TORINO - Nei primi tre passi della lenta e complicata ricostruzione, Roberto Mancini cercava le prime certezze da cui ripartire a settembre in Nations League, quando l'Italia tornerà in campo per qualcosa e sfiderà Polonia e Portogallo nel suo girone. Il nuovo ct ha schierato tre formazioni completamente diverse (quella di ieri modellata col 4-3-3, Verdi e Insigne a sostegno di Belotti), ha conosciuto tutti i possibili risultati - la vittoria sull'Arabia, la netta sconfitta con la Francia, il pari beffardo adesso con l'Olanda - ma soprattutto ha messo i primi punti fermi. Uno era Chiesa, facile sospettarlo: è stato decisivo anche contro gli Oranje, con un gran finale e un assist prezioso. L'altro è Jorginho, l'unico a essere sempre schierato titolare in queste tre uscite. Adesso si è aggiunto Perin, acclamato dallo Stadium che già lo vedeva vestito di bianconero. Tutto questo proprio nella serata organizzata per l'addio di Buffon alla Nazionale, clamorosamente saltato dopo il gelo delle ultime settimane. Gigi era in Versilia, al mare con la famiglia, in attesa del verdetto Uefa e della firma con il Psg su un contratto da 8 milioni a stagione, due da giocatore, due da ambasciatore dei Mondiali in Qatar. Aveva dato l'addio alla Juve proprio allo Stadium contro il Verona, non ha ancora intenzione di chiudere con l'azzurro e si è riservato il diritto di guadagnarsi la convocazione sul campo nella prossima stagione. Per questo ha disertato una partita che era stata programmata nella casa della Juventus proprio per lui.
Contro l'Olanda l'Italia di Mancini è stata la più convincente, ha dominato il possesso per un tempo, cercando il lancio lungo ma anche il fraseggio palla a terra, si è nutrita della forza di Belotti, del genio di Insigne, della freschezza portata da Verdi, abile a pennellare con entrambi i piedi. È mancato solo il gol, antico vizio già pagato con la mancata qualificazione. "Mi aspettavo questo - dirà Mancini a fine gara - mi spiace per i ragazzi ma nel primo tempo abbiamo avuto molte occasioni per far gol anche se non le abbiamo concretizzate. Alla fine mi son.. girate, è chiaro, meritavamo di vincere, anche se è un'amichevole non fa mai piacere chiudere così. Ho conosciuto bene i ragazzi, adesso so cosa possono dare e dove migliorare, il mio primo bilancio è positivo".
Il dominio del primo tempo, costruito anche sulla solidità difensiva garantita da Rugani e Romagnoli, tandem collaudato nell'Under 21 da Di Biagio, non è stato tradotto in un vantaggio nel punteggio ma l'Italia è uscita comunque fra gli applausi dei 20mila spettatori. Dopo una rete annullata a Belotti in avvio, l'Italia ha avuto quattro palle nitide per passare: una l'ha sciupata Belotti, due Verdi, l'ultima è stata sventata da Vormer sulla linea su colpo di testa di Criscito. Insigne, primo giocatore del Napoli a indossare la fascia, ha goduto di ampia libertà e l'ha sfruttata.
Nella ripresa l'Olanda ha preso metri e coraggio, Vilhena ha sfiorato un gol clamoroso in mezza girata, ma è stata l'Italia a trarre beneficio dai cambi e a decollare con un'azione magistrale, partita dal vertice basso sinistro del campo e sviluppatasi sulla parte opposta con un fraseggio delizioso, sette giocatori a giocare la palla quasi sempre di prima, Chiesa a volare sulla fascia e infine Zaza a segnare d'astuzia e rapina sul maldestro intervento di Van Dijk. Qui, è mancata l'esperienza e la lucidità per gestire il vantaggio: un intervento sbagliato di Criscito su Babel è stato punito con il rosso, Mancini ha inserito Bonucci e sacrificato Insigne per passare alla difesa a tre, e per un po' ha funzionato. Le parate di Perin hanno tenuto gli azzurri avanti fino al crollo finale, costruito dai nuovi entrati dell'Olanda: Berghuis e Akè, difensore con le treccine che somiglia vagamente a Gullit e ha colpito indisturbato di testa, dimenticato da De Sciglio. Una pioggia fitta ha salutato l'ultimo impegno della stagione più triste per il calcio azzurro. Ora restano i Mondiali da guardare in tv. E la chiamano estate.
