✕

Nazionale, Italia sparring partner dell'Arabia Saudita in una partita che è anche politica

Roberto Mancini e i primi allenamenti con la nuova Italia (ansa)
Nell'amichevole di San Gallo gli azzurri di Mancini sfideranno gli uomini di Pizzi che, il 14 giugno, apriranno il Mondiale contro la Russia. Il consenso interno del principe Bin Salman passa anche dal pallone
3 minuti di lettura
VADUZ - L'Arabia Saudita aspetta l'Italia allenandosi per il Mondiale a Vaduz, nello stadio del Liechtenstein, e la circostanza ha un richiamo beffardo per gli azzurri, esclusi dal Mondiale: è su questo campo, nel novembre 2016, che il 4-0 al Liechtenstein fu firmato dalla nascente coppia Belotti-Immobile, quando nessuno ancora poteva immaginare che la Nazionale di Ventura in Russia non ci sarebbe andata. Ci va invece l'Arabia Saudita e l'Italia affronta in amichevole per la prima volta, in pieno Ramadan, la squadra del Paese in cui è nato l'Islam. È anche la prima volta da sparring partner, per giunta della più debole (67° posto, dice il ranking Fifa) tra le 32 iscritte.

LA SFIDA DEL PRINCIPE - In Russia, il 14 giugno a Mosca, l'Arabia battezzerà il torneo sfidando proprio i padroni di casa e ha scelto l'Italia per prepararsi nel migliore dei modi. Per i sauditi, che alloggiano nella località termale di Bad Ra…
VADUZ - L'Arabia Saudita aspetta l'Italia allenandosi per il Mondiale a Vaduz, nello stadio del Liechtenstein, e la circostanza ha un richiamo beffardo per gli azzurri, esclusi dal Mondiale: è su questo campo, nel novembre 2016, che il 4-0 al Liechtenstein fu firmato dalla nascente coppia Belotti-Immobile, quando nessuno ancora poteva immaginare che la Nazionale di Ventura in Russia non ci sarebbe andata. Ci va invece l'Arabia Saudita e l'Italia affronta in amichevole per la prima volta, in pieno Ramadan, la squadra del Paese in cui è nato l'Islam. È anche la prima volta da sparring partner, per giunta della più debole (67° posto, dice il ranking Fifa) tra le 32 iscritte.

LA SFIDA DEL PRINCIPE - In Russia, il 14 giugno a Mosca, l'Arabia battezzerà il torneo sfidando proprio i padroni di casa e ha scelto l'Italia per prepararsi nel migliore dei modi. Per i sauditi, che alloggiano nella località termale di Bad Ragaz, cantone di San Gallo, si tratta di una preziosa occasione di confronto tecnico: si sono già misurati con Portogallo, Ucraina e Grecia e l'8 giugno, prima di partire per la Russia, affronteranno a Leverkusen la Germania.

Visto dalla loro prospettiva, è assai rilevante anche il significato politico della serata al Kybunpark, stadio da 19 mila spettatori. Nelle zone geopoliticamente più calde, a maggior ragione in un Paese centrale per l'equilibrio della diplomazia in Medio Oriente, il calcio è più che mai un importante strumento d'influenza e di consenso. Della potenza del pallone nell'area mediorientale a livello di immagine è decisamente consapevole il leader politico saudita, il trentunenne principe ereditario Mohammed bin Salman, che ha accompagnato con due provvedimenti in materia calcistica il varo del Saudi Vision 2030, il piano di riforme per affrancare dalla dipendenza dal petrolio l'Arabia, costretta dalla crisi del mercato petrolifero all'austerity, dopo decenni di ascesa economica.

Il principe ha aperto gli stadi alle donne, in settori riservati a loro e ai bambini, e ha azzerato i debiti dei club all'estero: il problema dei troppi contenziosi con allenatori e calciatori stranieri non pagati - lo stesso Fabio Cannavaro vinse la causa con l'Al Nassr di Riad, da lui allenato nel 2015 e lasciato proprio perché ai giocatori non arrivava lo stipendio - stava diventando nocivo per l'immagine del calcio saudita.

LA RIVINCITA DI PIZZI - Nel marzo scorso la Fifa manifestò preoccupazione per le schermaglie delle federazioni saudita ed emiratina contro il Qatar, accusato di finanziare il terrorismo. Alla discussione sui capitali investiti dai qatarioti - per il Mondiale 2022, per il Psg, per Neymar e adesso anche per Buffon - si è unito l'ex presidente Blatter, rivelando un retroscena dello scandalo che travolse lui e il presidente dell'Uefa Platini: "Io volevo il Mondiale nel 2018 in Russia e nel 2022 negli Usa, ma Sarkozy e Platini spinsero per il Qatar e l'equilibrio si spezzò". La Fifa di Infantino vuole che il terreno di scontro sia soltanto il campo e si prepara per questo la Nazionale diretta dall'argentino Juan Antonio Pizzi, 50 anni, ex ct del Cile vincitore della Coppa America, che poi non è riuscito a qualificarsi per il Mondiale russo. La federazione saudita, ingaggiandolo, gli ha concesso un'insperata occasione di rivincita.

DILEMMA RAMADAN - Inserita nel girone con Russia, Uruguay ed Egitto, sembra predestinata all'uscita al primo turno. Ma Pizzi ha potuto organizzare un lungo ritiro, cominciato a Marbella: i giocatori sauditi si allenano da tre mesi in funzione del Mondiale. La qualificazione, non particolarmente brillante, era stata ottenuta sotto la guida dell'olandese van Marwijk, che ha poi rifiutato la regola di dovere risiedere a Riad e ha ceduto la panchina a Bauza, licenziato dall'Argentina di Messi che rischiava l'eliminazione e cacciato quasi subito anche dai sauditi, che lo hanno rimpiazzato con Pizzi (da calciatore del Barcellona, negli anni '90, nazionale spagnolo naturalizzato), a sua volta reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale col Cile.

È una consuetudine la catena dei ct assunti ed esonerati in un soffio: toccò, tra gli altri, a Puskas, Parreira e Rijkaard. La consapevolezza del basso livello tecnico ha indotto la federazione a un accordo con la Liga spagnola: i tre nazionali Al Dawsari, Al-Muwallad e Al-Sheri sono stati prestati per fare esperienza al Villareal, al Levante e al Leganes, ma non hanno praticamente messo piede in campo. In questi giorni la questione, comune a tutti i calciatori islamici, è il Ramadan, che finirà proprio il 14 giugno, data del debutto in Russia. Il compromesso è stato avallato dalla federazione: durante la preparazione al Mondiale il digiuno religioso dall'alba al tramonto potrà essere intermittente. "I calciatori sanno come gestirsi", ha commentato Pizzi: domani contro l'Italia capirà se è vero.