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La dieta dell'Italia: pizza nello spogliatoio e niente carne rossa a tavola

Il nutrizionista Matteo Pincella ha introdotto in Nazionale il coaching nutrizionale per incidere anche sullo stato emotivo oltre che su quello fisico degli azzurri. Vietata la mozzarella, niente carne rossa, pasta sì ma con le verdure
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È troppo presto per dire se quello dopo il fischio finale sarà il momento più dolce per la Nazionale di Roberto Mancini ai prossimi Europei. Di certo però sarà il più goloso. La ricetta è semplice: dopo il fischio finale, nello spogliatoio, Bonucci e Donnarumma troveranno ad attenderli tranci di pizza appena fatta. Sì, la più classica pizza Margherita: non esattamente quello che immaginiamo come il pasto degli atleti. Ma non c'è da aver paura: il nutrizionista Matteo Pincella e lo chef Claudio Silvestri hanno preparato una ricetta speciale per la Nazionale, a lunghissima lievitazione, fino a 48 ore, e con meno lievito del normale. Una sorta di pizza "light", che magari non piacerà ai maestri napoletani della specialità: anche Immobile e Insigne però sanno che permetterà loro una digestione più semplice. Contribuendo in più a riequilibrare gli zuccheri. Una &quo…

È troppo presto per dire se quello dopo il fischio finale sarà il momento più dolce per la Nazionale di Roberto Mancini ai prossimi Europei. Di certo però sarà il più goloso. La ricetta è semplice: dopo il fischio finale, nello spogliatoio, Bonucci e Donnarumma troveranno ad attenderli tranci di pizza appena fatta. Sì, la più classica pizza Margherita: non esattamente quello che immaginiamo come il pasto degli atleti. Ma non c'è da aver paura: il nutrizionista Matteo Pincella e lo chef Claudio Silvestri hanno preparato una ricetta speciale per la Nazionale, a lunghissima lievitazione, fino a 48 ore, e con meno lievito del normale. Una sorta di pizza "light", che magari non piacerà ai maestri napoletani della specialità: anche Immobile e Insigne però sanno che permetterà loro una digestione più semplice. Contribuendo in più a riequilibrare gli zuccheri. Una "moda" che già importò qualche anno fa Sarri all'Empoli e a cui adesso anche gli azzurri possono abituarsi.

Vietate mozzarella, affettati e carne rossa

Anche perché nella preparazione alle partite, al contrario, il gusto non è esattamente la priorità. L'idea è una alimentazione ad alto contenuto proteico, con tanti i "niet". Niente carne rossa né affettati. Niente latticini, poi. Una volta la mozzarella era considerata un cibo sanissimo, oggi è il fumo agli occhi. Unica concessione: il parmigiano e raramente della ricotta fresca. Ovviamente niente dolci, nemici dell'atleta per eccellenza: lontanissimi i tempi in cui una nota crema di nocciole sponsorizzava la maglia azzurra.

Cos'è il coaching nutrizionale

Ma la dieta degli azzurri è studiata non solo per migliorare l'aspetto fisico, ma anche mentale, con uno studio minuzioso degli orari di allenamento e di alimentazione. Lo chiamano "coaching nutrizionale" e la chiave è la selezione degli elementi, la qualità delle materie prime, la stagionalità degli elementi, l'equilibrio tra verdure, cereali e proteine nei singoli piatti. Pincella e Silvestri hanno anche studiato fornitori e aziende per portare sulla tavola della nazionale i migliori prodotti possibili. Che portano anche in trasferta.

Carboidrati, proteine e bruscolini

La base, più o meno intoccabile, prescrive carboidrati solo a pranzo: pasta, sì, con verdure più che col pomodoro. A volte anche con il pesce, più raramente con la carne. Le proteine infatti sono concentrate sulla sera: preferenza al pollame e al pesce, con cotture poco grasse. E poi legumi, tantissima frutta e verdure, sempre legate alle stagioni. La riscoperta degli equilibri nutrizionali ha fatto tornare di moda persino i semi di zucca, quelli che da bambini si sgranocchiavano nervosamente allo stadio: quelli però erano salatissimi, quelli attuali non somigliano nemmeno ai mitici bruscolini. Ma se la tensione nelle tre partite del girone all'Olimpico dovesse impennarsi, Mancini troverà facilmente qualcosa da rosicchiare.