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Donnarumma tra Nazionale e passato: "I fischi mi dispiacerebbero, al Milan ho dato tutto"

Gianluigi Donnarumma (ansa)
Mercoledì il portiere del Psg giocherà Italia-Spagna, semifinale di Nations League, davanti ai suoi ex tifosi. E sui primi mesi dell'esperienza a Parigi: "Sono diventato più uomo, sono cresciuto anche dal punto di vista umano"
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Reduce da un travagliato avvio di stagione con la sua nuova squadra, il Psg di Messi, Neymar e Mbappé, Donnarumma torna nel suo ambiente naturale, la Nazionale campione d’Europa, che ha vinto il titolo anche grazie alle sue grandi parate e che si prepara alla semifinale della Final Four di Nations League con la Spagna, mercoledì a San Siro. Il dualismo parigino con Navas, in prospettiva, non spaventa il portiere premiato come migliore giocatore dell’Europeo. Ma il tema resta caldo.   

Donnarumma, non essere ancora titolare a Parigi non la preoccupa anche in chiave Nazionale?
“Non c’è alcun problema, io sono a Parigi per giocare. E’ normale che all’inizio succedano queste cose, ma sono sicuro che andrà tutto al…

Reduce da un travagliato avvio di stagione con la sua nuova squadra, il Psg di Messi, Neymar e Mbappé, Donnarumma torna nel suo ambiente naturale, la Nazionale campione d’Europa, che ha vinto il titolo anche grazie alle sue grandi parate e che si prepara alla semifinale della Final Four di Nations League con la Spagna, mercoledì a San Siro. Il dualismo parigino con Navas, in prospettiva, non spaventa il portiere premiato come migliore giocatore dell’Europeo. Ma il tema resta caldo.   

Donnarumma, non essere ancora titolare a Parigi non la preoccupa anche in chiave Nazionale?
“Non c’è alcun problema, io sono a Parigi per giocare. E’ normale che all’inizio succedano queste cose, ma sono sicuro che andrà tutto alla grande. Quanto alla Nazionale, col ct e con lo staff, tutte persone di grande intelligenza, non ci saranno problemi. Davvero andrà tutto alla grande: a Parigi ho trovato uno spogliatoio compatto, ci alleniamo col sorriso”.

Non teme a San Siro la contestazione dei suoi ex tifosi del Milan o comunque i fischi?
“Mi dispiacerebbe tanto, Milano e il Milan sono stati una parte importante della mia vita, spero che non succeda niente. Questa è una semifinale di Nations League, teniamo a questo torneo. Io al Milan ho dato sempre tutto fino all’ultimo, ci resterei male se succedesse qualcosa del genere. Spero che si metteranno da parte certe cose per questa partita”.

Ha chiarito la vicenda del suo addio al Milan a parametro zero con Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan?  
“Con Paolo non c’è alcun tipo di problema. Ho avuto modo di salutarlo ieri sera (alla festa per i 40 anni di Ibrahimovic, ndr) e gli ho fatto in complimenti per il cammino della squadra, siamo persone. E mi fa piacere rivedere anche i miei compagni, io resto una grande tifoso del Milan. Scherzeremo come sempre. Sono contento del percorso che sta facendo il Milan, di come giocano. E sono contento anche per Pioli, che sento spesso”.

Come sono stati questi suoi quasi tre mesi dopo l’addio alla Serie A e dopo essere stato l’eroe dell’Europeo?
“Sono migliorato tanto nella consapevolezza delle mie capacità e delle mie forze. Sono diventato più uomo, sono cresciuto anche dal punto di vista umano. Di sicuro l’Europeo è stato una grande esperienza. Ogni tanto riguardo quelle immagini, quei momenti mi mancano tanto. Ma ora abbiamo un altro obiettivo e speriamo di portare avanti il nostro percorso nel migliore dei modi. Speriamo di continuare a sorprendere”.

Le aspettative, però, adesso sono diventate molto più alte.
“E’ vero, ma noi continuiamo con umiltà a lavorare. Non siamo più una sorpresa, siamo una grandissima squadra affermata, però non perdiamo l’umiltà. Possiamo dire la nostra anche al Mondiale, ora intanto pensiamo a questa Final Four”.

Il Psg dei fuoriclasse è una squadra stellare, ma anche lei ne fa parte, a Parigi l’hanno voluta: in che cosa ritiene che questa esperienza possa farla crescere?
“Confrontarsi con altre realtà fa sempre crescere. C’è sempre da imparare e da migliorare, il mio obiettivo è salire sempre più in alto. Ho un ottimo rapporto con gli allenatori dei portieri a Parigi, ci confrontiamo anche per strutturare l’allenamento, c’è un ottimo feeling tra noi”.

Negli allenamenti con marziani della tecnica come Messi, Neymar, Mbappé, Dimaria, ogni tiro è un gol oppure riesce a ipnotizzare anche loro?
“Campioni così ti fanno migliorare tanto, in allenamento e non solo. Comunque non sono tutti gol: è una bella sfida quotidiana, di cui sono contento”.

Il gioco del Psg è basato sulle individualità, quello dell’Italia sul collettivo.
“Siamo due squadre completamente diverse anche per modo di giocare, sono situazioni impossibili da paragonare. Se parliamo dell’Italia di Mancini, abbiamo un’identità precisa e un gruppo consolidato da anni. Quando arriviamo siamo a sua disposizione: a volte non vediamo l’ora di venire qui per stare insieme”.

La semifinale di Nations League con la Spagna si giocherà a tre mesi esatti da quella, durissima, dell’Europeo.
“Ci aspettiamo esattamente la stessa squadra e lo stesso tipo di partita, per questo cerchiamo di migliorare le situazioni in cui potevamo andare meglio. A Londra c’era voluto il 110% di noi stessi: sarà ancora così, ma dobbiamo migliorare tutto quello che si può”.

Com’è la serie A, vista da Parigi?
“Ha sempre tanto fascino per me, continuo a seguirla. E’ molto equilibrata, ci sono un po’ di squadre che possono vincere. Mi hanno impressionato davvero: sarà bello seguire il campionato fino alla fine”.

Però il razzismo non è stato ancora estirpato.
“Siamo solidali con Kalidou Koulibaly: è una vergogna sentire ancora queste cose”.

Il suo amico Locatelli ha appena chiesto alla sua fidanzata Thessa di sposarlo, è vero che lei sta per fare altrettanto con Alessia?
“Ora guardo il video della proposta di Locatelli, intanto gli faccio gli auguri. Io sono lì lì, vediamo: vi farò sapere”.