UDINE - Mancini, cambia l'attacco anche per le assenze di Insigne e Chiesa: è già l'ora del debutto di Kean?
"Abbiamo ancora un po' di ore per decidere. Non ho molti dubbi. La speranza è che chi andrà in campo lo faccia nel migliore dei modi, visto che dobbiamo sostituire giocatori che ci davano certezze. Ma siamo convinti di questo".
Si può dire che finora ci sia stato il precampionato della nazionale e che ora, con le qualificazioni all'Europeo, comincia il campionato vero?
"E' stato importante riuscire a capire velocemente la squadra e i correttivi da portare. Siamo stati fortunati, ho trovato giocatori disponibilissimi e che si sono intesi subito. Da domani credo che oltre al gioco ottimo arriveranno anche i gol, da qui all'ultima partita delle qualificazioni il percorso sarà quello".
Si può considerare questo con la Finlandia il suo vero debutto da ct?
"No, il debutto c'è già stato. La prima partita è quella che si ricorderà sempre come esordio. L'obiettivo primario, certamente, inizia adesso. Penso che abbiamo onorato fino in fondo la Nations League, anche se non siamo riusciti a entrare nella Final four. Da ora certamente diventa fondamentale non soltanto per vincere le partite, ma anche per il ranking Fifa, per un eventuale sorteggio dei Mondiali. Vorremmo risalirla un po' questa classifica, che non ci piace tanto".
Che cosa sente di avere dato alla Nazionale nei suoi primi 10 mesi da ct?
"In questi 10 mesi siamo migliorati molto, per merito soprattutto dei ragazzi. Io ho cercato di dare un po' di quello che volevo. Ho creduto nei giocatori che c'erano e nei giovani che potevano arrivare. Ne cresceranno ancora e miglioreranno altri. Purtroppo, quando farò le scelte per l'Europeo, sarà il momento più difficile".
Dopo Piccini, Grifo e la convocazione record di Zaniolo, che cosa la potrebbe convincere a gettare subito nella mischia Kean, il suo debutto senza paura in Champions?
"Se giocherà, mi aspetto quello che è capace di fare. Non può avere l'esperienza di Insigne, però ha entusiasmo, forza fisica, tecnica. Mi aspetto da lui tranquillità e allegria, soprattutto".
La Finlandia è un trabocchetto?
"Sappiamo ogni cosa dei nostri avversari, sappiamo che è molto difficile giocare contro di loro e che hanno fatto grandi progressi negli ultimi 4 anni. Pukki è uno dei più pericolosi, una punta che gioca e segna in Premier League. Dobbiamo fare molta attenzione a lui, ma non solo".
Il numero 10, il suo, è una maglia simbolo: chi la vestirà?
"Il 10 ha sempre un sapore particolare, nella storia del calcio quasi sempre l'hanno indossata i giocatori più straordinari. Io posso anche avere un'idea, ma poi decidono i ragazzi domani, li lascio liberi di scegliere".
Che cosa non vuole vedere in questa partita?
"Ripeto quello che voglio vedere. giocare in tranquillità e con entusiasmo. Abbiamo già assimilato qualcosa di importante. Dobbiamo cercare di giocare bene, creare molte occasioni, essere una squadra che offende e attacca. Non sarà una partita semplice contro una squadra fisica, che difende molto bene".
La svolta c'è stata nelle ultime quattro partite e il momento di forma migliore dei calciatori di solito è a marzo: è una premessa importante?
"Anche a Bologna nel secondo tempo con la Polonia siamo migliorati, col Portogallo non si è visto per via dei molti cambi. Certo, la condizione è buona: è un peccato che abbiamo perso qualche certezza con gli infortuni, ma la condizione è buona".
CHIELLINI, SUPERA QUOTA 100
Il capitano della Nazionale giocherà la sua partita numero 101.
Rispetto all'Europeo 2016, in questo percorso verso il nuovo Europeo, vede un ambiente simile?
"Penso che il clima sia sempre stato ottimo. Quello che si crea di magico, quando si sta 40-50 giorni insieme, è particolare: vogliamo riprovare quelle emozioni tra un anno e mezzo, perché in un torneo si provano emozioni uniche".
Il nuovo modo di fare partire l'azione è un'opzione di crescita anche per lei, malgrado le tante partite alle spalle?
"C'è sempre la possibilità di migliorare, finché uno gioca: le nuove opportunità per me sono sempre uno stimolo in più, ho sempre cercato di imparare da tutti gli allenatori e sono contento di averne aggiunto un altro da cui posso imparare tanto".
Che cosa vi ha dato Mancini?
"Serenità, fiducia ed entusiasmo, dopo tutto quello che avevamo passato. Non era semplice, soprattutto per chi ha vissuto i momenti più difficili".
Kean è pronto?
"Moise ha una forza incredibile e un attacco della porta eccezionale. Poi deve crescere nella continuità e migliorarsi quotidianamente. Io gli ho consigliato di rimanere alla Juve a gennaio, ero convinto che avrebbe avuto il suo spazio. Ora se lo sta godendo e spero che abbia la forza della continuità".
Da Messina 2004, Italia-Finlandia, a Udine: spera di chiudere la carriera azzurra vincendo l'Europeo?
"E' una speranza, non un'ossessione, come non lo è la Champions. Ci proveremo, cresceremo. Se ci riuscirò, sarò il più felice al mondo. Se no, sarò felice lo stesso di quello che ho fatto nella mia carriera".
