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Insigne: ''Sarri alla Juve? Per i napoletani sarebbe un tradimento, spero cambi idea''

Lorenzo Insigne (ansa)
L'attaccante azzurro sul possibile arrivo in bianconero del tecnico toscano: ''Una scelta che farà male, ma non posso rimproverargli nulla". Con la Nazionale in Grecia: ''Attaccare tra le linee e uno contro uno sulle fasce. Se ci riusciremo, potremo vincere"
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FIRENZE - Jorginho, per quanto sommessamente e per quanto oggi sia un calciatore del Chelsea fresco vincitore dell'Europa League con Sarri in panchina, aveva parlato per primo a Coverciano di tradimento ai napoletani, se il suo allenatore andasse alla Juventus. Ora anche Insigne ribadisce lo stesso concetto e lo fa con più forza, visto che si tratta di un napoletano e del capitano del Napoli: "Conosco il pensiero dei napoletani e so come stanno vivendo questa situazione, comunque non ancora ufficiale. Un tradimento? Per noi napoletani sicuramente, spero che alla fine Sarri cambierà idea". Insigne parla col sorriso sulle labbra, ma non riesce a fingere che si tratti di una trattativa qualsiasi: "Queste voci dispiacciono un po'. Il mister per il Napoli e per i napoletani ha fatto tanto, gli ho fatto i complimenti anche per la coppa del Chelsea, un messaggio a lui e uno a Jorginho. Certo, farà male questa scelta, se la farà. Ma è sua e non possiamo dirgli nulla".

Napoli: ''Vorrei vincere con il Napoli''

Insigne resterà al Napoli ed è convinto che la prossima stagione possa essere quella giusta: le tensioni appartengono al passato. "Il periodo brutto ormai l'ho superato. Fare un'annata bene e non vincere fa sempre male. Io cerco di dare il triplo, il problema è questo, il Napoli non vince da tanto tempo e io vorrei che vincesse. Sono napoletano e i napoletani si aspettano sempre di più da me. Il ruolo? Non ha importanza. Ancelotti mi utilizza più vicino alla porta e mi sta bene così, ma sono convinto che con la tecnica si possa fare tutto e giocare in ruoli diversi".

Il ruolo in nazionale

In Nazionale lui può fare sia l'esterno del 4-3-3 sia il falso nueve del tridente. I 4 gol in 30 partite non sono una media all'altezza della sua fama di attaccante di classe: "So bene che il mio ruolo è di fare più gol possibili e cerco di dare sempre tutto. L'importante, però, è che io mi metta a disposizione della squadra, indipendentemente dal ruolo. Dietro abbiamo un centrocampo molto tecnico, ma Barella, Verratti e Jorginho recuperano anche tanti palloni. Tridente con un centravanti classico o col falso nueve per me non fa differenza: al Napoli gioco con Mertens e Milik e sono abituato muovermi tanto. Mancini ci chiede appunto di fare tanto movimento, per mettere in difficoltà gli avversaria. Fuori casa, in Grecia, non sarà facile. Dobbiamo mantenere alto il livello del palleggio: attaccare tra le linee e uno contro uno sulle fasce. Se ci riusciremo, potremo vincere".
 
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