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Nazionale, la rinascita affidata ai ventenni

Una nuova generazione si affaccia per riportare l'azzurro a contare fra Europei e Mondiali. Donnarumma e Meret in porta, Romagnoli e Mancini in difesa, Zaniolo, Sensi  e Tonali a centrocampo. Manca solo il crack in attacco ma Keane fa ben sperare
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ROMA - Giovani e pronti. Anche alla maglia azzurra. La patente assegnata nei giorni scorsi, al via dello stage a Coverciano, da Roberto Mancini a Zaniolo, una casacca da titolare anche in nazionale dopo il boom nella Roma, tra Champions League e campionato, è la punta dell'icerberg del tentativo di rinascita dell'Italia, ancorata al 18° posto nella classifica della Fifa, attraverso i giovani, per tornare a contare tra Europei e Mondiali. Portieri, difensori, centrocampisti di spessore. Il ricambio c'è. Forse serve il totem in avanti, il crack, uno come Mbappè. Ma dalla Serie A (e qualcosa anche dalla B) è arrivato materiale di qualità per il commissario tecnico.
 

ECCO GIGIO, POI MERET E AUDERO

Certo, Donnarumma. Potenzialmente tra i più forti al mondo, il deciso scatto in avanti in questa stagione, forza e reattività, leadership fisica ed emotiva nella difesa milanista a neppure 20 anni. Ma se il portiere del Milan…
ROMA - Giovani e pronti. Anche alla maglia azzurra. La patente assegnata nei giorni scorsi, al via dello stage a Coverciano, da Roberto Mancini a Zaniolo, una casacca da titolare anche in nazionale dopo il boom nella Roma, tra Champions League e campionato, è la punta dell'icerberg del tentativo di rinascita dell'Italia, ancorata al 18° posto nella classifica della Fifa, attraverso i giovani, per tornare a contare tra Europei e Mondiali. Portieri, difensori, centrocampisti di spessore. Il ricambio c'è. Forse serve il totem in avanti, il crack, uno come Mbappè. Ma dalla Serie A (e qualcosa anche dalla B) è arrivato materiale di qualità per il commissario tecnico.
 

ECCO GIGIO, POI MERET E AUDERO

Certo, Donnarumma. Potenzialmente tra i più forti al mondo, il deciso scatto in avanti in questa stagione, forza e reattività, leadership fisica ed emotiva nella difesa milanista a neppure 20 anni. Ma se il portiere del Milan dovesse avere un passaggio a vuoto, il campionato offre a Mancini due possibili eredi, Meret e Audero. Sull'estremo difensore del Napoli, 22 anni a marzo, pagato oltre 20 milioni dal club di De Laurentiis e convocato da Mancini per lo stage a Coverciano, c'è un esercito di ex guardiani del faro (tra cui, Dino Zoff) che mette l'euro sul suo talento, sinora frenato spesso da una struttura muscolare che richiede soste ai box. Ma anche su Audero c'è chi punta l'euro, anzi la Samp è pronta a darne 20 milioni alla Juventus a fine stagione, strappandolo ai pensieri dell'Arsenal. Dunque, c'è Gigio. Ma anche tanto altro.
 

MANCINI E BASTONI, EREDI DI CHIELLINI E BONUCCI?

Non è obiettivamente un impegno facile per Mancini. Ma il materiale c'è, da sperimentare magari affianco a Romagnoli, che più di Rugani in questo momento si candida per una maglia per il futuro a medio termine. Ma se cercasse qualità e qualche centro su calcio piazzato, Mancini può contare su Mancini, 23 anni, cinque reti con l'Atalanta e tra qualche mese dopo con le valigie per un top club (Roma?). Mentre a Parma cresce e non poco Alessandro Bastoni, 20 anni tra un po', che l'Inter porterà a casa a fine stagione, per completare la crescita con Skriniar, De Vrij e Godin. Entrambi sono stati a Coverciano ma Mancini potrebbe trovare altro materiale al Sassuolo, dove c'è Magnani: lo scorso anno ha fermato Icardi all'esordio, De Zerbi lo raccomanda per il grande salto.
 

IL REGNO DI ZANIOLO MA SERVE UN NUOVO VERRATTI

Trequartista, mezzala di fondo, talento, tiro. Zaniolo è il talento migliore della nuova generazione, quanto o forse più di Chiesa. Di lui si è scritto tanto negli ultimi due mesi, dall'esordio contro il Real Madrid alla prestazioni con gol in campionato. Ma per trasformare il reparto centrale a Mancini occorre un nuovo Verratti, alter ego dell'abbruzzese del Psg, spesso fermato dagli infortuni in azzurro. E dunque, oltre a Jorginho, ecco il duo del Sassuolo, Locatelli e Sensi, entrambi predestinati, con un ritardo sulla tabella di marcia, ma ora tornati a galla. Il primo, 21 anni da compiere, non è stato ancora chiamato da Mancini, che si è affidato al secondo a novembre, con risultati più che positivi, nell'ultima prova dell'Italia. Ma l'attenzione mediatica è a Brescia per Tonali, talento destinato alla luce di un top club, osservato con cura da Mancini, con Juventus e le milanesi pronte all'assalto.
 

DA KEAN A PINAMONTI, CERCASI BOMBER DISPERATAMENTE

E' forse il punto meno solido della nuova Italia. C'è Federico Chiesa, potenza, scatto, tiro, un futuro top player. Ma si sente l'esigenza di una punta che segni con continuità, un timbro costante, una sentenza. E manca. Anche se Massimiliano Allegri a Torino non si è voluto privare di Moise Kean (era presente allo stage), nonostante Ronaldo e la batteria di assi bianconeri, convinto che diventerà una tassa in zona gol. E in attesa di Pellegri, forse Cerri, a Frosinone viene fuori Pinamonti, di produzione interista, per certi versi simile a Dzeko, tre reti in campionato, 20 anni a maggio. Si spera in lui, in attesa di altri arrivi in zona gol.