"Abbiamo ancora un po' di ore per decidere. Non ho molti dubbi. La speranza è che chi andrà in campo lo faccia nel migliore dei modi, visto che dobbiamo sostituire giocatori che ci davano certezze. Ma siamo convinti di questo".
Si può dire che finora ci sia stato il precampionato della nazionale e che ora, con le qualificazioni all'Europeo, comincia il campionato vero?
"E' stato importante riuscire a capire velocemente la squadra e i correttivi da portare. Siamo stati fortunati, ho trovato giocatori disponibilissimi e che si sono intesi subito. Da domani credo che oltre al gioco ottimo arriveranno anche i gol, da qui all'ultima partita delle qualificazioni il percorso sarà quello".
Si può considerare questo con la Finlandia il suo vero debutto da ct?
"No, il debutto c'è già stato. La prima partita è quella che si ricorderà sempre come esordio. L'obiettivo primario, certamente, inizia adesso. Penso che abbiamo onorato fino in fondo la Nations League, anche se non siamo riusciti a entrare nella Final four. Da ora certamente diventa fondamentale non soltanto per vincere le partite, ma anche per il ranking Fifa, per un eventuale sorteggio dei Mondiali. Vorremmo risalirla un po' questa classifica, che non ci piace tanto".
Che cosa sente di avere dato alla Nazionale nei suoi primi 10 mesi da ct?
"In questi 10 mesi siamo migliorati molto, per merito soprattutto dei ragazzi. Io ho cercato di dare un po' di quello che volevo. Ho creduto nei giocatori che c'erano e nei giovani che potevano arrivare. Ne cresceranno ancora e miglioreranno altri. Purtroppo, quando farò le scelte per l'Europeo, sarà il momento più difficile".
Dopo Piccini, Grifo e la convocazione record di Zaniolo, che cosa la potrebbe convincere a gettare subito nella mischia Kean, il suo debutto senza paura in Champions?
"Se giocherà, mi aspetto quello che è capace di fare. Non può avere l'esperienza di Insigne, però ha entusiasmo, forza fisica, tecnica. Mi aspetto da lui tranquillità e allegria, soprattutto".
La Finlandia è un trabocchetto?
"Sappiamo ogni cosa dei nostri avversari, sappiamo che è molto difficile giocare contro di loro e che hanno fatto grandi progressi negli ultimi 4 anni. Pukki è uno dei più pericolosi, una punta che gioca e segna in Premier League. Dobbiamo fare molta attenzione a lui, ma non solo".
Il numero 10, il suo, è una maglia simbolo: chi la vestirà?
"Il 10 ha sempre un sapore particolare, nella storia del calcio quasi sempre l'hanno indossata i giocatori più straordinari. Io posso anche avere un'idea, ma poi decidono i ragazzi domani, li lascio liberi di scegliere".
Che cosa non vuole vedere in questa partita?
"Ripeto quello che voglio vedere. giocare in tranquillità e con entusiasmo. Abbiamo già assimilato qualcosa di importante. Dobbiamo cercare di giocare bene, creare molte occasioni, essere una squadra che offende e attacca. Non sarà una partita semplice contro una squadra fisica, che difende molto bene".
La svolta c'è stata nelle ultime quattro partite e il momento di forma migliore dei calciatori di solito è a marzo: è una premessa importante?
"Anche a Bologna nel secondo tempo con la Polonia siamo migliorati, col Portogallo non si è visto per via dei molti cambi. Certo, la condizione è buona: è un peccato che abbiamo perso qualche certezza con gli infortuni, ma la condizione è buona".
CHIELLINI, SUPERA QUOTA 100
Il capitano della Nazionale giocherà la sua partita numero 101.
Rispetto all'Europeo 2016, in questo percorso verso il nuovo Europeo, vede un ambiente simile?
"Penso che il clima sia sempre stato ottimo. Quello che si crea di magico, quando si sta 40-50 giorni insieme, è particolare: vogliamo riprovare quelle emozioni tra un anno e mezzo, perché in un torneo si provano emozioni uniche".
Il nuovo modo di fare partire l'azione è un'opzione di crescita anche per lei, malgrado le tante partite alle spalle?
"C'è sempre la possibilità di migliorare, finché uno gioca: le nuove opportunità per me sono sempre uno stimolo in più, ho sempre cercato di imparare da tutti gli allenatori e sono contento di averne aggiunto un altro da cui posso imparare tanto".
Che cosa vi ha dato Mancini?
"Serenità, fiducia ed entusiasmo, dopo tutto quello che avevamo passato. Non era semplice, soprattutto per chi ha vissuto i momenti più difficili".
Kean è pronto?
"Moise ha una forza incredibile e un attacco della porta eccezionale. Poi deve crescere nella continuità e migliorarsi quotidianamente. Io gli ho consigliato di rimanere alla Juve a gennaio, ero convinto che avrebbe avuto il suo spazio. Ora se lo sta godendo e spero che abbia la forza della continuità".
Da Messina 2004, Italia-Finlandia, a Udine: spera di chiudere la carriera azzurra vincendo l'Europeo?
"E' una speranza, non un'ossessione, come non lo è la Champions. Ci proveremo, cresceremo. Se ci riuscirò, sarò il più felice al mondo. Se no, sarò felice lo stesso di quello che ho fatto nella mia carriera".