Italia (4-3-3): Perin - Zappacosta (14' st De Sciglio), Rugani, Romagnoli, Criscito - Cristante, Jorginho (33' st Baselli), Bonaventura (40' st Pellegrini) - Verdi (16' st Chiesa), Belotti (17' st Zaza), Insigne (25' st Bonucci).
Olanda (5-3-2): Cillessen - Hateboer (1' st Janmaat), De Ligt (26' st Akè), Van Dijk, Blind (33' st Weghorst), Vilhena - Vormer (26' st Berghuis), De Roon (33' st Promes), Wijnaldum - Depay, Babel (37' st Elia).
Arbitro: Bezborodov (Russia)
Reti 2' st Zaza, 43' st Akè
Note: espulso Criscito. Ammoniti De Roon, Vormer, Chiesa, Zaza, Janmaat. Spettatori 20.500, incasso 340mila euro.
Contro l'Olanda l'Italia di Mancini è stata la più convincente, ha dominato il possesso per un tempo, cercando il lancio lungo ma anche il fraseggio palla a terra, si è nutrita della forza di Belotti, del genio di Insigne, della freschezza portata da Verdi, abile a pennellare con entrambi i piedi. È mancato solo il gol, antico vizio già pagato con la mancata qualificazione. "Mi aspettavo questo - dirà Mancini a fine gara - mi spiace per i ragazzi ma nel primo tempo abbiamo avuto molte occasioni per far gol anche se non le abbiamo concretizzate. Alla fine mi son.. girate, è chiaro, meritavamo di vincere, anche se è un'amichevole non fa mai piacere chiudere così. Ho conosciuto bene i ragazzi, adesso so cosa possono dare e dove migliorare, il mio primo bilancio è positivo".
Il dominio del primo tempo, costruito anche sulla solidità difensiva garantita da Rugani e Romagnoli, tandem collaudato nell'Under 21 da Di Biagio, non è stato tradotto in un vantaggio nel punteggio ma l'Italia è uscita comunque fra gli applausi dei 20mila spettatori. Dopo una rete annullata a Belotti in avvio, l'Italia ha avuto quattro palle nitide per passare: una l'ha sciupata Belotti, due Verdi, l'ultima è stata sventata da Vormer sulla linea su colpo di testa di Criscito. Insigne, primo giocatore del Napoli a indossare la fascia, ha goduto di ampia libertà e l'ha sfruttata.
Nella ripresa l'Olanda ha preso metri e coraggio, Vilhena ha sfiorato un gol clamoroso in mezza girata, ma è stata l'Italia a trarre beneficio dai cambi e a decollare con un'azione magistrale, partita dal vertice basso sinistro del campo e sviluppatasi sulla parte opposta con un fraseggio delizioso, sette giocatori a giocare la palla quasi sempre di prima, Chiesa a volare sulla fascia e infine Zaza a segnare d'astuzia e rapina sul maldestro intervento di Van Dijk. Qui, è mancata l'esperienza e la lucidità per gestire il vantaggio: un intervento sbagliato di Criscito su Babel è stato punito con il rosso, Mancini ha inserito Bonucci e sacrificato Insigne per passare alla difesa a tre, e per un po' ha funzionato. Le parate di Perin hanno tenuto gli azzurri avanti fino al crollo finale, costruito dai nuovi entrati dell'Olanda: Berghuis e Akè, difensore con le treccine che somiglia vagamente a Gullit e ha colpito indisturbato di testa, dimenticato da De Sciglio. Una pioggia fitta ha salutato l'ultimo impegno della stagione più triste per il calcio azzurro. Ora restano i Mondiali da guardare in tv. E la chiamano estate.
Italia (4-3-3): Perin - Zappacosta (14' st De Sciglio), Rugani, Romagnoli, Criscito - Cristante, Jorginho (33' st Baselli), Bonaventura (40' st Pellegrini) - Verdi (16' st Chiesa), Belotti (17' st Zaza), Insigne (25' st Bonucci).
Olanda (5-3-2): Cillessen - Hateboer (1' st Janmaat), De Ligt (26' st Akè), Van Dijk, Blind (33' st Weghorst), Vilhena - Vormer (26' st Berghuis), De Roon (33' st Promes), Wijnaldum - Depay, Babel (37' st Elia).
Arbitro: Bezborodov (Russia)
Reti 2' st Zaza, 43' st Akè
Note: espulso Criscito. Ammoniti De Roon, Vormer, Chiesa, Zaza, Janmaat. Spettatori 20.500, incasso 340mila euro.