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Milano riabbraccia i campioni d'Europa, tutto esaurito a San Siro per Italia-Spagna

Venduti tutti i 37 mila tagliandi (capienza al 50%) per la semifinale di Nations League. Un dato che è anche la risposta al caro biglietti dei club 
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San Siro è già tutto esaurito per Italia-Spagna di domani sera, semifinale della Nations League. Il dato ufficializzato dalla Figc non significa ovviamente che lo stadio Meazza sarà pieno, perché le normative anti Covid prevedono per il momento la capienza solo al 50% e saranno dunque poco più di 37 mila gli spettatori per la partita degli azzurri. Ma la notizia del raggiungimento dell'obiettivo è comunque confortante sia per gli azzurri, che tornano in un grande stadio da campioni d'Europa e meritano l'abbraccio del pubblico mentre inseguono il record del secondo titolo in poco meno di tre mesi, sia per il calcio italiano in generale, perché il campionato della parziale riapertura degli stadi ha finora mandato in archivio numeri abbastanza allarmanti in prospettiva: dallo scorso 21 agosto, data in cui è ricominciata la Serie A, molto di rado è stata raggiunta la percentuale di riempimento che le norme attuali …

San Siro è già tutto esaurito per Italia-Spagna di domani sera, semifinale della Nations League. Il dato ufficializzato dalla Figc non significa ovviamente che lo stadio Meazza sarà pieno, perché le normative anti Covid prevedono per il momento la capienza solo al 50% e saranno dunque poco più di 37 mila gli spettatori per la partita degli azzurri. Ma la notizia del raggiungimento dell'obiettivo è comunque confortante sia per gli azzurri, che tornano in un grande stadio da campioni d'Europa e meritano l'abbraccio del pubblico mentre inseguono il record del secondo titolo in poco meno di tre mesi, sia per il calcio italiano in generale, perché il campionato della parziale riapertura degli stadi ha finora mandato in archivio numeri abbastanza allarmanti in prospettiva: dallo scorso 21 agosto, data in cui è ricominciata la Serie A, molto di rado è stata raggiunta la percentuale di riempimento che le norme attuali avrebbero consentito, segno di una graduale disaffezione forse indotta dal lungo periodo a porte chiuse e magari dalla nuova abitudine di guardare il calcio sullo schermo.

I prezzi popolari

Ma il tutto esaurito di San Siro per la Nazionale, con un giorno e mezzo di anticipo sul fischio d'inizio della gara, ha soprattutto una spiegazione chiarissima: i prezzi dei biglietti. L'Uefa, che organizza la Final Four della Nations League, ha decisamente calmierato i costi, trovando perfettamente d'accordo la Figc, che ospita il torneo e che da tempo persegue la politica dei prezzi popolari per le partite casalinghe della Nazionale maggiore, delle Under e della Femminile. Le cifre parlano chiaro: vedere dal vivo Italia-Spagna costerà dai 10 euro dei posti più popolari ai 30 della seconda categoria fino ai 70 del settore più costoso. Allo Stadium di Torino, dove giovedì andranno in scena l'altra semifinale Francia-Belgio e domenica alle 15 la finale per il terzo posto, si pagherà ancora meno: i biglietti delle tre categorie sono da 10, 20 e 40 euro. Il piccolo aumento per la finale di domenica sera al Meazza vale solo per i biglietti di seconda categoria, che salgono da 30 a 40 euro. Non è un caso che siano già stati venduti 20 mila biglietti, per la maggior parte acquistati da tifosi della Nazionale, speranzosi di vederla di nuovo in campo a San Siro per giocarsi il titolo.

Le ragioni dei club

La scelta dei prezzi popolari è in decisa controtendenza con quella dei club, che li hanno invece per lo più aumentati: si spiega anche così il fatto che la maggior parte degli stadi italiani, in campionato, non si sia finora riempita nemmeno per la metà consentita. Anche qui i numeri parlano chiaro: ci sono state curve da 60 euro e nei posti migliori in tribuna i quasi 200 euro sono ormai la regola. Proprio a San Siro avevano fatto scalpore i prezzi inizialmente stabiliti dal Milan per la partita di Champions con l'Atletico Madrid: dai 69 euro del terzo anello, dal quale spesso la partita s'indovina, fino ai 490 del primo anello rosso. La rivolta dei tifosi aveva poi indotto la società al dietro-front e l'ad Gazidis aveva spiegato in una lettera pubblica ai tifosi stessi le ragioni del rincaro: l'impossibilità di sopportare, senza adeguati ricavi, gli alti costi di gestione specialmente dopo la crisi causata dalla pandemia, con mancati introiti da stadio per 34 milioni di euro a stagione (circa 50 nell'anno e mezzo di porte chiuse).

La protesta degli ultrà

Quali che siano le ragioni dei club, la questione ne sottintende adesso un'altra, assai nota proprio a Milano, dove Milan e Inter vogliono il nuovo stadio a San Siro anche per ottenerne maggiori ricavi (dai biglietti, ma anche dalle attività commerciali connesse all'impianto e dalle sponsorizzazioni) e per diventare così più competitive a livello finanziario con le principali rivali europee, che dai loro stadi incassano in media il doppio o addirittura il triplo. Il tema sarà tra i primi nell'agenda del sindaco Sala, appena confermato: l'iter per il nuovo San Siro era stato avviato dalla sua giunta comunale. Tuttavia l'argomento è ancora più sfaccettato, visto che gli introiti degli stadi del futuro si basano anche sulla moltiplicazione dei cosiddetti posti corporate riservati alle aziende o ai palchi per i vip, moltiplicatori appunto di ricavi. Nelle ore in cui i rappresentanti di 46 curve di tutta Italia hanno sottoscritto un documento per sollecitare la riapertura degli stadi al 100% - "o tutti o nessuno" è lo slogan che sintetizzava fin dall'inizio la loro posizione, indicando la ventilata percentuale del 75-80% come "compromesso politico, che nulla aggiunge alla sicurezza sanitaria" - emerge ormai senza infingimenti la distanza tra il classico concetto di calcio dal vivo come  spettacolo popolare e quello di uno spettacolo vincolato al business e perciò non proprio per tutti. Il dibattito, ormai sociologico, appare ineludibile: il messaggio di Italia-Spagna oscilla tra realismo e nostalgia.