano insieme così tanto tempo, per giocare bene. Le qualità tecniche di alcuni, che conoscevo solo per averli visti alla tivù, sono molto alte davvero".
Il giudizio è su Politano e Cristante?
"Politano è veloce e bravo. Cristante lo seguivo dai tempi del Benfica. Sapere giocare in più ruoli è un vantaggio, per noi e per lui".
BONUCCI CON DUE LEGGENDE - Per Bonucci sarà una serata speciale: con la settantottesima presenza azzurra (il suo obiettivo dichiarato è quota 100) raggiungerà Scirea e Nesta: "Due leggende del calcio italiano: basta nominarli per capirne la grandezza. Di fronte a loro io mi sento quasi in imbarazzo, loro sono totem della nostra storia calcistica. Comunque mi sono fissato un traguardo". Bonucci indosserà la fascia da capitano: "E' una responsabilità importante, ma è un peso che porto con onore. Voglio dimostrare di essere all'altezza della situazione, come ho fatto e come farò per il Milan. E' strano non vedere Buffon e De Rossi, ridere e scherzare con loro. Fa parte del ciclo del nostro mestiere, ma un po' mi ha toccato non ritrovare compagni e amici: con molti di loro il rapporto va ben oltre il campo. Non so se la fascia di Gigi sia in prestito: dipende se continua e dalle convocazioni. Di sicuro lui è un valore aggiunto. Oggi sono il più vecchio, devo essere di esempio per i tanti giovani forti che ci sono qui. Uno su tutti è Balotelli: ho trovato Mario cambiato, maturo rispetto al passato". Mancini è stato l'allenatore del suo esordio in serie A, ai tempi dell'Inter: "Con lui ho esordito in prima squadra, è stato un grandissimo. Mi piace ritrovarlo: ero un aggregato e mi ha lanciato. L'ho ritrovato con lo stesso entusiasmo di allora",
Mancini, è arrivato il primo appuntamento da commissario tecnico.
"Ho buone sensazioni. In tre giorni insieme, i ragazzi si sono applicati, nonostante la stanchezza di fine campionato. Sarebbe importante iniziare bene".
Che cosa si aspetta per la ricostruzione, dopo la mancata qualificazione al Mondiale con Ventura?
"Quando le cose non vanno bene, la colpa non è sempre solo di una persona. Ma questo è il passato, adesso la cosa più importante in queste tre partite è che i ragazzi si divertano, anche a costo di sbagliare qualcosa".
C'è un ct al quale pensa di ispirarsi?
"Spero di potere somigliare a uno di quelli che sono riusciti a portare in Italia la coppa del mondo".
La squadra sarà piena di giovani, che cosa si aspetta da loro?
"Entusiasmo, voglia di lavorare: per chi debutterà tra Arabia, Francia e Olanda sarà un momento significativo della vita. Questa è un'amichevole, sì, però le motivazioni sono tante, per me e per i giocatori. Non sarà una partita semplice: l'Arabia farà il Mondiale, con giocatori che sono insieme da venti giorni e sono affiatati: vengono tutti da due squadre".
Balotelli, a prescindere dal suo impiego con l'Arabia, è tornato per fare il titolare?
"Mario è qui perché è un giocatore italiano: l'aveva chiamato anche Ventura, ma aveva avuto problemi fisici. Sarà uno dei tanti attaccanti che speriamo ci possano dare cose buone: è ancora abbastanza giovane e dipenderà da lui, come da tutti gli altri suoi compagni".
Preferisce il gioco o la vittoria?
"Preferirei vedere il gioco e vincere. I giocatori sono tutti forti tecnicamente: non c'è bisogno che stiano insieme così tanto tempo, per giocare bene. Le qualità tecniche di alcuni, che conoscevo solo per averli visti alla tivù, sono molto alte davvero".
Il giudizio è su Politano e Cristante?
"Politano è veloce e bravo. Cristante lo seguivo dai tempi del Benfica. Sapere giocare in più ruoli è un vantaggio, per noi e per lui".
BONUCCI CON DUE LEGGENDE - Per Bonucci sarà una serata speciale: con la settantottesima presenza azzurra (il suo obiettivo dichiarato è quota 100) raggiungerà Scirea e Nesta: "Due leggende del calcio italiano: basta nominarli per capirne la grandezza. Di fronte a loro io mi sento quasi in imbarazzo, loro sono totem della nostra storia calcistica. Comunque mi sono fissato un traguardo". Bonucci indosserà la fascia da capitano: "E' una responsabilità importante, ma è un peso che porto con onore. Voglio dimostrare di essere all'altezza della situazione, come ho fatto e come farò per il Milan. E' strano non vedere Buffon e De Rossi, ridere e scherzare con loro. Fa parte del ciclo del nostro mestiere, ma un po' mi ha toccato non ritrovare compagni e amici: con molti di loro il rapporto va ben oltre il campo. Non so se la fascia di Gigi sia in prestito: dipende se continua e dalle convocazioni. Di sicuro lui è un valore aggiunto. Oggi sono il più vecchio, devo essere di esempio per i tanti giovani forti che ci sono qui. Uno su tutti è Balotelli: ho trovato Mario cambiato, maturo rispetto al passato". Mancini è stato l'allenatore del suo esordio in serie A, ai tempi dell'Inter: "Con lui ho esordito in prima squadra, è stato un grandissimo. Mi piace ritrovarlo: ero un aggregato e mi ha lanciato. L'ho ritrovato con lo stesso entusiasmo di allora",