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Nazionale, Chiellini diventa 'centenario': "Bello essere circondato dai giovani"

Il difensore con il Portogallo toccherà la quota 100 presenze in azzurro: "Io non sono insostituibile, nessuno lo è, ognuno mette un ingrediente diverso in base a quello che ha: esperienza, qualità tecnica"

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MILANO - Contro il Portogallo raggiungerà la famigerata quota 100, ma Giorgio Chiellini non vuole pensare mica alla pensione, e neppure all'aritmetica delle sue presenze in Nazionale. "Sicuramente sono arrivato al di là di qualsiasi sogno che può avere un bambino. Però scusatemi, con tutto il rispetto, io penso solo alla partita, gli obiettivi personali passano in secondo piano e me li godrò solo dopo il fischio finale. Avremo tempo per riparlarne, adesso l'unico mio pensiero è dare continuità a quello che abbiamo fatto vedere di buono in Polonia".

Un anno fa, dopo la mancata qualificazione contro la Svezia, Chiellini non era neanche sicuro di restare per diventare il nuovo leader di una Nazionale smarrita. "Quello è stato il punto più basso della mia carriera in azzurro, una delusione enorme, eravamo convinti di farcela. A caldo neanche avevo realizzato al cento per cento cosa fosse successo: l'ho capito a giugno, vedendo i compagni di club che si preparavano al Mondiale mentre io partivo per le vacanze".  Adesso è anche il miglior realizzatore di questa Italia, "anche se spero presto di non essere più il capocannoniere del gruppo. Rimpianti? Non ne ho tanti, se non quello della Russia. Agli Europei abbiamo vissuto sempre belle avventure, anche se non culminate in una vittoria: almeno un'edizione meritavamo di vincerla. Al Mondiale invece per due volte non abbiamo passato il turno e alla terza non ci siamo neppure qualificati. Nel 2006, quando non fui convocato, forse pagai il fatto di essere passato presto alla Juve e di aver giocato di meno in quell'anno, ma alla lunga ne è valsa la pena".

Mancini lo vorrebbe in azzurro fino al 2022 in Qatar, Chiellini è proiettato a Euro 2020. "Questo gruppo sta  facendo un percorso di crescita che ci porterà a giocarci le nostre carte fra due anni. Io non sono insostituibile, nessuno lo è, ognuno mette un ingrediente diverso in base a quello che ha: esperienza, qualità tecnica. La cosa bella è che in Nazionale anche chi non va in campo è disponibile e coinvolto, è molto più difficile gestire chi non gioca nel club. Per i vecchietti come me e Bonucci è bello essere circondati da questo entusiasmo, rubacchiamo un po' di queste energie e di questa spensieratezza, ci servono per andare avanti".
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