Chiesa e Barella, il mercato può aspettare: ''Adesso in testa c'è solo l'Italia''
di ENRICO CURRO'Entrambi oggetto del desiderio di diversi club, i due giovani gioielli della Nazionale, dell'U21 e di Fiorentina e Cagliari, pensano solo all'azzurro. Il viola: "Dalla partita con l'Ucraina abbiamo un gioco preciso e siamo tutti concentrati su quello che ci ha chiesto l'allenatore. Secondo me è un percorso che ci porterà a grandi risultati"
FIRENZE - Sono i due oggetti del desiderio del mercato italiano, i due giovani gioielli della Nazionale, dell'Under 21 e dei loro club attuali, Fiorentina e Cagliari. Ma a Coverciano, anche se Chiesa e Barella tentano di dribblare le questioni su Juventus e Inter, è impossibile eludere del tutto le vicende dell'extracampo. Federico Chiesa, cresciuto a Firenze, è stato addirittura nominato in un comunicato dalla famiglia Della Valle, la proprietà uscente della Fiorentina, che lo ha definito "incedibile". Lui, attaccante, si è chiuso totalmente in difesa: "I Della Valle hanno dato tanto a Firenze. Decideranno per il meglio. Io non ho parlato con nessuno della società. Quanto al mercato, fa piacere l'interessamento di altri club per me. Ma a tutto quello che succede fuori di qui, in questo momento, io non penso: sono in Nazionale. Ci aspetta anche un Europeo Under 21 da vincere". La battuta sul telefonino che squilla &egr…
FIRENZE - Sono i due oggetti del desiderio del mercato italiano, i due giovani gioielli della Nazionale, dell'Under 21 e dei loro club attuali, Fiorentina e Cagliari. Ma a Coverciano, anche se Chiesa e Barella tentano di dribblare le questioni su Juventus e Inter, è impossibile eludere del tutto le vicende dell'extracampo. Federico Chiesa, cresciuto a Firenze, è stato addirittura nominato in un comunicato dalla famiglia Della Valle, la proprietà uscente della Fiorentina, che lo ha definito "incedibile". Lui, attaccante, si è chiuso totalmente in difesa: "I Della Valle hanno dato tanto a Firenze. Decideranno per il meglio. Io non ho parlato con nessuno della società. Quanto al mercato, fa piacere l'interessamento di altri club per me. Ma a tutto quello che succede fuori di qui, in questo momento, io non penso: sono in Nazionale. Ci aspetta anche un Europeo Under 21 da vincere". La battuta sul telefonino che squilla è decisamente riuscita: "L'ho messo in modalità aereo. Indossare la maglia azzurra è il sogno di ogni bambino. E' un'esperienza fantastica, ti fa rimanere concentrato su ogni allenamento".
Barella spiega qual è il vantaggio dell'Under azzurra, rispetto alla maggioranza delle avversarie: "Abbiamo anche la fortuna che molti di noi staranno insieme un mese, perché giochiamo anche in Nazionale, e l'affiatamento in campo e fuori crescerà di conseguenza. In più abbiamo parecchia esperienza nel campionato italiano. Cercheremo di vincere il titolo. Se poi dovessimo riuscire anche a imitare quelli del 2004, tanto meglio. Il sogno è di alzare la coppa del mondo, come gli azzurri che vedo in queste foto".
Barella e le bandiere
Imperturbabile, Chiesa non si è lasciato scalfire nemmeno dall'accenno alle parole del numero uno dell'Atalanta Percassi ("lui è un grande giocatore, ma dovrebbe fare meno sceneggiate"): "Ringrazio Percassi per il complimento. Per quanto riguarda la seconda parte del suo commento, per me è acqua passata dal settembre scorso". Anche il suo compagno, centrocampista del Cagliari e cagliaritano, è attento a non cadere nelle trappole verbali. Le foto dell'aula magna di Coverciano aiutano a introdurre il concetto dei calciatori bandiera come Gigi Riva, che a Cagliari ha vissuto l'intera carriera: "Io il telefonino l'ho messo in modalità silenziosa. Sono uno molto riservato, non ho parlato di mercato con nessuno. A fine campionato ho salutato compagni e dirigenti come quand'ero certissimo di restare. Comunque ora c'è la Nazionale e poi l'Under, ci sarà tempo per parlare di altro. Fa piacere che ci sia chi si interessa a me, ma finisce qui. Quanto alle bandiere, ho vissuto l'era di Cossu e Daniele Conti, che sono arrivati in Nazionale e nell'Under anche giocando a Cagliari. Loro hanno fatto una scelta di vita, io non so quale sarà il mio futuro. Anch'io penso di avere dato tutto e sono riuscito ad andare in Nazionale. Ma adesso ho un mese di ritiro ininterrotto e me lo voglio godere".Il sogno europeo con l'Under
L'Under 21 giocherà l'Europeo in casa, però il primo appuntamento sarà con la Nazionale di Mancini, impegnata nelle qualificazioni per l'Europeo in Grecia e a Torino con la Bosnia. Per Chiesa il gol non è un assillo: "Ho migliorato i gol stagionali, ne ho fatti 12, ma in serie A forse ne potevo fare di più. Cercherò di migliorare subito in Nazionale. Continuo a lavorare come al solito, in assoluta tranquillità. Poi arriveranno i risultati e anche i gol". Barella è un centrocampista, ma segnare gli piace: "Quest'anno ne ho fatto solo uno con il Cagliari e uno con la Nazionale, per di più su tiri deviati". Li aiuta certamente il gioco offensivo di Mancini, che Chiesa gradisce particolarmente: "Dalla partita con l'Ucraina abbiamo un gioco preciso e siamo tutti concentrati su quello che ci ha chiesto l'allenatore. Secondo me è un percorso che ci porterà a grandi risultati". Barella è l'incursore, con Jorginho e Verratti a costruire: "Lasciamo dietro a giocare i due fenomeni, noi ci buttiamo più avanti". Poi arriverà subito l'Europeo con l'Under e il ricorso storico è impegnativo. L'ultimo titolo degli azzurrini risale al 2004, era la squadra di Gentile ct, De Rossi, Gilardino, Zaccardo e Barzagli, che poi vinsero il Mondiale due anni dopo in Germania. Chiesa non rifiuta il paragone: "Sarebbe sicuramente bello riuscire a vincere il titolo. Noi speriamo di intraprendere lo stesso percorso dei nostri predecessori. Sappiamo che cosa ci chiede Di Biagio. Il mio sogno è di entrare nella storia della Nazionale".Barella spiega qual è il vantaggio dell'Under azzurra, rispetto alla maggioranza delle avversarie: "Abbiamo anche la fortuna che molti di noi staranno insieme un mese, perché giochiamo anche in Nazionale, e l'affiatamento in campo e fuori crescerà di conseguenza. In più abbiamo parecchia esperienza nel campionato italiano. Cercheremo di vincere il titolo. Se poi dovessimo riuscire anche a imitare quelli del 2004, tanto meglio. Il sogno è di alzare la coppa del mondo, come gli azzurri che vedo in queste foto".